Vincoli espropriativi

 
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PARCHEGGI, STRADE E SPAZI ATTREZZATI: SONO VINCOLI ESPROPRIATIVI QUANDO SIANO ESCLUSIVAMENTE DESTINATI ALLA FRUIZIONE SOGGETTIVAMENTE PUBBLICA
18/05/2020
A prescindere dalla circostanza che l'opera possa essere o meno realizzata astrattamente dal privato in regime di convenzione, sussiste un vincolo preordinato all'espropriazione tutte le volte in cui la destinazione dell'area permetta la realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione soggettivamente pubblica, nel senso di essere riferita esclusivamente all'ente esponenziale della collettività territoriale, come nel caso di: parcheggi pubblici, strade e spazi pubblici, spazi pubblici attrezzati, parco urbano nonché attrezzature pubbliche per l'istruzione. In tali casi, è evidente che l'utilizzatore finale dell'opera non può che essere l'ente pubblico di riferimento ed essa, in nessun caso, può essere posta sul mercato per soddisfare una domanda differenziata che, semplicemente, non esiste.


IL VINCOLO È SOSTANZIALMENTE ESPROPRIATIVO SE IL PRIVATO NON PUÒ PORRE L'OPUS SUL MERCATO E SFRUTTARLO ECONOMICAMENTE
02/03/2020
Al fine di stabilire la natura - conformativa o espropriativa - di un vincolo, va attentamente vagliato se le Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) abbiano previsto la realizzazione dell'opera da parte del privato; e se, una volta indicata tale possibilità, lo stesso possa porre l'opus sul mercato e sfruttarlo economicamente: solo in tale caso, infatti, si può affermare che non vi sia uno svuotamento del diritto di proprietà. Diversamente, qualora dell'opera realizzata, comunque destinata ad una pubblica utilizzazione, l'unico esclusivo fruitore sia l'ente pubblico, allora si ha un sostanziale svuotamento del contenuto economico del diritto di proprietà, con relativa configurazione del vincolo come di natura sostanzialmente espropriativa [nella fattispecie, è stato ritenuto tale un vincolo in zona destinata a "Zona per spazi pubblici attrezzati, per il gioco e lo sport"].


NON È SUFFICIENTE CHE UN'AREA SIA ESCLUSA DALLA TRASFORMAZIONE URBANISTICA PER POTERSI RAVVISARE UN VINCOLO ESPROPRIATIVO
08/11/2019
Non è sufficiente che l'area sia esclusa dalla trasformazione urbanistica perché il vincolo sia definito espropriativo, essendo invece necessario che sia prevista l'acquisizione alla mano pubblica. Ciò a maggior ragione laddove l'impossibilità di trasformazione dell'area discenda dalle sue caratteristiche intrinseche, con la conseguenza che viene meno il carattere "particolare" della disciplina dell'area che è idoneo a riconoscere la natura espropriativa del vincolo. Infatti hanno natura conformativa i vincoli urbanistici che riguardino intere categorie di beni secondo caratteristiche loro intrinseche, con carattere di generalità ed in modo obiettivo. [Nella fattispecie area attigua ad una zona scoscesa che decliva verso il fiume].


VIABILITÀ E VERDE DI ARREDO STRADALE «PUNTUALE»: VINCOLO ESPROPRIATIVO
09/09/2019
Venendo in rilievo, per la loro natura (viabilità e verde di arredo stradale), previsioni urbanistiche ‘particolari' - poiché incidenti su beni determinati -, funzionali alla localizzazione di un'opera pubblica e ad un utilizzo esclusivamente collettivo dell'area, tali da svuotarla dunque di ogni potenzialità edificatoria, si tratta di vincoli di carattere espropriativo, assoggettati al limite di durata quinquennale previsto dall'art. 9, commi 2 e 3, DPR n. 327/2001.


I VINCOLI PREORDINATI ALL'ESPROPRIO COMPORTANO INDEROGABILMENTE E TASSATIVAMENTE L'INEDIFICABILITÀ ASSOLUTA
09/09/2019
L'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio imprime all'area privata una destinazione a futura opera pubblica che importa una inedificabilità assoluta (nella vigenza del vincolo), con impossibilità da parte del privato proprietario della stessa di eseguire interventi edilizi volti alla nuova edificazione o all'ampliamento dell'esistente. Simile inedificabilità vale a seguito dell'adozione dello strumento urbanistico (con l'applicazione delle misure di salvaguardia) e a maggior ragione a seguito dell'approvazione definitiva dello strumento urbanistico con il quale il vincolo diviene perfetto e definitivo (ancorché per soli 5 anni). L'impossibilità di realizzare nuove costruzioni o ampliamenti da parte del proprietario dell'area soggetta a vincolo espropriativo è funzionale ad evitare che il programma di realizzazione delle opere pubbliche ossa essere impedito o ostacolato da parte del privato con la nuova edificazione o possa subire maggiori oneri in sede di determinazione dell'indennità di esproprio, che l'art. 32 del T.U espropriazioni, di cui al D.P.R. 327 del 2001 ha inteso evitare.


UNA DESTINAZIONE A ZONA F PARCO URBANO CHE SI INCENTRA SULL'ACQUISIZIONE PUBBLICA DELLE AREE, HA NATURA ABLATORIA E LA SUA IMPOSIZIONE VA MOTIVATA
29/08/2019
Una destinazione a zona F Parco Urbano che si incentra sulla previsione dell'acquisizione delle aree da parte dell'Amministrazione, in quanto tale acquisizione costituisce il presupposto della realizzazione da parte della medesima Amministrazione delle strutture ammissibili e dell'eventuale loro affidamento a soggetti diversi dalla stessa Amministrazione, ha natura ablatoria. Di conseguenza, l'imposizione del vincolo in questione non sfugge alla necessità di un'idonea istruttoria e di un'adeguata motivazione del pubblico interesse perseguito.


IL VINCOLO AMBIENTALE/IDROGEOLOGICO NON INIBISCE QUELLO ESPROPRIATIVO
22/07/2019
Né il vincolo ambientale, né quello idrogeologico impediscono l'attuazione del vincolo a carattere espropriativo.


SONO ESPROPRIATIVI I VINCOLI CHE PERMETTONO LA REALIZZAZIONE DI OPERE DESTINATE ALLA FRUIZIONE SOGGETTIVAMENTE PUBBLICA
04/07/2019
La decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'esproprio (essendo tali quelli che permettono la realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione soggettivamente pubblica) comporta l'obbligo, per gli enti preposti, di reintegrare la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione, che definisca le condizioni di utilizzabilità del bene e non lasci, al contrario, il bene privo di concreta disciplina urbanistica.


VERDE PUBBLICO CON PARCHEGGIO (SOLO) ASTRATTAMENTE REALIZZABILE DAI PRIVATI: VINCOLO DI NATURA ESPROPRIATIVA
14/05/2019
Per quanto attiene ai presupposti che possono consentire di prestare valore all'iniziativa privata riconosciuta per la realizzazione della destinazione pubblica dell'area vincolata ,occorre avere riguardo alla ‘effettiva' possibilità per il privato di poter realizzare il tipo di iniziativa necessaria per soddisfare le finalità pubbliche, in concreto ed effettivamente; il giudizio sulla natura conformativa o espropriativa dei vincoli di destinazione non deve dipendere soltanto dalla astratta possibilità attribuita al privato di realizzare l'intervento (o parte di esso) in alternativa all'ente pubblico, ma anche dall'interesse soggettivo del privato all'utile e fruttuoso sfruttamento dell'area, rispetto alla realizzazione, ad esempio, di un parcheggio sotterraneo: laddove, nella fattispecie, per realizzare determinate destinazioni si dovrebbe disporre di mezzi e/o di una organizzazione di cui normalmente non si dispone.


IL GESTORE DELL'IMPIANTO DI CARBURANTI PUÒ IMPUGNARE LE PREVISIONI URBANISTICHE ESPROPRIATIVE
19/04/2019
L'interesse ad agire è quello di ottenere la caducazione degli atti impugnati, nella parte in cui non consentono al ricorrente di realizzare un impianto privato [distribuzione di carburanti] da impiantare su area oggetto di espropriazione; entro tali limiti, pertanto, il ricorso del gestore dell'impianto può ritenersi ammissibile, non potendosi invece configurare alcuna legittimazione a far valere eventuali vizi del P.U.A. riguardanti la determinazione dell'indennità di esproprio o le scelte di fondo operate dall'Amministrazione in ordine alla estensione della previsione espropriativa ed ambito di operatività del P.U.A. medesimo, che incidono sulla posizione del proprietario del bene e non del gestore dell'impianto.


LA REVOCA DELL'ADOZIONE DELLA VARIANTE URBANISTICA NON IMPRIME UN VINCOLO ESPROPRIATIVO
19/03/2019
La revoca della delibera di adozione di una proposta di variante urbanistica non vale a imprimere al fondo un vincolo espropriativo, limitandosi a interrompere la procedura di variante in corso di svolgimento.


GLI OBBLIGHI DI CESSIONE DI AREE A SERVIZI PUBBLICI NON SONO VINCOLI ESPROPRIATIVI MA CONCORRONO ALLA CAPACITÀ EDIFICATORIA DEL COMPARTO
15/03/2019
Il fatto che sia previsto che per raggiungere la capacità edificatoria minima prevista per un determinato comparto i lottizzanti debbano cedere gratuitamente al Comune aree per servizi e spazi pubblici necessari per soddisfare le capacità urbanizzative locali, evidenzia che tale previsione non ha natura di vincolo espropriativo, ma concorre alla capacità edificatoria del comparto.


VIABILITÀ E PARCHEGGIO: VINCOLI ESPROPRIATIVI
07/03/2019
La destinazione a viabilità costituisce un vincolo espropriativo, in quanto l'intervento per realizzare un sedime stradale non può certamente rappresentare operazione disciplinante una intera zona del territorio comunale che, in quanto conformativa in termini generali, permette di escludere la previsione di un indennizzo. A ciò va aggiunto che tale destinazione comporta il sostanziale svuotamento del contenuto economico del diritto di proprietà, atteso che, per sua intrinseca natura, la strada è destinata a una pubblica utilizzazione, con relativa configurazione del vincolo come di natura sostanzialmente espropriativa.


IRRICEVIBILE L'IMPUGNAZIONE DEL VINCOLO DA PARTE DEL PRIVATO CHE ABBIA ACQUISTATO IL BENE DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE D'IMPUGNAZIONE
04/03/2019
Il dies a quo per l'impugnazione delle disposizioni contenute in strumenti urbanistici generali, anche qualora contengano vincoli preordinati all'esproprio, va individuato nella scadenza del termine di pubblicazione dell'avviso di deposito degli atti presso gli uffici comunali. L'acquisto di un bene immobile collocato in un territorio disciplinato da uno strumento di pianificazione urbanistica non consente all'interessato di impugnare l'atto programmatorio, inoppugnabile per scadenza dei termini di impugnazione, che sottopone a vincoli l'immobile. Lo strumento urbanistico, altrimenti, sarebbe esposto all'infinito e in qualsiasi momento a contestazione giudiziaria, indipendentemente dai termini di impugnazione prestabiliti dalla legge.


LA DESTINAZIONE ALBERGHIERA, SE DURA TROPPO A LUNGO O È DISECONOMICA, DIVENTA UN VINCOLO ESPROPRIATIVO
27/02/2019
I vincoli di destinazione alberghiera sono in via di principio legittimi, hanno ragione di esistere in ragione di esigenze concrete e sono destinati naturalmente ad affievolirsi. Tuttavia, le discriminazioni introdotte con un regime vincolistico troppo lungo, sconfinano oltre il ragionevole esercizio della discrezionalità legislativa, venendo così a violare il principio costituzionale di eguaglianza. La previsione del vincolo alberghiero, dunque, per essere costituzionalmente legittima, deve essere il frutto di un accorto bilanciamento tra valori egualmente tutelati in Costituzione, in modo da rendere compatibile il principio di funzionalizzazione della proprietà enunciato dall'art. 42 Cost., con la sussistenza stessa del diritto di proprietà (in modo da evitare che un vincolo stringente nella destinazione ed indefinito nel tempo possa costituire un intervento di fatto espropriativo), e con la libertà di iniziativa economica che - fermi i liniti imposti dall'art. 41 Cost. - impedisce l' "imposizione coattiva" dello svolgimento di attività allorché non sussista la convenienza economica delle stesse.


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