titolo edilizio

 
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 ART. 19, COMMA 6 TER LEGGE 241/90: I TERZI NON POSSONO IMPUGNARE DIRETTAMENTE LE SCIA EDILIZIE, MA POSSONO SOLLECITARE LA P.A. AD EFFETTUARE VERIFICHE
27/05/2020
Poiché ai sensi dell'art. 19, comma 6 ter della legge n. 241/90 i terzi non possono impugnare direttamente dinanzi al Giudice Amministrativo le SCIA edilizie, ma possono sollecitare l'Amministrazione ad effettuare le relative verifiche, non può essere applicato l'ordinario termine decadenziale di impugnazione di 60 giorni ex art. 29 cod. proc. amm., decorrente dalla conoscenza della SCIA.


È INAMMISSIBILE UNA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DI UNA D.I.A., ATTO CHE HA NATURA OGGETTIVAMENTE E SOGGETTIVAMENTE PRIVATA
04/05/2020
E' inammissibile una domanda di annullamento di una d.i.a., atto che ha natura oggettivamente e soggettivamente privata.


PER IMPUGNARE IL TITOLO EDILIZIO AL PROPRIETARIO CONFINANTE NON BASTA LA VICINITAS: VA PROVATA ANCHE LA PRESENZA DI UNA LESIONE CONCRETA ED ATTUALE
03/04/2020
La vicinitas può fondare la legittimazione ad agire, ma va poi accompagnata dalla presenza di una lesione concreta ed attuale della posizione soggettiva di chi impugna il titolo edilizio. In altri termini, lo stabile collegamento con l'area interessata dalle opere edilizie non è sufficiente a comprovare anche l'interesse ad agire che è invece derivante da un concreto pregiudizio per l'interessato.


LE VARIANTI IMPROPRIE O ESSENZIALI SI CONFIGURANO COME NUOVI TITOLI EDILIZI SUSCETTIBILI DI AUTONOMA E SPECIFICA IMPUGNAZIONE GIURISDIZIONALE
01/04/2020
Le varianti che prevedono la realizzazione di un quid novi, nonché caratteristiche funzionali e strutturali del fabbricato complessivamente diverse da quello precedente, vanno correttamente qualificate come varianti c.d. improprie o essenziali e si configurano come nuove concessioni, ossia come provvedimenti autonomamente lesivi, suscettibili di autonoma e specifica impugnazione giurisdizionale.


IL TERMINE PER IMPUGNARE IL PERMESSO DI COSTRUIRE DECORRE DALLA PIENA CONOSCENZA DEL PROVVEDIMENTO E QUINDI DAL COMPLETAMENTO DEI LAVORI
11/02/2020
Il termine per impugnare il permesso di costruzione edilizia decorre dalla piena conoscenza del provvedimento, che ordinariamente s'intende avvenuta al completamento dei lavori, a meno che sia data prova di una conoscenza anticipata da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso.


IL TERMINE DI IMPUGNAZIONE DI UN TITOLO EDILIZIO DECORRE DALL’INIZIO LAVORI SE SI CONTESTA L’EDIFICABILITÀ DELL’AREA
16/01/2020
La "piena conoscenza", ai fini della decorrenza del termine di impugnazione di un titolo edilizio rilasciato a terzi viene individuata nel momento in cui i lavori hanno avuto inizio nel caso si contesti in radice l'edificabilità dell'area, mentre per le altre censure con la conoscenza cartolare del titolo e dei suoi allegati progettuali o, in alternativa, il completamento dei lavori, che disveli in modo certo e univoco le caratteristiche essenziali dell'opera, l'eventuale non conformità della stessa rispetto alla disciplina urbanistica, l'incidenza effettiva sulla posizione giuridica del terzo.


L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER IL RILASCIO DEL TITOLO EDILIZIO NON VA COMUNICATO AL PROPRIETARIO CONFINANTE
09/01/2020
Il proprietario di un immobile confinante con quello oggetto di richiesta di permesso di costruire non può essere considerato come soggetto direttamente interessato al provvedimento e, quindi, non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione di dargli comunicazione dell'avvio di procedimento preordinato al rilascio di un titolo edilizio, fermo restando che ciò non comporta alcuna lesione delle sue facoltà procedimentali, data la facoltà di intervento volontario nel procedimento di rilascio assicurata dall'art. 9 della l. n. 241/1990.


NELL'IMPUGNAZIONE DEL TITOLO EDILIZIO IN SANATORIA IL TERMINE PER IMPUGNARE DECORRE DALLA CONOSCENZA DEL RILASCIO DELLA CONCESSIONE IN SANATORIA
29/11/2019
Sussiste una distinzione fra l'impugnazione di un titolo edilizio ordinario e quello avente ad oggetto un titolo in sanatoria, relativo quindi ad un edificio, originariamente abusivo, già realizzato; in tale ultimo caso il termine per impugnare decorre dalla data in cui sia portato a conoscenza che, per un'opera abusiva già esistente, è stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria.


IL MOMENTO DAL QUALE DECORRE IL TERMINE PER IMPUGNARE IL PERMESSO DI COSTRUIRE È DA INDIVIDUARE NELL’INIZIO OVVERO DAL COMPLETAMENTO DEI LAVORI
19/09/2019
Rilevato che la "piena conoscenza" non deve essere intesa quale "conoscenza piena ed integrale" del provvedimento stesso, il momento dal quale far decorrere il termine per impugnare il permesso di costruire è da individuare nell'inizio dei lavori, nel caso si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull'area; ovvero, laddove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.), dal completamento dei lavori o dal grado di sviluppo degli stessi, se si renda comunque palese l'esatta dimensione, consistenza, finalità, dell'erigendo manufatto.


PER L’IMPUGNAZIONE DI UN OPERATORE ECONOMICO DELL’AUTORIZZAZIONE COMMERCIALE SERVE UN NESSO TERRITORIALE CHE LO LEGHI ALL'AREA DEL CONTROINTERESSATO
17/09/2019
Ai fini dell'impugnazione da parte di un operatore economico del titolo edilizio collegato ad un'autorizzazione commerciale è necessaria la sussistenza del criterio dello stabile collegamento territoriale, che deve legare il ricorrente all'area di operatività del controinteressato per poterne qualificare la posizione processuale.


L’ESPOSIZIONE DEL CARTELLO DI CANTIERE CONTENENTE PRECISE INDICAZIONI SULL’OPERA DA REALIZZARE PROVA LA CONOSCENZA DEL TITOLO EDILIZIO DA IMPUGNARE
02/08/2019
Nel caso d'impugnazione del titolo edilizio ordinario, ai fini di stabilire la decorrenza del termine di decadenza, la prova di una conoscenza anticipata del provvedimento abilitativo da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso può essere data anche a mezzo di presunzioni, quale l'esposizione del cartello di cantiere contenente precise indicazioni sull'opera da realizzare.


IMPUGNAZIONE DEI TITOLI EDILIZI: IL CARTELLO DEI LAVORI INTEGRA UNA PRESUNZIONE DI CONOSCENZA DEL PROVVEDIMENTO E DELLA TIPOLOGIA DEI LAVORI
03/07/2019
In tema di impugnazione dei titoli edilizi, la presenza del cartello dei lavori integra una presunzione di conoscenza del provvedimento e della tipologia dei lavori, cosicché una successiva richiesta di accesso non è idonea a far differire i termini di proposizione del ricorso.


SOPRAVVIENE CARENZA DI INTERESSE AL RICORSO SE IL PROPRIETARIO SANZIONATO PER UN ABUSO EDILIZIO NE ABBIA CHIESTO E OTTENUTO LA SANATORIA
24/04/2019
Sussiste la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso, quando il proprietario destinatario di una sanzione per un abuso edilizio ne abbia chiesto e ottenuto la sanatoria.


LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI NON È IDONEA EX SE A FAR DIFFERIRE I TERMINI DI PROPOSIZIONE DEL RICORSO CONTRO I TITOLI EDILIZI
22/04/2019
La richiesta di accesso agli atti non è idonea ex se a far differire i termini di proposizione del ricorso contro i titoli edilizi, perché se, da un lato, deve essere assicurata al vicino la tutela in sede giurisdizionale dei propri interessi nei confronti di un intervento edilizio ritenuto illegittimo, dall'altro lato, deve parimenti essere salvaguardato l'interesse del titolare del permesso di costruire a che l'esercizio di detta tutela venga attivato senza indugio e non irragionevolmente differito nel tempo, determinando una situazione di incertezza delle situazioni giuridiche contraria ai principi ordinamentali.


LA MODIFICAZIONE SOPRAVVENUTA DELLA DISCIPLINA URBANISTICA È IDONEA A ESTINGUERE L’INTERESSE ALLA DECISIONE SUL DINIEGO DEL TITOLO EDILIZIO
11/04/2019
La modificazione sopravvenuta della disciplina urbanistica è idonea a estinguere l'interesse alla decisione sulla domanda di annullamento e di accertamento della illegittimità del diniego del titolo edilizio solo quando non sia stata formulata istanza ex art. 34, comma 3, c.p.a.


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