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  LA SOLA TRASFORMAZIONE NON AUTORIZZATA DI UN CAPANNONE IN LUOGO DI CULTO NON È SANZIONABILE SE NON COMPORTA UNA VARIAZIONE DEI CARICHI URBANISTICI
27/07/2020
La sola trasformazione di un capannone, ubicato in zona destinata dagli strumenti di pianificazione urbanistica all'attività produttiva-artigianale, in luogo di culto non legittima l'adozione da parte del comune di un'ordinanza di chiusura dell'immobile e di ripristino dello stato dei luoghi: il mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, attuato senza opere, comporta una c.d. variazione essenziale sanzionabile soltanto se ed in quanto comportante una variazione dei carichi urbanistici, ritenuta sussistente nel caso di afflusso (anche potenziale) generalizzato e periodico di una moltitudine di persone per ragioni di culto.


  I LUOGHI DI CULTO, ESSENDO SUSCETTIBILI DI RICHIAMARE UN NOTEVOLE AFFLUSSO DI PERSONE, COMPORTANO UN AGGRAVIO DI CARICO URBANISTICO SUL TERRITORIO
01/07/2020
Il fondamento della disposizione di cui all'art. 52 LR Lombardia n. 12/2005 è quello di consentire all'Amministrazione comunale di poter controllare (ex ante) la conformità alla disciplina urbanistica delle strutture che, essendo suscettibili di richiamare un notevole afflusso di persone, comportano un conseguente notevole aggravio di carico urbanistico sul territorio: non assume pertanto alcun rilievo la mancata indicazione della specifica tipologia di culto praticata, essendo sufficiente che venga praticato un qualunque culto.


  LA REALIZZAZIONE DI UN MURO DI CONTENIMENTO NECESSITA DI PERMESSO DI COSTRUIRE POICHÉ TRATTASI DI NUOVA COSTRUZIONE
26/06/2020
In materia edilizia, è necessario il permesso di costruire per la realizzazione di un muro di contenimento, in quanto si tratta di un manufatto che si eleva al di sopra del suolo ed è destinato a trasformare durevolmente l'area impegnata, come tale qualificabile intervento di nuova costruzione.


  LA PERGOTENDA SI QUALIFICA IN TERMINI DI ELEMENTO ACCESSORIO NECESSARIO AL SOSTEGNO E ALL’ESTENSIONE DELLA TENDA  
16/06/2020
Per aversi una pergotenda occorre che l'opera principale sia costituita non dalla struttura in sé, ma dalla tenda, quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, con la conseguenza che la struttura deve qualificarsi in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all'estensione della tenda; solo al ricorrere di tali caratteristiche, in linea generale, per la pergotenda non serve il permesso di costruire, potendo essere ricondotta all'attività di edilizia libera, in quanto arredo funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio esterno all'unità a cui accede e, quindi, riconducibile agli interventi manutentivi liberi ai sensi dell'art. 6, comma 1, del d.p.r. 380/2001.


  IL BOSCO HA REQUISITI DIMENSIONALI E UNA COMPONENTE NATURALISTICA, A CUI NON APPARTENGONO I FRUTTETI PRIVI DI CARATTERISTICHE FORESTALI
11/06/2020
Ai fini della ricognizione del bosco, si attribuisce rilievo, in aggiunta a requisiti dimensionali, anche a una componente naturalistica qualitativa costituita da: vegetazione forestale, castagneti, sugherete, macchia mediterranea, non essendo ad esso riconducibili i frutteti privi ontologicamente di caratteristiche forestali.


  REALIZZAZIONE O AMPLIAMENTO DI STRUTTURE SANITARIE: AL COMUNE LE VERIFICHE URBANISTICO-EDILIZIE, ALLA REGIONE SUI REQUISITI MINIMI E LA PROGRAMMAZIONE
05/06/2020
La realizzazione o l'ampliamento di una struttura sanitaria presuppone una verifica, da parte della Regione, non sulla conformità urbanistico-edilizia dell'intervento, spettando piuttosto tale esame al Comune, bensì sulla presenza dei requisiti minimi connessi alle strutture da realizzare, nonché sulla coerenza con le esigenze poste dalla programmazione sanitaria, in funzione di un duplice parametro costituito dal fabbisogno complessivo e dalla localizzazione territoriale, in relazione alla diffusione di altre strutture sanitarie presenti in ambito regionale.


  NON È PRECARIA UN'OPERA CHE SODDISFA ESIGENZE CHE NON SONO TEMPORANEE, ANCHE SE REALIZZATA CON MATERIALI FACILMENTE AMOVIBILI
26/05/2020
Al fine di valutare se un manufatto sia rilevante sotto il profilo urbanistico ed edilizio, si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera se è realizzata per soddisfare esigenze che non sono temporanee non può beneficiare del regime proprio delle opere precarie anche quando le opere sono state realizzate con materiali facilmente amovibili.


  LE ATTIVITÀ DI PAVIMENTAZIONE DEVONO ESSERE ASSENTITE DAL COMUNE SE COMPORTANO UNA TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA DEL TERRITORIO
11/05/2020
Le attività di pavimentazione sul terreno devono essere assentite dal Comune ove comportanti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, da intendersi integrata non solo in caso di attività di edificazione, ma anche qualora la modificazione dello stato materiale e della conformazione del suolo appaia preordinata alla modifica della precedente destinazione d'uso.


  LA PERGOTENDA NON PUÒ CONSIDERARSI UNA NUOVA COSTRUZIONE ANCHE SE DESTINATA A RIMANERE COSTANTEMENTE CHIUSA POICHÈ NON CREA NUOVI VOLUMI E SUPERFICI
05/05/2020
La pergotenda, in quanto integrata alla struttura portante, non può considerarsi una "nuova costruzione", anche laddove per ipotesi destinata a rimanere costantemente chiusa, posto che essa è in materiale plastico e retrattile, onde non presenta caratteristiche tali da costituire un organismo edilizio rilevante, comportante trasformazione del territorio. Infatti la copertura e la chiusura perimetrale che essa realizza non presentano elementi di fissità, stabilità e permanenza, per il carattere retrattile della tenda e dei pannelli, onde, in ragione della inesistenza di uno spazio chiuso stabilmente configurato, non può parlarsi di organismo edilizio connotantesi per la creazione di nuovo volume o superficie.


  UNA LOGGIA COPERTA CHE VIENE INCORPORATA DI NEL RELATIVO ALLOGGIO NON PUÒ IN ALCUN MODO QUALIFICARSI COME PERTINENZA IN SENSO URBANISTICO
29/04/2020
Anche a voler riconoscere la naturale attitudine di una loggia, in quanto coperta, ad essere agevolmente inglobata nell'alloggio, per migliorarne la fruibilità finanche in termini di sicurezza, il relativo intervento di incorporazione non può in alcun modo qualificarsi come pertinenza in senso urbanistico, in quanto integra un nuovo locale autonomamente utilizzabile il quale viene ad aggregarsi ad un preesistente organismo edilizio, per ciò solo trasformandolo in termini di sagoma, volume e superficie.


  LA FATTISPECIE DELL’EDIFICAZIONE A CORTINA NON RICHIEDE UN ALLINEAMENTO “MILLIMETRICO” TRA GLI EDIFICI COSTRUITI IN ADERENZA  
28/04/2020
Perché si versi nella fattispecie dell'edificazione a cortina non è richiesto un allineamento "millimetrico" tra gli edifici costruiti in aderenza, dovendo il concetto di allineamento dell'edificazione essere inteso non in senso rigidamente formale ma come rispetto sostanziale dei requisiti della linearità e continuità con la preesistente edificazione.


  I GAZEBO POGGIANTI SU PIATTAFORME DI CALCESTRUZZO NON SONO PRECARI MA FUNZIONALI A SODDISFARE ESIGENZE PERMANENTI
20/04/2020
I gazebo poggianti su piattaforme di calcestruzzo sono strutture non precarie bensì funzionali a soddisfare esigenze permanenti; gli stessi costituiscono pertanto manufatti in grado di alterare lo stato dei luoghi, con ricadute sul carico urbanistico.


  UN MANUFATTO È PRECARIO E NON OCCORRE IL TITOLO EDILIZIO SE È FACILMENTE RIMOVIBILE E FUNZIONALE A SODDISFARE UNA ESIGENZA OGGETTIVAMENTE TEMPORANEA
09/04/2020
Al fine di verificare se una determinata opera abbia carattere precario, che è condizione per l'accertamento della non necessarietà del rilascio del relativo permesso di costruire, occorre verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata; pertanto, solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.


  LA DEMOLIZIONE È TOTALE ANCHE QUANDO SOPRAVVIVANO MURI DI DIVISIONE CON GLI EDIFICI CONTIGUI CHE IMPEDISCANO LA ROVINA DELLE ALTRUI PROPRIETÀ
06/04/2020
La demolizione deve ritenersi giuridicamente totale anche nelle ipotesi in cui, all'esito dell'intervento edilizio, sopravvivano muri di divisione con gli edifici contigui, non rimuovibili integralmente senza causare la rovina delle altrui proprietà.


  LE CATEGORIE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO-TIPO DEL 2016, PUR NON APPLICABILE RATIONE TEMPORIS, POSSONO ESSERE UTILI PER DEFINIRE UN INTERVENTO EDILIZIO
31/03/2020
Le diversificate denominazioni degli elementi architettonici (quali "pensilina", "portico/porticato", "tettoia" o "veranda" et similia) che sono state di recente compiutamente declinate nel Regolamento edilizio-tipo approvato in sede di Intesa Stato-Regioni, in attuazione dell'art. 4, comma 1-sexies del d. P.R. 6 giugno 2001, n. 380, pubblicato sulla G.U. n. 268 del 16 novembre 2016, pur nel caso siano inapplicabili ratione temporis, risultano comunque innegabilmente utili al fine di individuare il paradigma cui ricondurre, almeno astrattamente, gli interventi edilizi realizzati.


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