Domanda, effetti

 
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  LA DOMANDA DI SANATORIA DEVE CONTENERE UNA DESCRIZIONE DELLE OPERE SENZA CHE IL COMUNE POSSA AMPLIARNE L'OGGETTO
18/05/2020
In materia di sanatoria edilizia, la norma di cui all'art. 35 della l. 47 del 1985, richiamata dall'art. 39 della l. 724 del 1994, stabilisce che alla domanda deve essere allegata una descrizione delle opere per le quali si chiede la concessione o l'autorizzazione in sanatoria, sicché le determinazioni dell'Amministrazione al riguardo non possono che limitarsi ad esse, senza che, dovendo la disposizione essere interpretata in maniera restrittiva, possa in alcun modo ritenersi che il Comune potesse ampliare l'oggetto della domanda alle opere non espressamente indicate nella istanza, ma in documentazione prodotta in epoca successiva alla presentazione della domanda.


  L'ISTANZA DI SANATORIA SOSPENDE LA SANZIONE EDILIZIA SOLO SE I MANUFATTI OGGETTO DEI PROVVEDIMENTI SANZIONATORI E CONDONISTICI COINCIDONO
14/04/2020
Il principio secondo il quale l'Amministrazione non può emettere alcun provvedimento sanzionatorio senza prima aver definito il procedimento scaturente dall'istanza di sanatoria, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, postula una coincidenza dei manufatti oggetto di entrambi i provvedimenti, rispettivamente sanzionatorio e condonistico. Invero, la presentazione della richiesta di sanatoria fa sorgere l'obbligo per il Comune di esaminarla, con conseguente necessità di assumere un nuovo provvedimento favorevole o sfavorevole cosicché l'originario provvedimento repressivo è destinato a perdere efficacia e non può più essere portato ad esecuzione.


  L’INTERVENUTA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI SANATORIA EX LEGE 47/1985 PER LE OPERE OGGETTO DI DEMOLIZIONE RENDE INEFFICACE TALE SANZIONE
15/01/2020
L'intervenuta presentazione, ai sensi della legge n. 47/1985, della domanda di sanatoria per le opere oggetto di demolizione rende inefficace tale sanzione. L'Amministrazione si deve quindi pronunciare sulla domanda di condono edilizio, con la conseguenza che, ove l'istanza sia accolta, rimarrà definitivamente inoperante l'ingiunzione demolitoria e l'eventuale, successiva, acquisizione gratuita del bene al patrimonio del Comune, mentre, per il caso di rigetto della domanda, il Comune dovrà provvedere alla adozione di una nuova sanzione urbanistica.


  IN PENDENZA DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ È ILLEGITTIMO L'ORDINE DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ COMMERCIALE ADOTTATO PER MOTIVI DI NATURA EDILIZIA
13/01/2020
In pendenza dell'accertamento della conformità urbanistica ed edilizia, è illegittimo l'ordine di cessazione dell'attività commerciale adottato per motivi di natura edilizia.


  LA P.A. PUÒ CHIEDERE CHIARIMENTI ED INTEGRAZIONI SULLA DOMANDA DI CONDONO EDILIZIO, MA NON PUÒ AMPLIARNE O LIMITARNE IL CONTENUTO
08/01/2020
I limiti ed il contenuto della domanda di condono non sono determinati dall'Amministrazione, ma sono il frutto della libera scelta del privato, al quale compete decidere se e quali opere edilizie abusive condonare. L'Amministrazione può chiedere chiarimenti ed integrazioni, ma non può ampliare o limitare il contenuto della domanda di condono, essendo tenuta a dare riscontro alla istanza del privato nei limiti che egli stesso liberamente ha ritenuto di fissare.


  LA DOMANDA DI SANATORIA NON DEVE ESSERE PRESENTATA SUCCESSIVAMENTE AD UN PROVVEDIMENTO REPRESSIVO: L'ABUSO PUÒ ESSERE REGOLARIZZATO IN ANTICIPO
08/01/2020
La domanda di sanatoria non deve essere presentata successivamente ad un provvedimento repressivo, essendo facoltà del privato regolarizzare l'abuso prima dell'intervento dell'autorità amministrativa. In ogni caso, il termine per presentare la domanda di sanatoria è pacificamente considerato di natura non perentoria. In base all'art. 43, comma 1, della L. n. 47 del 1985, "l'esistenza di provvedimenti sanzionatori non ancora eseguiti, ovvero ancora impugnabili o nei cui confronti pende l'impugnazione, non impedisce il conseguimento della sanatoria".


  È ILLECITA LA PRESENTAZIONE DI PIÙ DOMANDE DI CONDONO FACENTI RIFERIMENTO A PLURIME OPERE CHE RISULTINO ARTIFICIOSAMENTE NON COLLEGATE TRA DI LORO
30/12/2019
È illecita la presentazione di più domande di condono facenti riferimento a plurime opere le quali risultino artificiosamente non collegate tra di loro sebbene, de facto, siano finalizzate alla realizzazione di un unico manufatto ed allo stesso funzionali, sì da costituire una costruzione unica.


  È IRRILEVANTE LA DOMANDA DI CONDONO AFFERENTE AD UN MANUFATTO NON PIÙ ESISTENTE DOPO L’ESECUZIONE DI ULTERIORI OPERE ABUSIVE.
15/10/2019
È irrilevante la previa domanda di condono afferente ad un manufatto non più esistente dopo l'esecuzione di ulteriori opere abusive.


  LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI SANATORIA NON RENDE ILLEGITTIMO L’ORDINE DI DEMOLIZIONE, MA SOLO TEMPORANEAMENTE INESEGUIBILE
04/09/2019
La presentazione della domanda di sanatoria non rende illegittimo, ma solo temporaneamente ineseguibile, l'ordine di demolizione.


  IN PENDENZA DELLA DOMANDA DI CONDONO EDILIZIO È PRECLUSO AL RICHIEDENTE OPERARE QUALSIASI MODIFICA ALL'ASSETTO DEL BENE
03/09/2019
In pendenza della domanda di condono, è precluso all'interessato operare qualsiasi modifica all'assetto del bene, a prescindere dalla tipologia delle opere. Ciò in quanto l'istituto del condono edilizio non può essere utilizzato per legittimare attività edilizia nuova ed ulteriore rispetto a quella oggetto di richiesta di sanatoria.


  LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ COMPORTA LA SOSPENSIONE E NON L'INVALIDITÀ DELL'INGIUNZIONE DI DEMOLIZIONE
16/08/2019
L'intervenuta presentazione della domanda di accertamento di conformità non paralizza i poteri sanzionatori comunali e non determina, pertanto, alcuna inefficacia sopravvenuta o invalidità di sorta dell'ingiunzione di demolizione, comportando che l'esecuzione della sanzione è da considerarsi solo temporaneamente sospesa. Ciò anche al fine di evitare che pur in presenza del rigetto dell'istanza di sanatoria l'amministrazione debba reiterare l'ordine di demolizione.


  L’ACCOGLIMENTO DELLA DOMANDA DI CONDONO EDILIZIO NON COMPORTA UNA AUTOMATICA VARIAZIONE DELLA DESTINAZIONE URBANISTICA DEL TERRENO
15/04/2019
L'accoglimento della domanda di condono edilizio non comporta una automatica variazione della destinazione urbanistica del terreno ove insiste l'attività condonata, né una modifica della disciplina urbanistica.


  L’ISTANZA DI SANATORIA ORDINARIA NON COMPORTA LA RADICALE E DEFINITIVA INEFFICACIA DELL’ORDINE DI DEMOLIZIONE, MA LO PONE IN TEMPORANEA QUIESCENZA
12/03/2019
La proposizione di un'istanza di sanatoria ordinaria non comporta la radicale e definitiva inefficacia dell'ordine di demolizione, ma fa conseguire all'atto uno stato di temporanea quiescenza fino alla definizione del procedimento, espressa o tacita, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un'opera che, benché realizzata in assenza o difformità dal titolo edilizio, si accerti tuttavia essere conforme alla strumentazione urbanistica. Nel caso invece di rigetto, tacito o espresso, della istanza di sanatoria, il provvedimento di demolizione riacquista la sua efficacia, determinando così la permanenza dell'interesse all'impugnazione dello stesso.


  LA RICHIESTA DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ SOSPENDE TEMPORANEAMENTE LA SANZIONE EDILIZIA, MENTRE LA DOMANDA DI CONDONO LA RENDE INEFFICACE
25/02/2019
Nel caso di presentazione di domanda di sanatoria "ordinaria" dell'immobile abusivo, ossia alla richiesta di accertamento di conformità previsto dall'art. 36, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, tale presentazione determina unicamente uno stato di temporanea quiescenza (sospensione temporanea degli effetti) del provvedimento sanzionatorio in precedenza emesso, il quale riprende vigore all'esito del diniego dell'istanza di regolarizzazione presentata dal privato, mentre per il condono edilizio trova applicazione il principio della inefficacia della misura sanzionatoria e dell'obbligo di adozione di un nuovo provvedimento.


  IL PARERE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA NON È OBBLIGATORIO AI FINI DELLA DEFINIZIONE DELLE DOMANDE DI CONDONO EDILIZIO
06/02/2019
Il parere della Commissione edilizia non è obbligatorio ai fini della definizione delle domande di condono edilizio.


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