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IN CASO DI DANNI DA RITARDO NELL’ADOZIONE DI UN ATTO FAVOREVOLE È ONERE DEL DANNEGGIATO DARE PROVA DELLA SUSSISTENZA DEI PRESUPPOSTI DELL’ILLECITO
06/05/2020
Gli elementi strutturali della responsabilità della P.A. per i danni derivati al privato dalla ritardata emanazione di un provvedimento favorevole - anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 2 bis, comma 1, l. n. 241/90 - sono quelli riguardanti i casi di lesione arrecata all'interesse legittimo pretensivo, con conseguente applicazione rigorosa del principio dell'onere della prova in capo al danneggiato circa la sussistenza di tutti i presupposti oggettivi e soggettivi dell'illecito; rilevando, in materia, il principio dispositivo e dell'onere della prova, sancito in generale dall'art. 2697, primo comma, c. c., applicabile anche nel processo amministrativo, il quale opera con pienezza e non è temperato dal metodo acquisitivo proprio invece dell'azione di annullamento; in ogni caso la valutazione degli elementi costitutivi dell'illecito non può essere basata soltanto sul dato oggettivo del procrastinarsi del procedimento amministrativo.


IL DANNO DA MANCATA EDIFICAZIONE DA ATTO ILLEGITTIMO È RISARCIBILE SOLO SE SI DÀ PROVA DELLA SPETTANZA DEL DIRITTO E DELLE CONSEGUENZE DANNOSE
16/03/2020
In materia di risarcimento del danno da mancata edificazione da provvedimento illegittimo, si dà corso alla tutela risarcitoria solo in presenza della prova effettiva della spettanza in concreto del diritto di edificare e delle conseguenze dannose


L'OPERATIVITÀ DELLA NULLITÀ EX ART. 40 L. 47/1985 È ESCLUSA PER I NEGOZI AD EFFICACIA MERAMENTE OBBLIGATORIA COME I CONTRATTI PRELIMINARI
04/03/2019
L'operatività della nullità ex art. 40 L. 47/1985 è esclusa per i negozi ad efficacia meramente obbligatoria come i contratti preliminari.


IL PRIVATO PUÒ PROVARE LA COLPA DELL'AMMINISTRAZIONE DIMOSTRANDO L'ILLEGITTIMITÀ DEL PROVVEDIMENTO LESIVO
20/06/2017
Il privato può provare la colpa dell'amministrazione anche semplicemente dimostrando l'illegittimità del provvedimento lesivo.


IL DINIEGO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE E’ UN ATTO VINCOLATO DELL’AMMINISTRAZIONE LEGITTIMO NONSTANTE L’INCOMPLETEZZA DEL PREAVVISO DI RIGETTO
21/04/2017
La mancata indicazione, nel preavviso di rigetto, di uno dei motivi ostativi posti a fondamento del diniego del permesso di costruire, non determina l'illegittimità del provvedimento finale dal momento che costituisce atto vincolato per l'amministrazione.


SUSSISTE ECCESSO DI POTERE PER CONTRADDITTORIETÀ LADDOVE UN PROVVEDIMENTO SI PONGA IN PALESE CONTRASTO CON ALTRO PRECEDENTE DELLA STESSA AUTORITA'
24/02/2017
L'azione amministrativa in tanto è caratterizzata da contraddittorietà, quale figura sintomatica dell'eccesso di potere suscettibile di inficiare un determinato provvedimento, in quanto quest'ultimo si ponga in palese contrasto con altro atto precedentemente emanato dalla medesima potestà e cronologicamente a questo strettamente collegato, in assenza di mutamenti di fatto o di diritto che impongano alla pubblica amministrazione una diversa valutazione.


L’ANNULLAMENTO D’UFFICIO POSTULA LA SUSSISTENZA DI RAGIONI DI INTERESSE PUBBLICO E IL DECORSO DI UN TERMINE RAGIONEVOLE
22/02/2017
Sono presupposti per l'annullamento d'ufficio di un provvedimento amministrativo, oltre all'accertamento dell'originaria illegittimità dell'atto, la sussistenza delle ragioni di interesse pubblico, il decorso di un termine ragionevole (non superiore a 18 mesi) e la valutazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati.


SUSSISTE UN'INVALIDITÀ CADUCANTE TRA L'ORDINANZA DI DEMOLIZIONE ILLEGITTIMA E IL CONSEGUENTE PROVVEDIMENTO ACQUISITIVO DELLA PROPRIETÀ
16/12/2016
Sussiste un'invalidità a effetto caducante nella relazione di stretta presupposizione che intercorre tra l'ordinanza di demolizione illegittima seguita da provvedimento coattivo acquisitivo della proprietà su cui grava l'immobile ritenuto abusivo.


ILLEGITTIMO L'OPERATO DELLA P.A. CHE SFRUTTA L'OCCASIONE DEL PROCEDIMENTO DI SANATORIA PER RILEVARE IL FRAZIONAMENTO ABUSIVO DEL MANUFATTO
01/09/2016
E' illegittimo l'operato dell'amministrazione che sfrutta l'occasione del procedimento di sanatoria avente per oggetto opere minime di completamento del magazzino per rilevare il frazionamento abusivo del manufatto in luogo di avviare un autonomo procedimento.


ILLEGITTIMO IL DINIEGO DEL TITOLO EDILIZO CHE SI FONDA SU RAGIONI DIVERSE DA QUELLE ESPRESSE NELLA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
04/07/2016
La comunicazione di avvio del procedimento che non contenga alcun accenno alle ragioni che sorreggeranno un successivo provvedimento di annullamento d'ufficio, deve ritenersi illegittima, in quanto impedisce l'effettivo esercizio del diritto di difesa del privato nell'ambito del procedimento amministrativo e da luogo a un vizio del procedimento che si riflette sul provvedimento finale.


STTRUTTURALMENTE NULLI GLI ATTI ADOTTATI DA FUNZIONARI CUI SONO STATE ILLEGALMENTE ATTRIBUITE FUNZIONI DIRIGENZIALI
30/05/2016
Gli atti adottati dai funzionari ai quali sono state illegalmente attribuite funzioni dirigenziali debbano considerarsi affetti da nullità strutturale per mancanza di elementi essenziali ai sensi dell'art. 21 septies della L. 241 del 1990.


ILLEGITTIMA L’ORDINANZA DI RIMOZIONE ADOTTATA IN VIOLAZIONE DEL GIUDICATO CAUTELARE
27/05/2016
Illegittima l'ordinanza di rimessione in pristino adottata in violazione del giudicato cautelare.


AMMESSA L'INTEGRAZIONE POSTUMA DELLA MOTIVAZIONE LADDOVE GLI ESITI DEL PROCEDIMENTO NON AVREBBERO POTUTO ESSERE DIVERSI
21/08/2015
L'inammissibilità dell'integrazione postuma della motivazione di un provvedimento amministrativo in giudizio rinviene un limite, alla luce del disposto dell'articolo 21-octies della legge n. 241/1990, nei casi in cui gli esiti del procedimento non avrebbero comunque potuto essere diversi nonché nell'esigenza di economicità dell'azione amministrativa, cosicché il vizio di motivazione viene correttamente dequotato ogniqualvolta l'integrazione non abbia leso il diritto di difesa dell'interessato, per essere state in fase endoprocedimentale pienamente percepibili le ragioni sottese all'emissione del provvedimento impugnato.


LA CORREZIONE IN SEDE GIUDIZIALE DELLA DATA DI UN DECRETO IMPOSITIVO DI UN VINCOLO NON DETERMINA UN'INTEGRAZIONE POSTUMA DELLA MOTIVAZIONE
22/07/2015
L'indicazione di una data errata relativamente a un decreto impositivo di un vincolo a tutela del territorio successivamente correttamente segnalata in sede di giudizio non da luogo ad una vietata integrazione giudiziale della motivazione in quanto l'indicazione di una data diversa non altera il contenuto sostanziale del provvedimento.


L'OMESSA INDICAZIONE DEL TERMINE E DELL'AUTORITÀ CUI E' POSSIBILE RICORRERE INTEGRA UNA MERA IRREGOLARITÀ
10/12/2014
L'omissione della clausola di salvaguardia che indica il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere comporta una mera irregolarità che non incide né sulla validità né sull'efficacia del provvedimento amministrativo.


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