Distanze dalle vedute

 
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  LA DISTANZA MINIMA NELLE SOPRAELEVAZIONI DI DIECI METRI VERSO GLI EDIFICI ANTISTANTI VA RIFERITA SOLO ALLE VEDUTE E NON ALLE FINESTRE LUCIFERE
26/03/2020
Ai sensi dell'art. 9 del D.M n. 1444/68, l'espressione "pareti finestrate", riguardante la distanza minima nelle sopraelevazioni di dieci metri verso gli edifici antistanti, va riferita alle pareti munite di finestre qualificabili come "vedute", senza comprendere quelle sulle quali si aprono finestre cosiddette lucifere.


  SE IL FABBRICATO COSTRUITO SUL CONFINE HA IL MURO PERIMETRALE FINESTRATO, IL CONFINANTE NON PUÒ ESERCITARE LA FACOLTÀ DI COSTRUIRE IN ADERENZA
06/02/2020
A norma del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9, nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, della possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza.


  L'ART. 9 DEL D.M. 1444/1968, IN MATERIA DI DISTANZE TRA EDIFICI, FA ESCLUSIVO RIFERIMENTO ALLE PARETI CON VEDUTE, NON CON SEMPLICI LUCI
31/12/2019
L'art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968, in materia di distanze tra edifici, fa espresso ed esclusivo riferimento alle pareti finestrate, per tali dovendosi intendere unicamente le pareti munite di finestre qualificabili come vedute, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono semplici luci.


  È ILLEGITTIMO UN REGOLAMENTO LOCALE CHE IMPONGA IL RISPETTO DELLA DISTANZA MINIMA DI DIECI METRI TRA PARETI FINESTRATE ESONERANDO I TRATTI CIECHI
06/09/2019
Attesa l'idoneità dell'art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 a dar vita a disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati destinate a prevalere sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica, non è legittima una previsione regolamentare che imponga il rispetto della distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre, con esonero di quelli ciechi.


  LA DISTANZA DI DIECI METRI TRA PARETI FINESTRATE VA CALCOLATA CON RIFERIMENTO AD OGNI PUNTO DEI FABBRICATI E NON ALLE SOLE PARTI CHE SI FRONTEGGIANO
18/07/2019
La distanza di dieci metri, che deve sussistere tra edifici antistanti, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. Tale calcolo si riferisce a tutte le pareti finestrate e non soltanto a quella principale, prescindendo altresì dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela, indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata e che tale parete sia quella del nuovo edificio o dell'edificio preesistente, o della progettata sopraelevazione, ovvero ancora che si trovi alla medesima o a diversa altezza rispetto all'altra.


  IL PRG NON PUÒ CONSENTIRE LA SOPRAELEVAZIONE DI PARETI GIÀ LESIVE DELLE DISTANZE FRA PARETI FINESTRATE
28/06/2019
La possibilità di costruire in aderenza, anche per le porzioni oggetto di sopraelevazione, rispetto alla preesistente altezza dei fabbricati, si pone come una previsione in patente violazione delle prescrizioni in tema di costruzioni rispetto ad edifici muniti di pareti finestrate di cui al D.M. n. 1444 del 1968, art. 9.


  L’ART. 9 DM 1444/68 IMPONE DI OSSERVARE LA DISTANZA LEGALE QUAND’ANCHE UNA DELLE PARETI SIA FINESTRATA CIÒ NON È SOVVERTIBILE DAL REGOLAMENTO EDILIZIO
15/03/2019
L'art. 9 del DM 1444/1968 stabilisce l'obbligo di osservare la distanza prevista quando anche una sola delle pareti fronteggiantisi sia finestrata e, nella norma, non vi è alcun vuoto normativo che possa lasciar spazio a un'integrazione da parte della normazione locale, pertanto l'esistenza di una finestra è un dato di fatto, che non può essere sovvertito da alcuna diversa previsione di un regolamento edilizio.


  LA DISTANZA DI DIECI METRI TRA PARETI FINESTRATE DI EDIFICI ANTISTANTI VA CALCOLATA CON RIFERIMENTO AD OGNI PUNTO DEI FABBRICATI
11/03/2019
La distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9 D.M. n. 1444/1968, deve essere calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela.


  NEL CASO DI FABBRICATO AVENTE IL MURO PERIMETRALE FINESTRATO, IL PROPRIETARIO DELL'AREA CONFINANTE NON PUÒ COSTRUIRE IN ADERENZA
14/02/2019
Nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, della possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza.


  IL COMPUTO DELLE DISTANZE TRA LE VEDUTE SI EFFETTUA CON METODO RADIALE, IL COMPUTO TRA EDIFICI CON METODO LINEARE
14/12/2018
Il metodo di misurazione legale del distacco che deve ammettersi per la veduta da una finestra si calcola in modo radiale, mentre i distacchi tra gli edifici vanno misurati con il metodo lineare


  SCALE, BALLATOI E PORTE POSSONO CONFIGURARE VEDUTE QUANDO È POSSIBILE IN CONCRETO ESERCITARE PROSPECTIO E INSPECTIO SU O VERSO IL FONDO DEL VICINO
20/11/2018
In tema di limitazioni legali della proprietà, con particolare riferimento alle scale, ai ballatoi e alle porte, che fondamentalmente sono destinati all'accesso dell'edificio, e soltanto occasionalmente od eccezionalmente utilizzabili per l'affaccio, esse possono configurare vedute quando - indipendentemente dalla funzione primaria del manufatto - risulti obiettivamente possibile, in via normale, per le particolari situazioni o caratteristiche di fatto, anche l'esercizio della "prospectio" e "inspectio" su o verso il fondo del vicino.


  LA PRESENZA DI TERRENO DI RIPORTO ALL’INTERNO DI UN MURO RENDE ILLEGITTIME LE COSTRUZIONI A MENO DI 10 METRI
22/10/2018
Ciò che rileva ai fini delle distanze non è la preesistenza o meno di un muro di contenimento rispetto alla costruzione frontistante, ma se la funzione dello stesso sia volta a contenere un dislivello naturale o artificiale. La presenza di un considerevole strato di terreno di riporto determina l'illegittimità, per difetto di istruttoria, del permesso di costruire rilasciato nonostante la violazione delle distanze legali in virtù di mere presunzioni, nonostante la presenza una pluralità di elementi che inducono a ritenere che il terrapieno non sia di origine naturale.


  LE SCALE, AI BALLATOI E LE PORTE CONFIGURANO VEDUTE QUANDO RISULTI OBIETTIVAMENTE POSSIBILE IN VIA NORMALE LA PROSPECTIO ED INSPECTIO NEL FONDO DEL VICINO
11/09/2018
In tema di limitazioni legali della proprietà, le scale, ai ballatoi e alle porte, che fondamentalmente sono destinati all'accesso dell'edificio, e soltanto occasionalmente od eccezionalmente utilizzabili per l'affaccio, possono configurare vedute quando - indipendentemente dalla funzione primaria del manufatto - risulti obiettivamente possibile, in via normale, per le particolari situazioni o caratteristiche di fatto, anche l'esercizio della prospectio ed inspectio su o verso il fondo del vicino.


  LE TERRAZZE POSSONO CONFIGURARE VEDUTA A CARICO DEL FONDO VICINO SOLO SE MUNITE DI RINGHIERA O PARAPETTO
26/03/2018
Le terrazze possono configurare veduta a carico del fondo vicino solo se munite di solidi ripari, come ringhiera o parapetto, tali da permettere di sporgere la testa senza pericolo verso detto fondo.


  IL PRINCIPIO DELLA PREVENZIONE SI APPLICA SOLO ALLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI, NON PER L'APERTURA DELLE VEDUTE
22/03/2018
Mentre nel caso della distanza tra costruzioni è applicabile il principio della prevenzione - in base al quale il proprietario del fondo che costruisce per primo può ubicare la costruzione rispetto al confine nel modo ritenuto più opportuno - tale criterio non è utilizzabile nell'ipotesi prevista dall'art. 905 c.c., che disciplina la distanza fra l'apertura delle vedute, dovendo comunque il proprietario che costruisce per primo tenere le vedute dirette a distanza non minore di un metro e mezzo dal confine, anche del vicino fondo che sia inedificato.


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