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  NON È PRECARIA L’OPERA ULTRAVENTENNALE PREORDINATA AL SODDISFACIMENTO CONTINUATIVO DELLE NECESSITA’ DELL’IMPRESA COMMERCIALE
13/08/2020
Quand'anche realizzate con modalità costruttive suscettibili di consentirne l'agevole rimozione, non sono precarie le strutture installate da lungo tempo (nella specie più di venti anni) e risultate preordinate al soddisfacimento, in via continuativa, delle necessità dell'impresa commerciale.


  È LEGITTIMO PORRE GLI ONERI DI MANUTENZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A CARICO DEI PROPRIETARI PRIVATI
13/08/2020
Non è illegittimo prevedere che gli acquirenti delle unità immobiliari risultanti dai processi di lottizzazione urbanistica e che mantengono il dominium sulle aree da destinare a fini di pubblica utilità possano essere anche destinatari degli oneri economici necessari al fine di assicurare una siffatta destinazione. È legittimo stabilire che sia il proprietario dei fondi gravati da vincolo di servitù (nella specie, di uso pubblico) a farsi carico delle spese e degli altri oneri conseguenti alla costituzione del medesimo vincolo.


  LA SANATORIA GIURISPRUDENZIALE NON È PIÙ AMMESSA: IL PERMESSO IN SANATORIA È OTTENIBILE SOLO CON I PRESUPPOSTI DI CUI ALL’ART. 36 DPR 380/2001
13/08/2020
Il tema della cd. sanatoria giurisprudenziale deve considerarsi normativamente superato, nonché recessivo rispetto al chiaro disposto normativo vigente e ai principi connessi al perseguimento dell'abusiva trasformazione del territorio, essendo il permesso in sanatoria ottenibile soltanto in presenza dei presupposti espressamente delineati dall'art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, ossia a condizione che l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento sia della realizzazione del manufatto sia della presentazione della domanda.


  CONFIGURANO RISTRUTTURAZIONE GLI INTERVENTI CHE MODIFICANO L’ORIGINARIO PROSPETTO ESTETICO-ARCHITETTONICO DELL'EDIFICIO, SENZA SUPERFICI SPORGENTI
13/08/2020
Attengono al prospetto gli interventi che modificano l'originaria conformazione estetico-architettonica dell'edificio, realizzati sulla facciata o sulle pareti esterne del fabbricato, senza superfici sporgenti. La relativa modifica deve considerarsi quale intervento edilizio autonomo, riconducibile al genus della ristrutturazione edilizia, riscontrabile appunto in fattispecie quali l'apertura di nuove finestre, la chiusura di quelle preesistenti ovvero il loro spostamento in altre parti; l'apertura di una nuova porta di ingresso sulla facciata dell'edificio o comunque su una parete esterna dello stesso; la trasformazione di vani finestra in altrettante porte-finestre.


  LA MERA LOCALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO DI RIFIUTI IN ZONA AGRICOLA NON VIOLA L’ART. 196, COMMA 3, DEL D.LGS. 152/2006
12/08/2020
La mera localizzazione di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti in zona agricola, di qualunque tipo esso sia, non viola la norma di cui all'art. 196, comma 3, del D.Lgs. n. 152 del 2006, incombendo sull'amministrazione, sulla base delle sopra esposte considerazioni, l'onere di individuare specifiche ragioni di ostacolo alla sua ubicazione in detta zona.


  LO SPARGIMENTO DI GHIAIA SU UN’AREA CHE NE ERA PRIVA È UN'ATTIVITÀ URBANISTICAMENTE RILEVANTE SE MODIFICA LA PRECEDENTE DESTINAZIONE D’USO
12/08/2020
La trasformazione edilizia ed urbanistica può conseguire anche ad interventi che non richiedono un'attività edificatoria in senso stretto. In tale ottica, anche un intervento di spargimento di ghiaia su un'area che ne era precedentemente priva rappresenta attività urbanisticamente rilevante nella misura in cui ‘appaia preordinata alla modifica della precedente destinazione d'uso.


  L’APPOSIZIONE DI UN CANCELLO FUNZIONALE ALLA DELIMITAZIONE DELLA PROPRIETÀ RIENTRA NEI CASI DI EDILIZIA LIBERA E NON INCIDE SU VALORI PAESAGGISTICI  
12/08/2020
L'apposizione di un cancello, funzionale alla delimitazione della proprietà, si inquadra tra gli interventi di finitura di spazi esterni di cui all'articolo 6, comma 2, lettera c) del D.P.R. n. 380/2001, applicabile ratione temporis, per cui rientra fra le ipotesi di edilizia libera, con la conseguenza che non risulta suscettibile di incidere su valori paesaggistici protetti, salva l'esistenza di specifiche prescrizioni particolarmente restrittive.


  LA DOMANDA DI CONDONO È RIFERITA NON AD UN VOLUME O AD UNA SUPERFICIE MA AD UN IMMOBILE SPECIFICO GIÀ REALIZZATO ED EFFETTIVAMENTE ESISTENTE
12/08/2020
La domanda di condono è specificamente riferita non ad un volume o ad una superficie ma ad uno specifico immobile già realizzato. Infatti, il condono riguarda opere effettivamente esistenti e non solo un volume esistente alla data indicata dal legislatore, come risulta dalle stesse prescrizioni delle leggi sul condono che hanno richiesto la descrizione delle opere e la presentazione di fotografie (cfr. art. 35, comma 3, lettera b), legge n. 47 del 1985; art. 39, comma 4, legge n. 724 del 1994; art. 32, comma 35, della legge n. 269 del 2003) al fine di verificare la concreta conformazione dell'opera abusiva al momento della sua originaria realizzazione già avvenuta alla data della domanda di condono.


  SE LA LEGGE AMMETTE TENDE E ROULOTTE IL COMUNE NON PUO’ VIETARNE L’INSTALLAZIONE
11/08/2020
A fronte di una chiara previsione legislativa che ammette l'installazione di tende e roulotte (nella specie l'art. 4 comma 6 della legge regionale Veneto n. 56/1999 e l'art. 30 comma 6 della legge regionale Veneto n. 33/2002) non può riconoscersi alcun potere dell'Amministrazione comunale di proibirne l'installazione, peraltro incidendo su scelte imprenditoriali dei titolari dei camping che rientrano nella sfera della libertà d'iniziativa economica.


  LA LOCALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE ALL’ESTERNO DELL’AREA DI INTERVENTO NON DIMOSTRA CHE SIANO FUNZIONALI ALL’INTERO AMBITO
11/08/2020
Il fatto che delle opere di urbanizzazione siano esterne all'area di insediamento non comprova che esse siano per natura e dimensioni finalizzate all'infrastrutturazione dell'intero ambito, posto che, trattandosi di allacciamenti a reti, inevitabilmente esse devono proseguire sino al punto di allaccio.


  SPETTA AL PRIVATO PROVARE L'ULTIMAZIONE DELLE OPERE EDILI DA SANARE ENTRO IL TERMINE DI LEGGE O DI QUELLE REALIZZABILI LEGITTIMAMENTE SENZA TITOLO
11/08/2020
Spetta all'interessato di provare l'ultimazione delle opere edili da sanare entro il termine di legge o di quelle realizzabili legittimamente senza titolo. Infatti, soltanto il privato ha a disposizione i documenti e gli altri elementi di prova da cui evincere, con ragionevole certezza, l'epoca in cui fu realizzato il manufatto.


  E' LEGITTIMO IL DINIEGO DI CONDONO SE UN'AEROFOTOGRAMMETRIA SUCCESSIVA ALLA SCADENZA DI LEGGE RITRAE L'AREA PRIVA DI COSTRUZIONI
11/08/2020
È legittimo il diniego di concessione edilizia in sanatoria se un'aerofotogrammetria dimostra che alla data prevista dalla legge (nella specie, alla data del 31 dicembre del 1976 ai sensi dell'art. 15 lettera a) della L.R. Sicilia 78/76) il terreno risultava completamente libero da costruzioni, e le critiche che rivolte a tale rilievo aerofotogrammetrico sono generiche e non mettono mai a fuoco il nodo della questione, che attiene alla corretta localizzazione nel tempo e nello spazio dell'immobile.


  PER DETERMINARE LA SFERA DI APPLICABILITÀ DELLE SANZIONI RIPRISTINATORIE EDILIZIE CONTA IL MOMENTO IN CUI LA P.A. ACCERTA L’ESISTENZA DELL’ILLECITO
11/08/2020
Stante la natura "reale" delle sanzioni ripristinatorie in materia edilizia, per determinare la sfera di applicabilità della relativa disciplina occorre aver riguardo non alla data della costruzione abusiva, ma al momento in cui la pubblica amministrazione accerta l'esistenza dell'illecito che ha carattere permanente.


  È LEGITTIMO LIMITARE L’AGRICOLTURA INTENSIVA PER CONTENERE L’IMPATTO PAESAGGISTICO
10/08/2020
Sono proporzionati i vincoli che non impediscono in maniera assoluta la coltivazione del fondo, ma l'utilizzo colturale secondo determinate regole e modalità (quelle che, con una locuzione riassuntiva, possiamo definire "intensive") concentrandosi in via preclusiva sulle strutture di maggior impatto paesaggistico ed, infine, non incidono sugli impianti in atto sino al termine del periodo colturale


  L’ORDINANZA EX ART. 31 D.P.R. 380/2001 NON PUO’ ESSERE UTILIZZATA PER VIETARE L’USO DI UN IMMOBILE
10/08/2020
Costituisce un'anomalia l'ordinanza di demolizione, ex art. 31 d. P. R. 380/2001, piegata a fini d'interdizione dell'uso di un terrazzo.


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