Sanatorie

 
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  TRENTINO: PER GLI ABUSI ANTE-1985 LA SANZIONE PECUNIARIA È LA REGOLA E LA DEMOLIZIONE È L’ECCEZIONE
22/09/2020
Nella Provincia Autonoma di Trento, l'art. 128 comma 8 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1, consente in generale la sanatoria per gli abusi anteriori al 17 marzo 1985, con la conseguenza che per tali opere il regime ordinario si deve considerare quello della soggezione a sanzione pecuniaria, mentre tale forma di sanatoria può essere negata dal Comune solo qualora sussista il contrasto con il "contrasto con rilevanti interessi urbanistici".


  IL COMUNE DEVE RIDETERMINARSI SULL’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE ANCHE IN CASO DI SANATORIA NON TOTALMENTE SOVRAPPONIBILE
14/09/2020
L'eventuale non perfetta sovrapponibilità tra ordinanza di demolizione e istanza di sanatoria non influisce sull'obbligo da parte del Comune, in caso di accoglimento, di determinarsi nuovamente in merito alla demolizione così che comunque deve ritenersi integrato il venir meno dell'originario interesse a ricorrere avverso l'originario provvedimento.


  IL DINIEGO DI SANATORIA È VALIDAMENTE NOTIFICATO NELLE MANI DELLA MOGLIE CONVIVENTE
11/09/2020
Il provvedimento di rigetto della domanda di permesso di costruire in sanatoria è validamente notificato nelle mani della moglie convivente con l'interessato.


  PERMESSO IN SANATORIA: OCCORRE LA DOPPIA CONFORMITÀ DELL’INTERVENTO EDILIZIO ALLA DISCIPLINA URBANISTICA  
03/09/2020
Come previsto dall'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, il responsabile dell'abuso, o l'attuale proprietario dell'immobile, può ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda (c.d. doppia conformità-art. 36 d.P.R. n. 380/01).


  LA SANATORIA GIURISPRUDENZIALE NON È PIÙ AMMESSA: IL PERMESSO IN SANATORIA È OTTENIBILE SOLO CON I PRESUPPOSTI DI CUI ALL’ART. 36 DPR 380/2001
13/08/2020
Il tema della cd. sanatoria giurisprudenziale deve considerarsi normativamente superato, nonché recessivo rispetto al chiaro disposto normativo vigente e ai principi connessi al perseguimento dell'abusiva trasformazione del territorio, essendo il permesso in sanatoria ottenibile soltanto in presenza dei presupposti espressamente delineati dall'art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, ossia a condizione che l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento sia della realizzazione del manufatto sia della presentazione della domanda.


  SPETTA AL PRIVATO PROVARE L'ULTIMAZIONE DELLE OPERE EDILI DA SANARE ENTRO IL TERMINE DI LEGGE O DI QUELLE REALIZZABILI LEGITTIMAMENTE SENZA TITOLO
11/08/2020
Spetta all'interessato di provare l'ultimazione delle opere edili da sanare entro il termine di legge o di quelle realizzabili legittimamente senza titolo. Infatti, soltanto il privato ha a disposizione i documenti e gli altri elementi di prova da cui evincere, con ragionevole certezza, l'epoca in cui fu realizzato il manufatto.


  LA PROVA DELL’EFFETTIVA RICORRENZA DEI REQUISITI PER FRUIRE DELLA SANATORIA GRAVA SUL PRIVATO ISTANTE
04/08/2020
È il privato che deve provare l'effettiva ricorrenza dei requisiti per fruire delle ipotesi eccezionali di sanatoria previste dall'ordinamento, riespandendosi, altrimenti, le ordinarie e generali regole disciplinanti l'attività edilizia.


  L’ART 38 DPR 380/01 SI APPLICA AI TITOLI EDILIZI ANNULLATI PER VIZI RIMOVIBILI MA NON SE ESSI SONO INCOMPATIBILI CON LA DESTINAZIONE DI ZONA
30/07/2020
L'art. 38 D.P.R. n. 380/01 può trovare applicazione al caso di opere realizzate in base ad un titolo edilizio successivamente annullato per vizi sostanziali se emendabili e rimovibili, quale non è il caso dell'annullamento del permesso di costruire dipeso da una radicale incompatibilità delle opere assentite con la destinazione di zona.


  IL COMUNE NON PUO’ AUTORIZZARE UNA STRUTTURA E SANZIONARNE LE PARZIALI DIFFORMITA’ PER POI ORDINARE L’INTEGRALE REMISSIONE IN PRISTINO  
26/06/2020
E' contraddittorio il comportamento del Comune che, dopo aver autorizzato la realizzazione di una struttura in legno sul terrazzo di copertura dell'immobile ed aver sanzionato la parziale difformità della stessa rispetto all'autorizzazione, ordina il ripristino dei luoghi e respinge la richiesta di accertamento di conformità.


  È ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI SANATORIA DEI LOCALI REALIZZATI SULLA BASE DI UN PROCEDIMENTO COMPLESSO AL QUALE HA PARTECIPATO ANCHE IL COMUNE
25/06/2020
In caso di immobili (nella specie locali tecnici per la depurazione delle acque accessori alla piscina dell'hotel) realizzati, sulla base delle prescrizione dell'autorità sanitaria competente, all'esito di un procedimento autorizzativo al quale hanno preso parte anche i tecnici del Comune, il diniego di sanatoria è immotivato laddove non tiene conto di tale iter amministrativo.


  NON È CONSENTITA LA SANATORIA PARZIALE IN QUANTO LA COSTRUZIONE DEVE ESSERE CONSIDERATA UNITARIAMENTE
12/06/2020
La sanatoria parziale di un immobile è preclusa in quanto la costruzione oggetto della relativa domanda deve essere considerata unitariamente.


  L’ISTANZA DI SANATORIA PUO’ ESSERE PRESENTATA ANCHE DOPO L’IRROGAZIONE DI SANZIONI EDILIZIE
25/05/2020
Sebbene l'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 richiami il precedente art. 31, comma 3, esso, a ben vedere, indica comunque, quale termine ultimo per la presentazione della domanda di sanatoria, l'avvenuta irrogazione delle sanzioni amministrative su un piano di effettività e non già meramente previsionale: e tanto poiché il termine di novanta giorni ai sensi del citato art. 31, comma 3 è fissato unicamente per la demolizione volontaria del manufatto abusivo (con il corollario che dopo il decorso di detto termine la P.A. può - e deve, trattandosi di attività vincolata - procedere agli ulteriori adempimenti della serie procedimentale) mentre, fino a quando l'opera esiste nella sua integrità (e, quindi, fino all'esecuzione d'ufficio), è sempre possibile richiedere la sanatoria, che ha lo scopo di evitare le previste sanzioni amministrative. Permane dunque il potere dell'autorità amministrativa di rilasciare, sino all'esecuzione d'ufficio, il permesso di costruire in sanatoria, qualora accerti l'esistenza dei relativi presupposti.


  LE OPERE RAPPRESENTATE NEI SOLI ALLEGATI FOTOGRAFICI NON SI POSSONO RITENERE OGGETTO DELL’ISTANZA DI SANATORIA
19/05/2020
La descrizione degli interventi edilizi è presupposto imprescindibile perché l'istante possa conseguire l'auspicato titolo edilizio e costituisce un onere il cui contenuto di dettaglio è dato in funzione degli obiettivi della disciplina edilizia e precisato, in particolare, dall'art. 20 del Testo unico dell'edilizia. Gli allegati fotografici ad una istanza di sanatoria non possono essere considerati fatti probanti, sia per le ragioni testuali deducibili dal Testo unico dell'edilizia, sia perché imporrebbero all'ente pubblico un'attività di interpretazione dei contenuti dell'istanza che si porrebbe in contrasto con la volontà della parte, a cui sola spetta l'individuazione delle opere sulle quali richiede la sanatoria e per le quali è disposta a versare gli oneri dovuti.


  ESULA DALLA POTESTÀ LEGISLATIVA REGIONALE IL POTERE DI DISPORRE AUTONOMAMENTE UNA SANATORIA EDILIZIA STRAORDINARIA PER IL SOLO PROPRIO TERRITORIO
15/05/2020
Spettano alla legislazione statale le scelte di principio sul versante della sanatoria amministrativa, in particolare quelle relative all'an, al quando e al quantum. Esula, infatti, dalla potestà legislativa concorrente delle Regioni il potere di ampliare i limiti applicativi della sanatoria, oppure di allargare l'area del condono edilizio rispetto a quanto stabilito dalla legge dello Stato. A maggior ragione, esula dalla potestà legislativa regionale il potere di disporre autonomamente una sanatoria straordinaria per il solo territorio regionale.


  LA DOMANDA DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ NON DETERMINA LA PERDITA DI EFFICACIA DEL PRECEDENTE ORDINE DI DEMOLIZIONE, MA LA SUA SOSPENSIONE
11/05/2020
La domanda di accertamento di conformità ex articolo 36 del D.P.R. n. 380 del 2001 non determina la definitiva perdita di efficacia del precedente ordine di demolizione, ma solo la sua sospensione temporanea, con la conseguenza che essa riprende efficacia in caso di rigetto della domanda di sanatoria.


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