Notizie

Testo:
  [Accesso riservato agli abbonati]

 Pagina  di 865   

  LA DESTINAZIONE AGRICOLA DI UN TERRENO NE PRESERVA LE CARATTERISTICHE DI ZONA DI SALVAGUARDIA DA OGNI NUOVA EDIFICAZIONE
14/07/2020
L'attribuzione di una destinazione agricola ad un determinato terreno è volta non tanto e non solo a garantire il suo effettivo utilizzo a scopi agricoli, quanto piuttosto a preservarne le caratteristiche attuali di zona di salvaguardia da ogni possibile nuova edificazione anche in funzione della valenza conservativa di valori naturalistici, che di per sé assume tale tipo di destinazione di zona.


  IL CONDONO EDILIZIO DI CUI ALL’ART. 32, COMMA 25, D.L. 269/2003 SI APPLICA SOLTANTO A NUOVE COSTRUZIONI RESIDENZIALI
14/07/2020
Le disposizioni sul condono edilizio di cui all'art. 32, comma 25, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 (convertito con modifiche dalla L. 24 novembre 2003, n. 326), trovano applicazione soltanto a nuove costruzioni residenziali, con esclusione, pertanto, di quelle non aventi siffatta destinazione.


  È SUFFICIENTE LA SCIA PER GLI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE LEGGERA, COMPRESA LA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE CHE NON RISPETTI LA SAGOMA PREESISTENTE
14/07/2020
Ai sensi dell'art. 10, comma l, lettera c), del TUE, le opere di ristrutturazione edilizia necessitano di permesso di costruire se consistenti in interventi che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino, modifiche del volume, dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso; in via residuale, la SCIA assiste invece i restanti interventi di ristrutturazione c.d. «leggera», compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione che non rispettino la sagoma dell'edificio preesistente.


  È LEGITTIMO DENEGARE L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA DI UN’OPERA DI NOTEVOLI DIMENSIONI VISIBILE DA PIU’ PUNTI
14/07/2020
La negazione della compatibilità paesaggistica di un progetto involgente la costruzione, in un luogo visibile da più parti, di un edificio di consistenti dimensioni (82 metri per 50 ed elevato in altezza per 11 metri) non sconta alcun profilo di irragionevolezza, illogicità o contraddittorietà.


  NEGLI INTERVENTI DI RESTAURO PER I QUALI NON SERVE TITOLO EDILIZIO RIENTRANO SOLO OPERE DI RECUPERO ABITATIVO CHE MANTENGONO LE PREESISTENTI STRUTTURE
14/07/2020
Nella categoria degli interventi di restauro o di risanamento conservativo, per i quali non occorre il permesso di costruire, sono annoverabili soltanto le opere di recupero abitativo, che mantengono in essere le preesistenti strutture, alle quali apportano un consolidamento, un rinnovo o l'inserimento di nuovi elementi costitutivi, a condizione che siano complessivamente rispettate tipologia, forma e struttura dell'edifico.


  NEL CALCOLO DELLA QUOTA I.M.U. DESTINATA ALLO STATO NON DEVONO ESSERE COMPRESE LE IMPOSTE PAGATE SUGLI IMMOBILI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
13/07/2020
L'unico effetto della modifica legislativa operata dall'art. 4, comma 5, lett. f), del decreto-legge n. 16 del 2012 al comma 10 dell'art. 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, ricavabile dalla piana lettura delle disposizioni legislative succedutesi nel tempo, è costituito dalla riduzione della quota dell'imposta municipale destinata allo Stato, nella cui base di calcolo non devono essere comprese le imposte pagate a titolo di I.M.U. sugli immobili di edilizia residenziale pubblica.


  PER ACCERTARE UNA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA CARTOLARE VA PROVATA LA DESTINAZIONE EDIFICATORIA PERSEGUITA MEDIANTE GLI ATTI POSTI IN ESSERE DALLE PARTI
13/07/2020
Ai fini dell'accertamento della sussistenza di una lottizzazione abusiva cartolare non è sufficiente il mero riscontro del frazionamento del terreno collegato a plurime vendite, ma è richiesta anche l'acquisizione di un sufficiente quadro indiziario dal quale sia oggettivamente possibile desumere, in maniera non equivoca, la destinazione a scopo di edificazione perseguito mediante gli atti posti in essere dalle parti.


  UN ASCENSORE COSTITUISCE UN C.D. VOLUME TECNICO IRRILEVANTE IN QUANTO TALE AGLI EFFETTI DEL COMPUTO DELLA CUBATURA
13/07/2020
L'installazione di un ascensore in un edificio di per sé costituisce un c.d. volume tecnico, irrilevante in quanto tale agli effetti del computo della cubatura utile.


  LA NOZIONE DI COSTRUZIONE NON CORRISPONDE A QUELLA DI EDIFICIO ESTENDENDOSI ALLE OPERE NON DEL TUTTO INTERRATE CARATTERIZZATE DA SOLIDITÀ STABILITÀ
13/07/2020
In ordine ai rialzamenti di terreno, in materia di distanze stabilite dagli artt. 873 c.c. e segg. e norme locali integrative, la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, estendendosi a qualsiasi manufatto non completamente interrato avente i caratteri della solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo.


  UN MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO SENZA COSTRUZIONE DI OPERE DETERMINA VARIAZIONE DEGLI STANDARD URBANISTICI INCIDENDO SUL TESSUTO URBANO DELLA ZONA
13/07/2020
Anche un mutamento di destinazione d'uso meramente funzionale, cioè senza la realizzazione di opere edilizie, può determinare una variazione degli standard urbanistici ed è in grado di incidere sul tessuto urbanistico della zona.


  GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA EX ART. 3 T.U.E. RICHIEDONO LA DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITÀ E NON IL PERMESSO DI COSTRUIRE
10/07/2020
Gli interventi di manutenzione straordinaria ai sensi dell'art. 3 del Testo Unico in materia edilizia, sono le "opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso". Tali opere sono presidiate da denuncia di inizio di attività e non da permesso di costruire.


  IL CONDONO DI OPERE ABUSIVE IN ZONE VINCOLATE NECESSITA DEL PARERE ESPRESSO DALL’AMMINISTRAZIONE PREPOSTA ALLA GESTIONE DEL VINCOLO
10/07/2020
Qualora il procedimento di condono abbia ad oggetto opere abusive realizzate in zone vincolate, l'Amministrazione comunale non può statuire sull'istanza di sanatoria avendo riguardo alla sola destinazione urbanistica dell'area, essendo tenuta ad acquisire il parere espresso dall'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo, avente, peraltro, natura vincolante ai fini della sanatoria.


  IL SILENZIO ASSENSO SUL CONDONO DI ABUSI EDILIZI IN AREA VINCOLATA NON SI FORMA SENZA IL PARERE FAVOREVOLE DELL'AUTORITÀ CHE GESTISCE IL VINCOLO
10/07/2020
Il condono non può intendersi rilasciato per decorso del termine di ventiquattro mesi, stabilito dall'art 35, comma 12, L. n. 47-1985 nel caso di abusi in area vincolata, poiché il termine per la formazione del silenzio-assenso decorrere solamente dall'emanazione del parere favorevole, il che discende dalla previsione normativa di cui all'art. 32 L. n. 47-1985 che ha riconosciuto natura vincolante al parere con conseguente impossibilità per l'Amministrazione procedente di rilasciare il condono in caso di valutazione negativa da parte della Autorità preposta.


  AI FINI DELLA DOMANDA DI CONDONO LA P.A. DEVE VALUTARE ANCHE LE OPERE ESEGUITE PRIMA CHE IL VINCOLO SIA STATO APPOSTO
10/07/2020
L'Amministrazione deve far riferimento all'esistenza del vincolo nel momento in cui deve essere valutata la domanda di condono e, quindi, anche relativamente alle opere eseguite prima che il vincolo sia stato apposto.


  LE PERTINENZE EX ART. 7 D.L. 9/1982 NON SONO ESENTATE DAL TITOLO EDILIZIO SOLO PERCHÉ DESTINATE A SERVIZIO ED ORNAMENTO DEL BENE PRINCIPALE
09/07/2020
La nozione di pertinenza quale risulta dall'art. 7 comma 2 lett a) d.l. 23 gennaio 1982 n. 9, convertito dalla L 2.51 marzo 1982 n. 94, deve essere interpretata in modo compatibile con i principi della materia e non può quindi valere a sottrarre al regime del permesso di costruire la realizzazione di opere di rilevante consistenza urbanistica solo perché destinate a servizio ed ornamento del bene principale.


 Pagina  di 865