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  L'ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ SANA LE OPERE SOLO FORMALMENTE ABUSIVE, ESEGUITE SENZA TITOLO MA CONFORMI ALLA DISCIPLINA URBANISTICA
29/09/2020
L'accertamento di conformità in sanatoria ai sensi degli artt. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, è diretto a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza il previo rilascio del titolo ma conformi nella sostanza alla disciplina urbanistica applicabile per l'area su cui sorgono, vigente sia al momento della loro realizzazione che al momento della presentazione dell'istanza di conformità.


  QUALORA SI CONTESTI IL QUOMODO DELL'INTERVENTO EDILIZIO, IL DIES A QUO PER L’IMPUGNAZIONE DEL TITOLO EDILIZIO DECORRE DALLA FINE LAVORI
29/09/2020
Qualora si contesti il quomodo dell'intervento edilizio realizzato, il dies a quo per l'impugnazione del titolo edilizio decorre dall'ultimazione dei lavori o dal raggiungimento di un grado di sviluppo dei lavori sufficiente a rendere apprezzabili i caratteri e la portata dell'intervento.


  L'AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA E IL TITOLO EDILIZIO, SEBBENE ENTRAMBI RELAZIONATI AL TERRITORIO, SONO AUTONOMI PER CONTENUTO
29/09/2020
L'autorizzazione paesaggistica e il titolo edilizio, sebbene entrambi siano relazionati al territorio, hanno contenuti differenti: con l'autorizzazione paesaggistica l'Amministrazione è chiamata a valutare la compatibilità paesaggistica dell'opera, con il permesso di costruire - o altro titolo edilizio - la conformità dell'intervento alla normativa urbanistica ed edilizia.


  IN ASSENZA DI PIANI ATTUATIVI È ONERE DEL COMUNE DIMOSTRARE CHE LA CONCESSIONE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE NON PREGIUDICA L’ASSETTO URBANISTICO
29/09/2020
In assenza di piani attuativi, quando in via eccezionale sia consentita la concessione del permesso di costruire, è onere del Comune dimostrare che tale concessione non pregiudichi l'armonia dell'equilibrio relativo all'assetto urbanistico esistente e neppure l'equilibrato sviluppo urbanistico.


  LA CONCESSIONE EDILIZIA IN PRECARIO È UTILIZZATA PER ASSENTIRE OPERE DI DURATA LIMITATA E PREDETERMINATA
28/09/2020
Si ammette la validità della "concessione edilizia in precario", quale provvedimento atipico utilizzato dalle amministrazioni comunali per assentire opere, per loro natura e destinazione, di durata limitata e predeterminata, non conformi alla destinazione urbanistica della zona, giustificabili solo proprio in relazione al carattere di precarietà dell'opera e alla sua modesta consistenza, sì da non assurgere a vera e propria modificazione del territorio, precisando, peraltro, che la concessione in precario sarebbe ammissibile solo se prevista dalle norme di piano regolatore, nei limiti, con i presupposti e nei termini da esse posti, salvo i casi in cui, appunto, la precarietà stessa costituisca giudizio di non rilevanza urbanistica dell'opera.


  IL PERICOLO DI CROLLO LEGITTIMA LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA MA NON LA DEMOLIZIONE IN CONTRASTO CON LA DISCIPLINA URBANISTICA
28/09/2020
La sussistenza di una situazione di pericolo di crollo obbliga la proprietà a porre in essere interventi di messa in sicurezza, qualificabili come manutenzione straordinaria o restauro e risanamento conservativo. Non legittima invece un intervento radicale quale è la demolizione di una porzione di immobile in netto contrasto con la disciplina urbanistica dell'area, posta a tutela del pubblico interesse alla conservazione del bene.


  LA SOVRAPPOSIZIONE DI UNA PAVIMENTAZIONE A QUELLA PREESISTENTE COSTITUISCE MANUTENZIONE STRAORDINARIA
28/09/2020
Un'opera di manutenzione, sia pure straordinaria, come l'intervento di sovrapposizione, a un pavimento in cotto ormai in condizioni di degrado, di un nuovo pavimento di colore bianco in gres porcellanato, non può essere sanzionato, dal Comune, con la più grave misura della demolizione e del ripristino dello status quo ante, ex art. 31 del d. P. R. 380/2001.


  L'IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA DI ADOZIONE O VARIANTE DEL P.R.G. È UNA FACOLTÀ E NON UN ONERE QUANDO NE DERIVA LA LIMITAZIONE DELLO IUS AEDIFICANDI
28/09/2020
La delibera di adozione del Piano regolatore generale (e, conseguentemente, anche la sua variante) è atto immediatamente lesivo e direttamente impugnabile; tuttavia, la sua impugnazione costituisce una facoltà e non un onere quando da essa derivi la limitazione dello "ius aedificandi" in forza delle previsioni vincolistiche o comunque di zonizzazione in essa racchiuse, e ciò in quanto, agli effetti della configurabilità di un atto come provvedimento impugnabile, ciò che rileva non è la sua collocazione al termine del procedimento, bensì il carattere costitutivo degli effetti che allo stesso si ricollegano.


  SI HA PERTINENZA URBANISTICO-EDILIZIA QUANDO L’OPERA HA UN USO SERVENTE DUREVOLE RISPETTO ALL’OPERA PRINCIPALE
28/09/2020
La pertinenza urbanistico-edilizia è configurabile allorquando sussista un oggettivo nesso che non consenta altro che la destinazione della cosa ad un uso servente durevole e sussista una dimensione ridotta e modesta del manufatto rispetto alla cosa cui esso inerisce.


  L’ANNULLAMENTO DEL TITOLO EDILIZIO IN AUTOTUTELA PUÒ FONDARSI SULLA RILEVATA NON VERIDICITÀ DELLE CIRCOSTANZE PROSPETTATE DALL’ISTANTE
25/09/2020
L'amministrazione ben può legittimamente fondare l'annullamento del titolo edilizio in autotutela sulla rilevata non veridicità delle circostanze a suo tempo prospettate dal soggetto interessato, in capo al quale non sarà configurabile una posizione di affidamento legittimo da valutare in relazione al concomitante interesse pubblico.


  IL TITOLO EDILIZIO FORMATOSI PER SILENZIO NON È SOGGETTO A DECADENZA
25/09/2020
Giammai l'amministrazione comunale può pronunciare una "decadenza" in ordine al titolo edilizio tacito (presuntivamente) formatosi, qualora sia stato richiesto, più volte nel tempo l'emanazione di un provvedimento espresso.


  IL CAMBIO DI CATEGORIA EDILIZIA, CHE DETERMINA UN ULTERIORE CARICO URBANISTICO, NECESSITA DEL TITOLO EDILIZIO
25/09/2020
Laddove il cambio di categoria edilizia determina un ulteriore carico urbanistico, risulta irrilevante verificare se tale modifica sia avvenuta con l'effettuazione di opere edilizie, posto che si necessita comunque del titolo edilizio.


  IN CASO DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, PER L'OBBLIGO DI CORRESPONSIONE DEGLI ONERI CONCESSORI RILEVA IL VERIFICARSI DI UN MAGGIOR CARICO URBANISTICO
25/09/2020
Ai fini dell'insorgenza dell'obbligo di corresponsione degli oneri concessori in caso di ristrutturazione, è rilevante il verificarsi di un maggior carico urbanistico quale effetto di tale intervento edilizio, sicché non è neanche necessario che esso interessi globalmente l'edificio, ma basta che ne risulti comunque mutata la realtà strutturale e la fruibilità urbanistica, con oneri conseguentemente riferiti all'oggettiva rivalutazione dell'immobile e funzionali a sopportare l'aggiuntivo carico socio economico che l'attività edilizia comporta, anche quando l'incremento dell'impatto sul territorio consegua solo a marginali lavori.


  AI FINI DELLA ZONIZZAZIONE LO STRUMENTO URBANISTICO NON PUO’ ESSERE INTEGRATO DA ELEMENTI FATTUALI
24/09/2020
La fonte della zonizzazione (mediante la quale la pubblica amministrazione suddivide il proprio territorio comunale in aree omogenee alle quali viene riconosciuta o attribuita una determinata funzione con conseguente prescrizione di vincoli e altri limiti da osservare) va individuata esclusivamente nelle risultanze degli strumenti urbanistici, le cui previsioni non possono essere etero-integrate con considerazioni o rilievi di carattere eminentemente pratico (nella specie, ai fini della classificazione dell'area in termini di area agricola irrigua o non irrigua, la presenza di un contatore dei consumi d'acqua o attestazioni di enti sprovvisti di competenza in materia).


  IN SEDE DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA SI POSSONO ASSUMERE DECISIONI FINALIZZATE ALL’ORDINATO INSEDIAMENTO DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI
24/09/2020
Le prescrizioni contenute nei piani urbanistici, rispondendo all'esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio, possono porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e dunque alla libertà di iniziativa economica. È senz'altro coerente con le finalità complessive di governo del territorio l'adozione di misure volte ad assicurare scelte di pianificazione idonee - secondo valutazioni discrezionali ordinariamente insindacabili dell'autorità amministrativa - a garantire un corretto insediamento delle strutture commerciali con riferimento anche al rispetto all'ambiente urbano.


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