Diniego

 
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  IL CONDONO EX L. 326/2003 È PRECLUSO PER OPERE REALIZZATE IN VIOLAZIONE DELLA DISCIPLINA URBANISTICA
03/07/2020
Il condono ex l. 326/2003 è precluso per opere realizzate in violazione della disciplina urbanistica.


  ANCHE IN CASO DI DUBBI SULL’EFFETTIVA AVVENUTA REALIZZAZIONE DELL’ABUSO EDILIZIO, LA P.A. NON HA L'ONERE DI PROVARLO PER NEGARE IL CONDONO
12/05/2020
Anche nel caso in cui emergano rilevanti dubbi sull'effettiva avvenuta realizzazione dell'abuso edilizio, l'Amministrazione può negare il condono, non gravando sulla stessa nessun onere di fornire un'autonoma prospettazione in ordine al momento in cui gli interventi rappresentati siano stati posti in essere.


  IL DINIEGO DI CONDONO EDILIZIO HA NATURA ESSENZIALMENTE VINCOLATA, PER CUI È DA ESCLUDERE UN ANNULLAMENTO PER MERI VIZI PROCEDIMENTALI
11/05/2020
Il diniego di condono edilizio ha natura essenzialmente vincolata, per cui è da escludere un annullamento per meri vizi procedimentali, a meno che l'interessato non adempia all'onere di dimostrare che il contraddittorio procedimentale, qualora un preavviso di rigetto fosse stato comunicato, avrebbe condotto ad un esito conclusivo diverso.


  IL DINIEGO DI SANATORIA DI OPERE EDILIZIE ABUSIVE IN PRESENZA DI VINCOLI INSISTENTI SUL TERRITORIO PUÒ ESSERE MOTIVATO ANCHE SOLO SUCCINTAMENTE
29/04/2020
Non è illegittima una motivazione, anche succinta, di un diniego di sanatoria (al quale ben può equipararsi una dichiarazione di irricevibilità della domanda di sanatoria) di opere edilizie in presenza di vincoli insistenti sul territorio, in quanto nel sistema non è ravvisabile a carico dell'amministrazione l'obbligo di indicare, in una logica comparativa degli interessi in gioco, prescrizioni tese a rendere l'intervento compatibile con il paesaggio nella bellezza di insieme tutelata, la cui protezione risponde ad un interesse pubblico normalmente prevalente su quello privato, anche per la rilevanza costituzionale che il primo presenta ex art. 9 Cost.


  IL DINIEGO DI CONDONO EDILIZIO DEVE ESPLICITARE LA SOTTOPOSIZIONE DELL’IMMOBILE A VINCOLO E IL RICHIAMO ALLE NORME VIOLATE
22/04/2020
Il provvedimento di diniego di condono edilizio deve esplicitare chiaramente la sottoposizione dell'immobile a vincolo paesaggistico o altro vincolo previsto dalla Legge n. 326/2003, il richiamo alle norme che si assumono violate e, in special modo, la data necessariamente anteriore dell'imposizione dei vincoli paesaggistici o di altro tipo di inedificabilità relativa rispetto alle opere abusive realizzate.


  IL MANCATO DEPOSITO PRESSO GLI UFFICI COMUNALI DEL CERTIFICATO DI IDONEITÀ STATICA IMPEDISCE DI OTTENERE IL CONDONO EDILIZIO EX L. 724/1994
13/04/2020
Nel caso di mancato deposito presso gli uffici comunali del certificato di idoneità statica per ottenere il condono edilizio ex l. 724/1994, trova applicazione l'art. 39, comma 4, della legge laddove prescrive che la mancata presentazione dei documenti da essa previsti entro il termine di tre mesi dalla espressa richiesta di integrazione notificata dal comune comporta l'improcedibilità della domanda e il conseguente diniego della concessione o autorizzazione in sanatoria per carenza di documentazione.


  IN PRESENZA DI VINCOLO EX L. 431/1985 IL DINIEGO DI CONDONO È BEN MOTIVATO ANCHE CON L'USO DI FORMULE STRINGATE O USUALI VALIDE PER ALTRE FATTISPECIE
02/04/2020
In presenza di vincolo ai sensi della l. n. 431/1985 presidiato dall'attività della Commissione Edilizia Integrata (CEI), l'onere motivazionale del diniego di sanatoria va considerato assolto mercé l'individuazione, nel bene abusivo, di caratteristiche che oggettivamente ne impediscono il corretto inserimento nella zona che è oggetto di specifica tutela, ancorché la CEI utilizzi formule stringate o usuali di diniego (ossia analoghe a quelle per altre fattispecie), poiché il contenuto dei giudizi paesaggistici è spesso comune ad una vasta congerie di interventi abusivi non connotati dal benché minimo pregio costruttivo, pur se tra loro differenti per dimensioni, materiali e assemblaggi.


  LA RADICALE TRASFORMAZIONE DELLO STATO DEI LUOGHI È DI PER SÉ MOTIVO SUFFICIENTE PER IL DINIEGO DELLE ISTANZE DI CONDONO
26/03/2020
La radicale trasformazione dello stato dei luoghi, con la creazione di un organismo edilizio del tutto diverso da quello oggetto della domanda, è di per sé motivo sufficiente per il diniego delle istanze di condono.


  NON È AMMISSIBILE IL CONDONO DI UN MANUFATTO CHE SOSTITUISCE QUELLO ABUSIVO ANCHE SE IDENTICO PER VOLUME, SAGOMA E SUPERFICIE
11/03/2020
La legislazione statale in materia di condono presuppone la permanenza dell'opera da condonare nel corso del procedimento di condono. Non è invece ammissibile la sua sostituzione con un nuovo manufatto, anche se identico dal punto di vista volumetrico, della sagoma e della superficie.


  È LEGITTIMO IL DINIEGO DI UNA CONCESSIONE IN SANATORIA ANCHE QUANDO DOPO L'ABUSO VI SIA UNA MODIFICA FAVOREVOLE DELLO STRUMENTO URBANISTICO
28/02/2020
Risulta ragionevole il divieto legale di rilasciare una concessione o il permesso in sanatoria quando dopo la commissione dell'abuso vi sia una modifica favorevole dello strumento urbanistico.


  IL MANCATO RISPETTO DEL TERMINE ASSEGNATO PER L'INTEGRAZIONE DOCUMENTALE DI UNA PRATICA DI CONDONO LEGITTIMA IL DINIEGO DEL TITOLO IN SANATORIA
21/08/2019
Il termine assegnato per l'integrazione documentale di una pratica di condono riveste carattere tassativo (salvi i casi di impossibilità non imputabile), sicché l'inottemperanza a tale richiesta determina la legittima chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della concessione edilizia in sanatoria.


  IN CASO DI RIGETTO DELL’ISTANZA DI SANATORIA NON SI DEVE ADOTTARE UN NUOVO PROVVEDIMENTO DI DEMOLIZIONE DELLE OPERE ABUSIVE
26/07/2019
L'ente locale, in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, non è tenuto ad adottare un nuovo provvedimento di demolizione delle opere abusive: in caso contrario, si finirebbe per riconoscere in capo al privato, destinatario del provvedimento sanzionatorio, il potere di paralizzare, attraverso un sostanziale suo annullamento, quel medesimo provvedimento.


  SI ESCLUDE LA SANATORIA SE IL VINCOLO È ANTERIORE RISPETTO ALLE OPERE ABUSIVE E SE QUESTE NON SONO CONFORMI ALLE NORME URBANISTICHE
23/07/2019
L'esclusione dalla sanatoria è subordinata a due condizioni, costituite a) dal fatto che il vincolo sia stato istituto prima dell'esecuzione delle opere abusive, e b) dal fatto che le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.


  IL SILENZIO SERBATO DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SULL'ISTANZA DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ URBANISTICA HA VALORE DI SILENZIO-RIGETTO
07/06/2019
Il silenzio serbato dall'Amministrazione comunale sull'istanza di accertamento di conformità urbanistica non ha valore di silenzio-inadempimento, ma di silenzio-rigetto, con la conseguenza che, all'atto della sua formazione per inutile decorso del relativo termine, non sussiste un obbligo di provvedere, dovendosi già ritenere costituito il provvedimento negativo tacito da impugnare.


  IL PARERE NEGATIVO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE EDILIZIA SULLA RICHIESTA DI TITOLO IN SANATORIA EQUIVALE AD UN PROVVEDIMENTO DI DINIEGO
05/06/2019
In tema di concessione edilizia in sanatoria, la comunicazione del parere negativo espresso dalla Commissione edilizia sulla relativa richiesta equivale, sotto il profilo contenutistico, ad un provvedimento di diniego direttamente e immediatamente impugnabile, dovendosi ritenere che l'organo competetene a provvedere, proprio mediante la comunicazione di detto parere, ne abbia inteso fare propria la conclusione.


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