Vincoli storici, archeologici, artistici

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  IN ZONA DI SITI ARCHEOLOGICI È LEGITTIMO LIMITARE L’EDIFICAZIONE AI SOLI INTERVENTI DI RECUPERO FILOLOGICO
05/08/2020
Limitare l'edificazione delle sottozone "siti archeologici" al solo recupero "filologico" non mostra illogico contrasto con la disciplina più generale della zona A.


  IL VINCOLO STORICO ARTISTICO DIRETTO SI IMPONE SULLE AREE IN CUI VI SONO BENI DI TALE VALENZA E QUELLO INDIRETTO SI IMPONE SULLE AREE CIRCOSTANTI
07/04/2020
Il vincolo storico artistico c.d. diretto viene imposto sui beni o sulle aree nei quali sono stati rinvenuti beni di tale valenza, o in relazione ai quali vi è la certezza dell'esistenza, della localizzazione e dell'importanza di tali beni, mentre il vincolo c.d. indiretto viene imposto sui beni e sulle aree circostanti a quelli sottoposti a vincolo diretto, così da garantirne una migliore visibilità e fruizione collettiva, o migliori condizioni ambientali e di decoro.


  È LEGITTIMO L'INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE E AMPLIAMENTO DEL BENE CULTURALE ANCHE PER RIFUNZIONALIZZARLO ED IMPEDIRNE IL DEGRADO
03/12/2019
Non è manifestamente illogico o irragionevole il nulla osta soprintendentizio ad un intervento di ristrutturazione/ampliamento di bene culturale, con un aumento volumetrico relativamente modesto, che può assolvere allo scopo di impedire il degrado dell'immobile e di consentirne la rifunzionalizzazione, conservandone al contempo le caratteristiche linee architettoniche quali evidenziate nel decreto di vincolo.


  L'ESISTENZA DI ALTRI OSTACOLI ALLA VISIBILITA' DELLA FONTE DEL VINCOLO NON RENDE ILLEGITTIMO IL DINIEGO DELLA SOPRINTENDENZA
31/07/2019
L'esistenza di ulteriori ostacoli alla visibilità della fonte del vincolo (nella specie chiosco, scala comunale, recinzioni, altre abitazioni) non esclude comunque che l'immobile abusivamente realizzato costituisca una alterazione pregiudizievole della situazione preesistente che il vincolo mira a tutelare e ciò appare sufficiente alla legittimità del diniego della Soprintendenza, indipendentemente dalla circostanza che nelle vicinanze esistano altre costruzioni che ostacolano la visuale delle mura.


  LO STATO DI DEGRADO DI UN BENE NON OSTA ALLA DICHIARAZIONE DI INTERESSE ARTISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO O ETNOANTROPOLOGICO
21/03/2019
Lo stato di degrado del bene non osta alla dichiarazione di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, potendo un manufatto in condizione di degrado ben costituire oggetto di tutela storico-artistica, sia per i valori che ancora presenta, sia per evitarne l'ulteriore degrado, restando rimesso all'apprezzamento discrezionale della competente Amministrazione la valutazione dell'idoneità delle rimanenze ad esprimere il valore che si intende tutelare.


  LO SMONTAGGIO E RIMONTAGGIO DEL PROSPETTO IN UN NUOVO FABBRICATO NON È COMPATIBILE CON IL VINCOLO DI FACCIATA
12/03/2019
Lo smontaggio e il successivo rimontaggio di un prospetto vincolato nella struttura portante di un nuovo fabbricato in cemento armato comporta una evidente alterazione di una caratteristica tipologica essenziale e una inevitabile compromissione dei valori architettonici e dell'omogeneità del tessuto urbano che la disciplina di piano, con il vincolo di facciata, intende invece preservare.


  NON INDENNIZZABILE IL VINCOLO ARCHEOLOGICO
18/10/2018
Non è risarcibile un danno scaturente da una attività che, in quanto ammessa dalla legge, è considerata dall'ordinamento lecita (salvo il rispetto dei limiti generali all'esercizio della discrezionalità amministrativa). In tale ipotesi rientra il vincolo archeologico c.d. diretto, imposto su beni o aree nei quali sono stati ritrovati reperti archeologici, o in relazione ai quali vi è certezza dell'esistenza, della localizzazione e dell'importanza del bene archeologico, nonché il vincolo archeologico c.d. indiretto, imposto su beni e aree circostanti a quelli sottoposti a vincolo diretto, per garantirne una migliore visibilità e fruizione collettiva, o migliori condizioni ambientali e di decoro. Inerendo siffatte prescrizioni alla configurazione "interna" del diritto dominicale, esse non comportano obbligo di indennizzo.


  IL VINCOLO ARCHEOLOGICO NON PUO’ ESSERE APPOSTO SULLA BASE DI UNA CULTURALITA’ PRESUNTA
29/08/2018
È illegittimo il provvedimento di apposizione di vincolo archeologico caratterizzato da oggettiva indeterminatezza, a causa della non adeguata definizione del complesso archeologico, che la P.A. presume alla luce di una campagna di scavi finita da molto tempo (nella specie, nel 1987) e mai più ripresa.


  IL D.LGS. 42/2004 CONSENTE DI VIETARE L’EDIFICABILITÀ ANCHE DI UN’AREA ESTESA PER SALVAGUARDARE IL DECORO, LA VISIBILITÀ E IL CONTESTO AMBIENTALE DEL BENE ARCHEOLOGICO
23/04/2018
La legge n. 1089 del 1939 (così come poi il testo unico n. 490 del 1999 ed il codice n. 42 del 2004) ha attribuito all'Amministrazione il potere di vietare l'edificabilità anche di un'area estesa, per salvaguardare il decoro, la visibilità e il peculiare contesto ambientale nel quale si trova il bene archeologico da tutelare: la valutazione sulla sussistenza delle esigenze di salvaguardare un complesso monumentale rientra nell'ambito dei suoi poteri tecnico-discrezionali ed è insindacabile in quanto tale, circa la determinazione dei terreni circostanti, da considerare come parte integrante e funzionale del complesso.


  NELL’AMBITO DELLE ZONE DI PREGIO È LEGITTIMO SOTTOPORRE A TUTELA I SOLI EDIFICI EFFETTIVAMENTE DI PREGIO
22/03/2018
E' oggettivamente ragionevole la disposizione che, pur volta alla tutela di una zona in cui sono presenti diversi fabbricati (e località) di pregio storico artistico e ambientale, sottopone a una più severa disciplina urbanistica di tutela solo quegli immobili che possiedono oggettivamente tali caratteristiche.


  IL VINCOLO ARCHEOLOGICO COSTITUISCE UN GIUDIZIO TECNICO SOTTRATTO ALLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE
08/03/2018
L'atto d'imposizione di un vincolo archeologico è, in rapporto al principio fondamentale dell'art. 9 Cost., caratterizzato da un giudizio di ordine tecnico, che si sottrae al sindacato giurisdizionale, salvo sia basato su un percorso argomentativo travisante o incongruo rispetto alle tecnica stessa, o comunque risulti oggettivamente inattendibile.


  IL DINIEGO A UNO SCAVO PREVENTIVO PER VALUTARE LE POSSIBILITÀ EDIFICATORIE COMPORTA VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ DA INDENNIZZARE
26/09/2017
Il diniego della Soprintendenza a uno scavo preventivo al fine di valutare le "possibilità edificatorie" del lotto equivale all'imposizione, non motivata né indennizzata, di un vincolo di inedificabilità sull'area; dall'altro, dopo che i sondaggi fossero stati eseguiti, e avessero, in ipotesi, portato a ritrovamenti di qualche interesse, rimarrebbero intatti i poteri della Soprintendenza a tutela degli stessi.


  È LEGITTIMO SOTTOPORRE A VINCOLO INDIRETTO TUTTA L’AREA CIRCOSTANTE UN’ACROPOLI O UN CASTRUM
07/07/2017
Quando l'area da vincolare sia un'area archeologica situata in cacumine elati montis (sia essa un castrum ovvero un'acropoli di epoca greco-romana), e da tale sommità siano dominati i terreni circostanti, ben può l'Amministrazione statale sottoporre a vincolo indiretto tali terreni (e, se del caso, l'antico sistema viario), per salvaguardare e lasciare inalterate quelle caratteristiche dei luoghi sui quali l'area archeologica si erge nella sua possenza.


  IL VINCOLO STORICO SI ESTENDE ANCHE AI BENI DI NATURA PERTINENZIALE COLLOCATI ALL'ESTERNO DEL VINCOLO
29/03/2017
L'estensione di un vincolo storico va intesa non in senso esclusivamente cartografico bensì anche funzionale nel senso che devono ritenersi ricompresi nel vincolo anche quei beni di natura pertinenziale che, per quanto collocati all'esterno del vincolo, sono strettamente collegati al bene interessato dal vincolo diretto.


  ZONA DI INTERESSE ARCHEOLOGICO: ANCHE NELLE PORZIONI IN CUI NON SONO PRESENTI REPERTI HA EFFICACIA LA TUTELA PAESAGGISTICA
12/12/2016
La circostanza che in una specifica porzione di territorio rientrante nella perimetrazione della zona archeologica non siano presenti reperti non determina l'esclusione della tutela paesaggistica della zona di interesse archeologico, posto che tale regime protettivo si estende ad abbracciare anche il contesto ambientale in cui i reperti si collocano e che riguarda reperti collocati in altre prossime porzioni territoriali.


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