Piani urbanistici

 
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  LE ZONE OMOGENEE NON POSSONO ESSERE DEFINITE A PRIORI MA SONO LA CONSEGUENZA DI VALUTAZIONI DISCREZIONALI RIMESSE ALLE COMPETENTI AMMINISTRAZIONI
28/04/2020
In materia di scelte pianificatorie, il concetto di "zona omogenea" non è definibile aprioristicamente, essendo la conseguenza di valutazioni rimesse alle competenti Autorità amministrative le quali, nell'individuare quelle ove siano presenti elementi di omogeneità, devono tenere adeguato conto delle trasformazioni del territorio intervenute rispetto alla zonizzazione del precedente strumento urbanistico, ma anche delle nuove e diverse esigenze dell'Amministrazione, con riferimento a parametri dimensionali e qualitativi appartenenti al nuovo assetto degli interessi. La pretesa uniformità delle caratteristiche morfologiche non implica infatti un automatismo di inquadramento che renderebbe del tutto superflua qualsivoglia valutazione specifica, generando una sorta di effetto domino tale da azzerare completamente la discrezionalità di scelta, anche innovativa limitatamente a singole porzioni, facente capo al Comune procedente.


  RIENTRA NEL POTERE DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA UNA DISCIPLINA PIÙ RESTRITTIVA E CONSERVATIVA PER UNO SVILUPPO RAZIONALE DEL TERRITORIO
25/03/2020
Rientra nel potere di pianificazione urbanistica una disciplina più restrittiva e conservativa intesa ad uno sviluppo razionale ed eco-compatibile della politica urbanistica, informando le scelte contenute in una variante a svariati parametri generali e per scopi di tutela dell'assetto ambientale, paesistico e di salvaguardia del territorio ancora non sfruttato a fini di edificazione.


  GLI ESERCIZI COMMERCIALI DEVONO RISPETTARE LE PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO E DELLE NORME CHE LO INTEGRANO
02/03/2020
Gli esercizi commerciali devono rispettare le previsioni del piano urbanistico e delle norme che lo integrano, di talché non può non scaturirne l'obbligo di conformarsi ad esse anche nella adozione degli atti applicativi del piano di commercio e cioè dei singoli atti autorizzatori.


  IL CONTRASTO TRA PIANIFICAZIONE URBANISTICA E COMMERCIALE SI RISOLVE NEL SENSO CHE LA SECONDA INTEGRA E COMPLETA LA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
14/01/2020
Il contrasto tra pianificazione urbanistica e commerciale non può che essere risolto nel senso che il piano commerciale integra e completa la pianificazione urbanistica.


  I LIMITI IMPOSTI DA UN DA UN ATTO DI PIANIFICAZIONE COMMERCIALE COMUNALE SONO ILLEGITTIMI OVE VIETINO LOCALIZZAZIONI FONDATE SULLA MERA ZONIZZAZIONE
08/01/2020
I limiti imposti da un da un atto di programmazione (o di pianificazione) commerciale comunale sono illegittimi ove contengano dei divieti di localizzazione aprioristicamente fondati sulla mera zonizzazione del territorio comunale.


  L'ACCORPAMENTO CATASTALE NON HA L'EFFETTO DI IMPORRE AL COMUNE DI DARE A TUTTO IL MAPPALE UNA DESTINAZIONE URBANISTICA UNITARIA
16/08/2019
L'accorpamento di mappali non è concludente al fine di positivamente asseverare la prospettazione di una unitaria destinazione produttiva dell'intera area: dimostrandosi, invero, inconfigurabile che una manifestazione di volontà di parte privata possa inalveare e/o condizionare scelte urbanistiche, invece esclusivamente rimesse all'esercizio delle prerogative della sola Autorità competente alla regolazione dell'uso del territorio


  L'INTERPRETAZIONE DI NUOVE NORME URBANISTICHE DEVE TENTARE DI EVITARE DISPARITA' DI TRATTAMENTO FRA PRATICHE CONCLUSE E PRATICHE IN ITINERE
14/08/2019
In assenza di espresse disposizioni transitorie, i criteri interpretativi delle norme di fonte regolamentare succedutesi, vanno governati - per quanto possibile in ragione del fluire dell'arco temporale preso in considerazione - nel senso di evitare disparità di trattamento di situazioni analoghe, in particolare tra chi si è giovato di disposizioni più favorevoli perché il relativo iter di conformità alla disciplina urbanistica era già concluso al momento di entrata in vigore della nuova disciplina, e coloro ai quali, in ipotesi, è sottratta la possibilità di avvalersi della vecchia e più favorevole disciplina solo a causa della mancata o pronta definizione della procedura amministrativa.


  LA DISCIPLINA URBANISTICA DEVE ESSERE LA PRIMA AD ESSERE TENUTA IN CONSIDERAZIONE AL FINE DI VALUTARE L'ASSENTIBILITÀ DI UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE
10/07/2019
Le previsioni di un piano commerciale devono avvenire ed attuarsi in conformità e comunque in coerenza con le scelte di pianificazione territoriale recate dallo strumento urbanistico disciplinante i vari modi di utilizzo del territorio, inclusi quelli relativi al commercio, di guisa che la disciplina urbanistica deve essere la prima ad essere tenuta in considerazione al fine di valutare l'assentibilità di un'attività commerciale.


  SICILIA: SI PUÒ MODIFICARE LA DESTINAZIONE AD USO PRODUTTIVO SOLO SE NON VI SONO AREE DISPONIBILI O SE C’ERANO INSEDIAMENTI PRODUTTIVI PRECEDENTI
06/02/2019
Ai sensi della legge regione Sicilia n. 6/2001, all'amministrazione locale è consentito il cambio di destinazione d'uso di un insediamento produttivo nel caso in cui si accerta la sussistenza di uno fra i seguenti presupposti: 1) l'indisponibilità aree per insediamenti produttivi previste dagli strumenti urbanistici comunali, o 2) quando sia appurata l'esistenza di precedenti insediamenti produttivi dell'area interessata.


  LO STRUMENTO GENERALE DI GOVERNO DEL TERRITORIO E LE SUE VARIANTI SONO ATTI DISCREZIONALI DEL COMUNE
04/02/2019
La potestà pianificatoria - il cui concreto esercizio è rimesso al comune, e che si esprime ed attualizza attraverso l'adozione dello strumento generale di governo del territorio, ovvero attraverso le varianti "generali" a quest'ultimo- è assistita da latissima discrezionalità.


  LA PREESISTENZA DI UNA SERVITU' DI PASSAGGIO NON RENDE ILLEGITTIMA LA PREVISIONE DELLA PISTA CICLABILE
17/12/2018
In caso di interferenza fra pista ciclabile e servitù di passaggio, la valutazione del contemperamento degli interessi in gioco resta affidata alla fase del rilascio dei permessi di costruire, non derivando alcuna lesione diretta dalla previsione urbanistica in sé.


  GLI STRUMENTI URBANISTICI POSSONO LEGITTIMAMENTE IMPORRE UNA DIMENSIONE MINIMA DEGLI ALLOGGI AL FINE DI LIMITARE LA COSTRUZIONE DELLE SECONDE CASE
26/11/2018
Dall'esercizio della potestà conformativa degli Enti locali deriva la possibilità che, facendo uso degli strumenti urbanistici, intesi in senso ampio, i Comuni legittimamente escludano nel proprio territorio la costruzione di case destinate all'uso solo saltuario, a tal fine impongano una dimensione minima degli alloggi o, all'inverso, precludano in un'area determinata la costruzione di case di abitazione residenziale.


  IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO ATTIENE ALLA DISCREZIONALITÀ DEL PIANIFICATORE
02/11/2018
Le uniche evenienze che richiedono una più incisiva e singolare motivazione degli strumenti urbanistici generali sono rappresentate, pacificamente: dal superamento degli standard minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968; dalla lesione dell'affidamento qualificato del privato derivante da convenzioni di lottizzazione o accordi di diritto privato intercorsi con il Comune, o delle aspettative nascenti da giudicati di annullamento di concessioni edilizie o di silenzio rifiuto su una domanda di concessione; dalla modificazione in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo; al contrario, nessun affidamento deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area o dalla volumetria prevista nel previgente piano regolatore e non confermata nel successivo piano strutturale.


  LA PIANIFICAZIONE DELLE GRANDI E MEDIE STRUTTURE DI VENDITA NON È COMPETENZA DELLA GIUNTA COMUNALE
18/09/2018
La Giunta Comunale non può sostituirsi al Consiglio nell'adozione di un atto di programmazione recante le scelte strategiche in tema di localizzazione delle medie e grandi strutture di vendita, considerato che, in base all'art. 42, comma 2, lett. b) del T.U.E.L., persino le semplice deroghe e i pareri relativi ad atti di programmazione e di pianificazione sono riservati all'organo consiliare.


  LE DESTINAZIONI INTRODOTTE EX NOVO DAGLI STRUMENTI URBANISTICI NON POSSONO AVERE EFFETTO ESPULSIVO DELLE ATTIVITÀ GIÀ INSEDIATE
14/08/2018
Le destinazioni introdotte ex novo dagli strumenti urbanistici non possono avere effetto espulsivo delle attività già insediate, mentre solo la riattivazione di un'attività rimasta sospesa per un lungo periodo di tempo non beneficia delle medesime tutele.


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