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IL TERMINE IMPUGNATORIO DEL TITOLO EDILIZIO DECORRE SE SE NE CONTESTA IL QUOMODO DAL COMPLETAMENTO DEI LAVORI O DA QUANDO È PALESE L’ESATTA DIMENSIONE
01/05/2020
In tema di decorrenza del termine di impugnazione del permesso di costruire, questo inizia a decorrere, laddove si contesti il quomodo dell'edificazione, sia dal completamento dei lavori sia, altrimenti, dal momento in cui, dal grado di sviluppo degli stessi, si renda palese l'esatta dimensione, consistenza, finalità, dell'erigendo manufatto.


IL TERMINE IMPUGNATORIO DEL TITOLO EDILIZIO PARTE DALL’AVVIO DEI LAVORI SE IL BENE NON DOVEVA ERIGERSI O DALLA LORO FINE SE SE NE LAMENTA IL QUANTUM
04/11/2019
Il momento dal quale far decorrere il termine per impugnare il permesso di costruire è da individuare addirittura nell'inizio dei lavori, nel caso si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull'area; ovvero, laddove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.), dal completamento dei lavori o dal grado di sviluppo degli stessi, se si renda comunque palese l'esatta dimensione, consistenza, finalità, dell'erigendo manufatto.


IL TERMINE DI IMPUGNAZIONE DEL TITOLO EDILIZIO DA PARTE DEL VICINO INIZIA A DECORRERE IN LINEA DI PRINCIPIO DAL COMPLETAMENTO DEI LAVORI
29/07/2019
In caso di impugnazione da parte del vicino di un titolo edilizio rilasciato a terzi, il termine di impugnazione inizia a decorrere in linea di principio dal completamento dei lavori o, comunque, dal momento in cui la costruzione realizzata è tale che non si possono avere dubbi in ordine alla portata dell'intervento.


IL TERMINE PER IMPUGNARE IL PERMESSO DI COSTRUIRE DECORRE DALL’INIZIO DEI LAVORI, NEL CASO IN CUI NESSUN MANUFATTO POTEVA ESSERE EDIFICATO SULL'AREA
03/07/2019
Il momento dal quale far decorrere il termine per impugnare il permesso di costruire è da individuare nell'inizio dei lavori, nel caso si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull'area; ovvero, laddove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.), dal completamento dei lavori o dal grado di sviluppo degli stessi, se si renda comunque palese l'esatta dimensione, consistenza, finalità, dell'erigendo manufatto


LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI NON È IDONEA EX SE A FAR DIFFERIRE I TERMINI DI PROPOSIZIONE DEL RICORSO CONTRO UN TITOLO EDILIZIO
05/06/2019
La richiesta di accesso non è idonea ex se a far differire i termini di proposizione del ricorso, perché se, da un lato, deve essere assicurata al vicino la tutela in sede giurisdizionale dei propri interessi nei confronti di un intervento edilizio ritenuto illegittimo, dall'altro lato, deve parimenti essere salvaguardato l'interesse del titolare del permesso di costruire a che l'esercizio di detta tutela venga attivato senza indugio e non irragionevolmente differito nel tempo, determinando una situazione di incertezza delle situazioni giuridiche contraria ai principi ordinamentali.


PERMESSO DI COSTRUIRE: IL TERMINE PER IMPUGNARE DECORRE DALLA PIENA CONOSCENZA DEL PROVVEDIMENTO
01/02/2019
Il termine per impugnare il permesso di costruire decorre dalla piena conoscenza del provvedimento, che ordinariamente s'intende avvenuta al completamento dei lavori, a meno che sia data prova di una conoscenza anticipata da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso anche a mezzo di presunzioni semplici.


I PROCEDIMENTI DI VIA E/O DI SCREENING VANNO IMPUGNATI ENTRO IL TERMINE DECADENZIALE DI 60 GIORNI DALLA LORO PUBBLICAZIONE INTEGRALE NEL B.U.
27/12/2018
Poiché i procedimenti di VIA e/o di Screening, pur inserendosi nel più ampio procedimento di realizzazione di un'opera o di un intervento, sono autonomi, in quanto sono caratterizzati da apposite norme, che disciplinano la partecipazione dei soggetti interessati, e risultano preordinati alla tutela dell'interesse pubblico specifico ambientale, i provvedimenti conclusivi di tali procedimenti devono essere impugnati entro il termine decadenziale di 60 giorni dalla loro pubblicazione integrale nel Bollettino Ufficiale Regionale.


LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI NON È IDONEA, EX SE, A FAR DIFFERIRE I TERMINI DI PROPOSIZIONE DEL RICORSO CONTRO UN TITOLO EDILIZIO
10/12/2018
La richiesta di accesso ai documenti non è idonea, ex se, a far differire i termini di proposizione del ricorso contro un titolo edilizio rilasciato a terzi quando la potenzialità lesiva dell'intervento è immediatamente percepibile, sicché il compimento di un atto formale non varrebbe a rimettere in termini e salvare da sicura decadenza colui il quale è stato posto in grado di conoscere l'esatta entità dell'intervento da realizzarsi.


GLI ATTI DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA VANNO IMPUGNATI NELL’ORDINARIO TERMINE DECADENZIALE DECORRENTE DAL GIORNO IN CUI SIA SCADUTO IL TERMINE DELLA PUBBLICAZIONE
03/12/2018
Gli atti di pianificazione urbanistica, in quanto non soggetti a notificazione individuale, possono essere impugnati ai sensi dell'art. 41, comma 2, c.p.a. nell'ordinario termine decadenziale decorrente dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione se questa sia prevista dalla legge o in base alla legge e nessun dubbio può nutrirsi sulla circostanza che si tratti di atti soggetti a pubblicazione atteso che l'art. 124, comma 1, del D.Lgs. N. 267/2000 prevede che "tutte le deliberazioni del comune e della provincia sono pubblicate mediante pubblicazione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge".


IMPUGNAZIONE DEL TITOLO EDILIZIO ORDINARIO: IL TERMINE DI DECADENZA DECORRE DA QUANDO VI SIA IL COMPLETAMENTO DEI LAVORI E QUESTI SIANO VISIBILI
28/11/2018
Nel caso d'impugnazione del titolo edilizio ordinario, il termine di decadenza - salvo che non venga fornita la prova certa di una conoscenza anticipata o successiva del provvedimento abilitativo - decorre da quando vi sia il completamento dei lavori e questi siano visibili, cioè dal momento in cui sia materialmente apprezzabile la reale portata dell'intervento in precedenza assentito e sia dunque giuridicamente configurabile l'inerzia rispetto alla possibilità di ricorrere.


TERMINE PER ESERCITARE L'AZIONE POSSESSORIA PER VIOLAZIONE DELLE DISTANZE LEGALI: VA VALUTATO NON SOLO L'INIZIO LAVORI MA ANCHE L'ATTIVITÀ ANTERIORE
04/09/2018
Ove vengano denunciati, quali molestie possessorie, l'ampliamento e la sopraelevazione di un edificio preesistente in violazione delle norme sulle distanze legali, il giudice di merito non può limitarsi, ai fini della determinazione del termine utile per l'esercizio dell'azione, a dare rilievo all'inizio dei lavori in elevazione, ma deve accertare se l'attività anteriore rendesse già percepibile la lesione del possesso e dovesse perciò considerarsi oggettivamente molesta.


IL TERMINE PER IMPUGNARE LE DISPOSIZIONI DEL PRG O DEI PIANI ATTUATIVI CHE REGOLAMENTANO L'USO URBANISTICO EDILIZIO DEL TERRITORIO DECORRE DALLA PUBBLICAZIONE
31/08/2018
In tema di disposizioni dirette a regolamentare l'uso del territorio negli aspetti urbanistici ed edilizi, contenute nel piano regolatore, nei piani attuativi o in altro strumento generale individuato dalla normativa regionale, per le prescrizioni che, in via immediata, stabiliscono le potenzialità edificatorie della porzione di territorio interessata (nel cui ambito rientrano le norme di c.d. zonizzazione, la destinazione di aree a soddisfare gli standard urbanistici, la localizzazione di opere pubbliche o di interesse collettivo), s'impone, in relazione all'immediato effetto conformativo dello ius aedificandi dei proprietari dei suoli interessati che ne deriva, ove se ne intenda contestare il contenuto, un onere di immediata impugnativa in osservanza del termine decadenziale a partire dalla pubblicazione dello strumento pianificatorio.


IL TERMINE PER IMPUGNARE UN TITOLO EDILIZIO COINCIDE CON IL MOMENTO IN CUI LA PARTE INTERESSATA HA AVUTO PROVA DELL’INGOMBRO DELL'OPERA IN CORSO DI REALIZZAZIONE
10/07/2018
Il termine ultimo per impugnare un titolo edilizio coincide con il momento in cui la parte interessata ha potuto avere una compiuta prova circa l'ingombro dell'opera in corso di realizzazione, e su tali presupposti deve disattendersi l'eccezione di tardività dell'impugnazione del permesso di costruire atteso che deve essere provato che nei sessanta giorni antecedenti la data di notificazione del ricorso la costruzione fosse già ad uno stadio capace di dar pieno conto di quel che sarebbe stato il suo complessivo ingombro.


LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI NON È IDONEA EX SE A FAR DIFFERIRE I TERMINI DI PROPOSIZIONE DEL RICORSO CONTRO IL TITOLO EDILIZIO
20/04/2018
La richiesta di accesso agli atti non è idonea ex se a far differire i termini di proposizione del ricorso contro il titolo edilizio, perchè, se da un lato, deve essere assicurata al vicino la tutela in sede giurisdizionale dei propri interessi nei confronti di un intervento edilizio ritenuto illegittimo, dall'altro lato deve parimenti essere salvaguardato l'interesse del titolare del permesso di costruire a che l'esercizio di detta tutela venga attivato senza indugio e non irragionevolmente differito nel tempo, determinando una situazione di incertezza delle situazioni giuridiche contraria ai principi ordinamentali.


IL TERMINE DI 60 GIORNI PER L'IMPUGNAZIONE DELLA VARIANTE PUNTUALE ALLO STRUMENTO URBANISTICO DECORRE DALLA NOTIFICA ALL'INTERESSATO
14/09/2017
Nel caso di "variante particolare", o "variante puntuale" allo strumento urbanistico, riguardante cioè un bene specifico e che incide in via immediata e diretta su un determinato soggetto, l'Amministrazione ha l'obbligo di notificare l'atto lesivo all'interessato, con conseguente decorrenza del termine di sessanta giorni per la sua impugnazione da tale notifica "individuale".


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