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  LA CONCESSIONE EDILIZIA IN PRECARIO È UTILIZZATA PER ASSENTIRE OPERE DI DURATA LIMITATA E PREDETERMINATA
28/09/2020
Si ammette la validità della "concessione edilizia in precario", quale provvedimento atipico utilizzato dalle amministrazioni comunali per assentire opere, per loro natura e destinazione, di durata limitata e predeterminata, non conformi alla destinazione urbanistica della zona, giustificabili solo proprio in relazione al carattere di precarietà dell'opera e alla sua modesta consistenza, sì da non assurgere a vera e propria modificazione del territorio, precisando, peraltro, che la concessione in precario sarebbe ammissibile solo se prevista dalle norme di piano regolatore, nei limiti, con i presupposti e nei termini da esse posti, salvo i casi in cui, appunto, la precarietà stessa costituisca giudizio di non rilevanza urbanistica dell'opera.


  LE SERRE PER L'ATTIVITÀ FLOROVIVAISTICA NECESSITANO DI PERMESSO DI COSTRUIRE IN QUANTO SONO STRUTTURE STABILI
23/09/2020
Le serre per l'attività florovivaistica non sono mobili, né caratterizzate dalla stagionalità. Al contrario, si tratta di strutture stabili, utilizzate come ambienti di lavoro su base annuale, e collegate permanentemente alla destinazione commerciale degli altri edifici. In definitiva, queste serre rappresentano costruzioni inquadrabili nella categoria di cui all'art. 3 comma 1-e.5 del DPR 380/2001, e sono quindi realizzabili solo previo rilascio del permesso di costruire.


  IL MURO DI CONTENIMENTO È UN'OPERA BEN PIÙ CONSISTENTE DI UNA RECINZIONE E NECESSITA PERTANTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE
15/09/2020
Il muro di contenimento, sotto il profilo edilizio è un'opera ben più consistente di una recinzione e, soprattutto, è dotata di propria specificità ed autonomia, in relazione alla sua funzione principale; conseguendone sia la necessità del suo assoggettamento al regime concessorio, sia la legittimità della sanzione della demolizione prevista per il caso di assenza di titolo.


  LA PRECARIETÀ DI UN MANUFATTO NON DIPENDE DAL TIPO DI ANCORAGGIO AL SUOLO O DALLA NATURA DEI MATERIALI UTILIZZATI, MA DALLA SUA DESTINAZIONE
09/09/2020
La precarietà o meno di un manufatto e, dunque, il suo regime giuridico dal punto di vista urbanistico non può essere dettata dal tipo di ancoraggio al suolo o dalla natura dei materiali utilizzati, ma dalla destinazione dell'opera, con la conseguenza che l'installazione di un box prefabbricato, mediante semplice appoggio e senza ancoraggio al suolo, non sottrae, di per sé, l'intervento al regime concessorio.


  LA PRECARIETÀ DI UN MANUFATTO È VALUTATA NON CON RIFERIMENTO AI MATERIALI USATI PER LA SUA REALIZZAZIONE MA ALL’USO CUI È DESTINATO
08/09/2020
Il carattere precario di un manufatto deve essere valutato non con riferimento al tipo di materiali utilizzati per la sua realizzazione, ma avendo riguardo all'uso cui lo stesso è destinato, nel senso che, se le opere sono dirette al soddisfacimento di esigenze stabili e permanenti, deve escludersi la natura precaria dell'opera, a prescindere dai materiali utilizzati e dalla tecnica costruttiva applicata.


  LA SOLA TRASFORMAZIONE NON AUTORIZZATA DI UN CAPANNONE IN LUOGO DI CULTO NON È SANZIONABILE SE NON COMPORTA UNA VARIAZIONE DEI CARICHI URBANISTICI
27/07/2020
La sola trasformazione di un capannone, ubicato in zona destinata dagli strumenti di pianificazione urbanistica all'attività produttiva-artigianale, in luogo di culto non legittima l'adozione da parte del comune di un'ordinanza di chiusura dell'immobile e di ripristino dello stato dei luoghi: il mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, attuato senza opere, comporta una c.d. variazione essenziale sanzionabile soltanto se ed in quanto comportante una variazione dei carichi urbanistici, ritenuta sussistente nel caso di afflusso (anche potenziale) generalizzato e periodico di una moltitudine di persone per ragioni di culto.


  I LUOGHI DI CULTO, ESSENDO SUSCETTIBILI DI RICHIAMARE UN NOTEVOLE AFFLUSSO DI PERSONE, COMPORTANO UN AGGRAVIO DI CARICO URBANISTICO SUL TERRITORIO
01/07/2020
Il fondamento della disposizione di cui all'art. 52 LR Lombardia n. 12/2005 è quello di consentire all'Amministrazione comunale di poter controllare (ex ante) la conformità alla disciplina urbanistica delle strutture che, essendo suscettibili di richiamare un notevole afflusso di persone, comportano un conseguente notevole aggravio di carico urbanistico sul territorio: non assume pertanto alcun rilievo la mancata indicazione della specifica tipologia di culto praticata, essendo sufficiente che venga praticato un qualunque culto.


  LA REALIZZAZIONE DI UN MURO DI CONTENIMENTO NECESSITA DI PERMESSO DI COSTRUIRE POICHÉ TRATTASI DI NUOVA COSTRUZIONE
26/06/2020
In materia edilizia, è necessario il permesso di costruire per la realizzazione di un muro di contenimento, in quanto si tratta di un manufatto che si eleva al di sopra del suolo ed è destinato a trasformare durevolmente l'area impegnata, come tale qualificabile intervento di nuova costruzione.


  LA PERGOTENDA SI QUALIFICA IN TERMINI DI ELEMENTO ACCESSORIO NECESSARIO AL SOSTEGNO E ALL’ESTENSIONE DELLA TENDA  
16/06/2020
Per aversi una pergotenda occorre che l'opera principale sia costituita non dalla struttura in sé, ma dalla tenda, quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, con la conseguenza che la struttura deve qualificarsi in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all'estensione della tenda; solo al ricorrere di tali caratteristiche, in linea generale, per la pergotenda non serve il permesso di costruire, potendo essere ricondotta all'attività di edilizia libera, in quanto arredo funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio esterno all'unità a cui accede e, quindi, riconducibile agli interventi manutentivi liberi ai sensi dell'art. 6, comma 1, del d.p.r. 380/2001.


  IL BOSCO HA REQUISITI DIMENSIONALI E UNA COMPONENTE NATURALISTICA, A CUI NON APPARTENGONO I FRUTTETI PRIVI DI CARATTERISTICHE FORESTALI
11/06/2020
Ai fini della ricognizione del bosco, si attribuisce rilievo, in aggiunta a requisiti dimensionali, anche a una componente naturalistica qualitativa costituita da: vegetazione forestale, castagneti, sugherete, macchia mediterranea, non essendo ad esso riconducibili i frutteti privi ontologicamente di caratteristiche forestali.


  REALIZZAZIONE O AMPLIAMENTO DI STRUTTURE SANITARIE: AL COMUNE LE VERIFICHE URBANISTICO-EDILIZIE, ALLA REGIONE SUI REQUISITI MINIMI E LA PROGRAMMAZIONE
05/06/2020
La realizzazione o l'ampliamento di una struttura sanitaria presuppone una verifica, da parte della Regione, non sulla conformità urbanistico-edilizia dell'intervento, spettando piuttosto tale esame al Comune, bensì sulla presenza dei requisiti minimi connessi alle strutture da realizzare, nonché sulla coerenza con le esigenze poste dalla programmazione sanitaria, in funzione di un duplice parametro costituito dal fabbisogno complessivo e dalla localizzazione territoriale, in relazione alla diffusione di altre strutture sanitarie presenti in ambito regionale.


  NON È PRECARIA UN'OPERA CHE SODDISFA ESIGENZE CHE NON SONO TEMPORANEE, ANCHE SE REALIZZATA CON MATERIALI FACILMENTE AMOVIBILI
26/05/2020
Al fine di valutare se un manufatto sia rilevante sotto il profilo urbanistico ed edilizio, si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera se è realizzata per soddisfare esigenze che non sono temporanee non può beneficiare del regime proprio delle opere precarie anche quando le opere sono state realizzate con materiali facilmente amovibili.


  LE ATTIVITÀ DI PAVIMENTAZIONE DEVONO ESSERE ASSENTITE DAL COMUNE SE COMPORTANO UNA TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA DEL TERRITORIO
11/05/2020
Le attività di pavimentazione sul terreno devono essere assentite dal Comune ove comportanti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, da intendersi integrata non solo in caso di attività di edificazione, ma anche qualora la modificazione dello stato materiale e della conformazione del suolo appaia preordinata alla modifica della precedente destinazione d'uso.


  LA PERGOTENDA NON PUÒ CONSIDERARSI UNA NUOVA COSTRUZIONE ANCHE SE DESTINATA A RIMANERE COSTANTEMENTE CHIUSA POICHÈ NON CREA NUOVI VOLUMI E SUPERFICI
05/05/2020
La pergotenda, in quanto integrata alla struttura portante, non può considerarsi una "nuova costruzione", anche laddove per ipotesi destinata a rimanere costantemente chiusa, posto che essa è in materiale plastico e retrattile, onde non presenta caratteristiche tali da costituire un organismo edilizio rilevante, comportante trasformazione del territorio. Infatti la copertura e la chiusura perimetrale che essa realizza non presentano elementi di fissità, stabilità e permanenza, per il carattere retrattile della tenda e dei pannelli, onde, in ragione della inesistenza di uno spazio chiuso stabilmente configurato, non può parlarsi di organismo edilizio connotantesi per la creazione di nuovo volume o superficie.


  UNA LOGGIA COPERTA CHE VIENE INCORPORATA DI NEL RELATIVO ALLOGGIO NON PUÒ IN ALCUN MODO QUALIFICARSI COME PERTINENZA IN SENSO URBANISTICO
29/04/2020
Anche a voler riconoscere la naturale attitudine di una loggia, in quanto coperta, ad essere agevolmente inglobata nell'alloggio, per migliorarne la fruibilità finanche in termini di sicurezza, il relativo intervento di incorporazione non può in alcun modo qualificarsi come pertinenza in senso urbanistico, in quanto integra un nuovo locale autonomamente utilizzabile il quale viene ad aggregarsi ad un preesistente organismo edilizio, per ciò solo trasformandolo in termini di sagoma, volume e superficie.


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