Distanze tra costruzioni

 
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  LA DISTANZA MINIMA ASSOLUTA DI 10 M TRA PARETI FINESTRATE ED EDIFICI ANTISTANTI SI APPLICA A DUE PARETI FRONTISTANTI DELLE QUALI ALMENO UNA FINESTRATA
29/06/2020
Ai sensi dell'art. 9, d.m. n. 1444/68 è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti; tale disposizione si applica in presenza di due pareti frontistanti, delle quali almeno una sia finestrata: pertanto, non può a contrario trovare applicazione allorché ad una parete finestrata si contrapponga una mera copertura.


  IN CASO DI DEMOLIZIONE SENZA FEDELE RICOSTRUZIONE LE PORZIONI DIFFORMI RAPPRESENTANO UN NOVUM E DEVONO RISPETTARE LE DISTANZE DALLE ALTRE COSTRUZIONI
28/05/2020
Ogniqualvolta un edificio venga demolito e non fedelmente ricostruito, le porzioni difformi rappresentano comunque un novum e sono soggette al rispetto delle distanze dalle altre costruzioni, posto che per l'applicazione del limite inderogabile dei dieci metri sancito dal d.m. n. 1444/1968 ciò che rileva non è la qualificazione dell'intervento (ristrutturazione o nuova costruzione), ma solo il dato concreto della preesistenza o meno di un immobile a distanza inferiore da quella prevista da detta norma; in altri termini, la ricostruzione può essere eseguita senza il rispetto delle distanze alla sola condizione che l'edificio originario fosse già costruito in violazione di queste ultime.


  I BALCONI CHE NON ABBIANO NATURA ORNAMENTALE COSTITUISCONO PARTI DELLA COSTRUZIONE RILEVANTI AI FINI DEL CALCOLO DELLE DISTANZE
08/05/2020
I balconi, in considerazione di una definizione giuridica uniforme di costruzione a livello nazionale, e in genere le sporgenze di un edificio, che non abbiano semplice natura ornamentale, costituiscono parti della costruzione rilevanti ai fini del calcolo delle distanze.


  LA DISTANZA MINIMA DI DIECI METRI TRA LE COSTRUZIONI HA NATURA ASSOLUTA, E SI APPLICA INDIPENDENTEMENTE DALL'ALTEZZA DEGLI EDIFICI ANTISTANTI
16/04/2020
La distanza minima di dieci metri tra le costruzioni stabilita dal D.M. n. 1444 del 1968, art. 9 ha natura assoluta, e ciò ne impone l'applicazione indipendentemente dall'altezza degli edifici antistanti e dall'andamento parallelo delle loro pareti, purchè sussista almeno un segmento di esse tale che l'avanzamento di una o di entrambe le facciate porti al loro incontro, sia pure per quel limitato segmento.


  LE PRESCRIZIONI LOCALI SUI RAPPORTI PLANO-VOLUMETRICI TRA LE COSTRUZIONI E SUGLI SPAZI LIBERI ADIACENTI NON POSSONO DEROGARE ALL'ART. 873 C.C.
14/04/2020
Le prescrizioni locali rivolte alla disciplina dei rapporti plano-volumetrici tra le costruzioni e degli spazi liberi adiacenti non possono derogare all'art. 873 c.c., non avendo valenza integrativa della norma codicistica in materia di distanze tra costruzioni. Infatti le previsioni degli strumenti urbanistici possono introdurre un regime più restrittivo di quello codicistico, non certo fissare una distanza inferiore - o nessuna distanza obbligatoria - tra le costruzioni.


  IL REGIME DELLE DISTANZE VALIDO PER LE NUOVE COSTRUZIONI DEVE ESSERE RISPETTATO ANCHE PER LE SOPRAELEVAZIONI
03/03/2020
Il regime delle distanze valido per le nuove costruzioni di cui al D.M. 1444/1968 deve essere rispettato anche per le sopraelevazioni.


  LE DISTANZE TRA FABBRICATI NON SI MISURANO IN MODO RADIALE, COME AVVIENE PER LE DISTANZE RISPETTO ALLE VEDUTE, MA IN MODO LINEARE
05/02/2020
Le distanze tra fabbricati non si misurano in modo radiale, come invece avviene per le distanze rispetto alle vedute, ma in modo lineare.


  DISTANZE: LE NORME STATALI SONO DEROGABILI SOLO DA STRUMENTI URBANISTICI TIPICI, STANTE LA COMPETENZA LEGISLATIVA ESCLUSIVA DELLO STATO IN MATERIA
02/02/2020
Gli strumenti urbanistici che consentono la deroga prevista dal D.M. n. 1444 del 1968, art. 9, u.c., sono tipici, giacchè il regime delle distanze fra costruzioni nei rapporti tra privati appartiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, cui le Regioni possono derogare solo con previsioni più rigorose, funzionali all'assetto urbanistico del territorio.


  IL REGIME DELLE DISTANZE LEGALI NON OPERA TRA EDIFICI NON FRONTEGGIANTI
20/01/2020
Il regime legale delle distanze tra gli edifici opera soltanto in relazione a fabbricati tra loro fronteggianti, attesa la possibilità della formazione di intercapedini dannose e nocive.


  LA LEGITTIMITÀ DELLA COSTRUZIONE IN ADERENZA SUSSISTE SOLO SE LA POSSIBILITÀ DI COSTRUIRE SUL CONFINE È CONTEMPLATA DAL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE
17/01/2020
La legittimità della costruzione in aderenza sussiste solo se la possibilità di costruire sul confine è contemplata dal regolamento edilizio, mentre è da escludere ove questo - pur se nulla dispone per lo "ius aedificandi" in aderenza a preesistenti fabbriche aliene - prescriva una determinata distanza dal confine, così impedendo l'operatività del principio della prevenzione.


  LA REALIZZAZIONE DI UN MURO DI CONTENIMENTO CREATO ARTIFICIALMENTE È ASSOGGETTATA ALLE NORME SULLE DISTANZE LEGALI
13/01/2020
La realizzazione di un muro di contenimento creato artificialmente costituisce costruzione in senso tecnico-giuridico ed è pertanto assoggettata alle norme sulle distanze legali.


  NEI REGOLAMENTI EDILIZI RILEVA LA DISTANZA IN SÈ DELLE COSTRUZIONI A PRESCINDERE DAL LORO FRONTEGGIARSI E DAL DISLIVELLO DEL FONDI SU CUI INSISTONO
09/01/2020
Ai fini del rispetto delle norme contenute nei regolamenti edilizi - laddove stabiliscono le distanze tra le costruzioni e di esse dal confine, essendo disciplina volta non solo ad evitare la formazione di intercapedini nocive fra edifici frontistanti, ma anche a tutelare l'assetto urbanistico di una data zona e la densità degli edifici in relazione all'ambiente (finalità, quest'ultima, che viene realizzata dalle norme regolamentari stabilendo una distanza tra le costruzioni superiore a quella prevista dall'art. 873 c.c.) - ciò che rileva è la distanza in sè delle costruzioni a prescindere dal loro fronteggiarsi o meno e dal dislivello del fondi su cui insistono.


  DISTANZE: LE NORME DEGLI STRUMENTI URBANISTICI E DEI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI INTEGRANO LA DISCIPLINA DI CUI AGLI ARTT. 873 E SEGG. CC
24/12/2019
In materia di distanze, le norme degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi comunali integrano la disciplina dettata dal codice civile agli artt. 873 e segg., ove tendano ad armonizzare l'interesse pubblico ad un ordinato assetto urbanistico del territorio con l'interesse privato relativo ai rapporti intersoggettivi di vicinato, sicché vanno incluse in tale novero le disposizioni del piano regolatore generale dell'ente territoriale che stabiliscano la distanza minima delle costruzioni dal confine del fondo e non tra contrapposti edifici.


  LE NORME DEGLI STRUMENTI URBANISTICI CHE PRESCRIVONO LE DISTANZE NELLE COSTRUZIONI HANNO CARATTERE INTEGRATIVO DELLE NORME DEL CODICE CIVILE
06/12/2019
Le norme degli strumenti urbanistici che prescrivono le distanze nelle costruzioni, o come spazio tra le medesime, o come distacco dal confine, o in rapporto con l'altezza delle stesse, hanno carattere integrativo delle norme del codice civile con la finalità di disciplinare i rapporti di vicinato e di assicurare in modo equo l'utilizzazione edilizia dei suoli privati, sicchè il giudice è tenuto ad applicarle indipendentemente dalla prospettazione delle parti.


  L'ART. 873 C.C. NON SI APPLICA QUANDO I FABBRICATI NON SI FRONTEGGIANO MA SONO DISPOSTI AD ANGOLO RETTO IN MODO DA NON AVERE PARTI CONTRAPPOSTE
04/12/2019
Poichè lo scopo del limite imposto dall'art. 873 c.c. è quello di impedire intercapedini nocive, la norma non trova applicazione quando i fabbricati non si fronteggiano, ma sono disposti ad angolo retto in modo da non avere parti tra loro contrapposte. Le distanze fra edifici non si misurano perciò in modo radiale, come avviene per le distanze rispetto alle vedute, ma in modo lineare.


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