Condoni

 
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  LA DOMANDA DI CONDONO È RIFERITA NON AD UN VOLUME O AD UNA SUPERFICIE MA AD UN IMMOBILE SPECIFICO GIÀ REALIZZATO ED EFFETTIVAMENTE ESISTENTE
12/08/2020
La domanda di condono è specificamente riferita non ad un volume o ad una superficie ma ad uno specifico immobile già realizzato. Infatti, il condono riguarda opere effettivamente esistenti e non solo un volume esistente alla data indicata dal legislatore, come risulta dalle stesse prescrizioni delle leggi sul condono che hanno richiesto la descrizione delle opere e la presentazione di fotografie (cfr. art. 35, comma 3, lettera b), legge n. 47 del 1985; art. 39, comma 4, legge n. 724 del 1994; art. 32, comma 35, della legge n. 269 del 2003) al fine di verificare la concreta conformazione dell'opera abusiva al momento della sua originaria realizzazione già avvenuta alla data della domanda di condono.


  E' LEGITTIMO IL DINIEGO DI CONDONO SE UN'AEROFOTOGRAMMETRIA SUCCESSIVA ALLA SCADENZA DI LEGGE RITRAE L'AREA PRIVA DI COSTRUZIONI
11/08/2020
È legittimo il diniego di concessione edilizia in sanatoria se un'aerofotogrammetria dimostra che alla data prevista dalla legge (nella specie, alla data del 31 dicembre del 1976 ai sensi dell'art. 15 lettera a) della L.R. Sicilia 78/76) il terreno risultava completamente libero da costruzioni, e le critiche che rivolte a tale rilievo aerofotogrammetrico sono generiche e non mettono mai a fuoco il nodo della questione, che attiene alla corretta localizzazione nel tempo e nello spazio dell'immobile.


  L'ONERE DELLA PROVA CIRCA L'ULTIMAZIONE DEI LAVORI ENTRO LA DATA UTILE PER OTTENERE IL CONDONO GRAVA SUL RICHIEDENTE LA SANATORIA
07/08/2020
L'onere della prova circa l'ultimazione dei lavori entro la data utile per ottenere il condono grava sul richiedente la sanatoria, dal momento che solo l'interessato può fornire inconfutabili atti, documenti ed elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione del manufatto da sanare.


  IL CONDONO EDILIZIO DI CUI ALL’ART. 32, COMMA 25, D.L. 269/2003 SI APPLICA SOLTANTO A NUOVE COSTRUZIONI RESIDENZIALI
14/07/2020
Le disposizioni sul condono edilizio di cui all'art. 32, comma 25, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 (convertito con modifiche dalla L. 24 novembre 2003, n. 326), trovano applicazione soltanto a nuove costruzioni residenziali, con esclusione, pertanto, di quelle non aventi siffatta destinazione.


  IL CONDONO DI OPERE ABUSIVE IN ZONE VINCOLATE NECESSITA DEL PARERE ESPRESSO DALL’AMMINISTRAZIONE PREPOSTA ALLA GESTIONE DEL VINCOLO
10/07/2020
Qualora il procedimento di condono abbia ad oggetto opere abusive realizzate in zone vincolate, l'Amministrazione comunale non può statuire sull'istanza di sanatoria avendo riguardo alla sola destinazione urbanistica dell'area, essendo tenuta ad acquisire il parere espresso dall'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo, avente, peraltro, natura vincolante ai fini della sanatoria.


  ART. 39 L. N. 724/1994: LA SOGLIA MASSIMA DEI 750 MC IVI PREVISTA È UN LIMITE OGGETTIVO AI FINI DELLA SANABILITÀ DEGLI ABUSI EDILIZI
30/06/2020
La soglia massima dei 750 mc prevista dall'art. 39, comma 1, della L. n. 724/1994, ai fini della sanabilità degli abusi edilizi, costituisce un limite insuperabile di natura oggettiva riguardante il bene, per cui risulta del tutto irrilevante sia la divaricazione soggettiva tra colui che chiede il condono (o gli subentra) e l'autore dell'illecito, sia lo stato di buona fede e di affidamento di chi ambisce a ottenere la sanatoria.


  IN TEMA DI CONDONO IL VINCOLO VA VALUTATO QUANDO VIENE ESAMINATA L’ISTANZA DI CONDONO ESSENDO IRRILEVANTE IL TEMPO IN CUI IL VINCOLO È INTRODOTTO
29/06/2020
In tema di condono di cui alla l. n. 47/85, il vincolo va valutato al momento in cui viene esaminata la domanda di condono, essendo, per contro, irrilevante il tempo in cui il vincolo è stato introdotto; la P.A., infatti, a norma dell'articolo 97, comma 2, Cost. ha l'obbligo di osservare la legge e conseguentemente deve tener conto, nel momento in cui provvede, delle norme vigenti e delle qualificazioni giuridiche che esse impongono.


  CONDONO: IL CD RUSTICO SI RIFERISCE AL COMPLETAMENTO DELLE STRUTTURE ESSENZIALI, CHE CONFIGURANO L’OPERA NELLA SUA FONDAMENTALE VOLUMETRIA
24/06/2020
In materia di condono edilizio, il concetto di "ultimazione" dei lavori è esplicitato dall'articolo 31 della legge 47/1985: l'esecuzione del cd. "rustico" si riferisce al completamento di tutte le strutture essenziali, tra le quali vanno annoverate le tamponature esterne, che determinano l'isolamento dell'immobile dalle intemperie e configurano l'opera nella sua fondamentale volumetria.


  CONDONO IN AREA VINCOLATA: È IRRILEVANTE CHE IL VINCOLO PREESISTA O MENO ALL’IMMOBILE DA CONDONARE
24/06/2020
In sede di condono di immobile in area vincolata, è irrilevante la questione relativa alla preesistenza, o meno, dell'opera abusiva rispetto all'imposizione del vincolo paesaggistico, attesa la persistente necessità di acquisire il nulla-osta dell'autorità preposta alla gestione vincolo in ordine all'assentibilità della domanda di condono, in funzione dell'esigenza di vagliare l'attuale compatibilità del manufatto realizzato abusivamente con lo speciale regime di tutela dei valori paesaggistici compendiati nel vincolo.


  IL RILASCIO DI TITOLO EDILIZIO IN SANATORIA PER OPERE SU IMMOBILI VINCOLATI È SUBORDINATO AL PARERE FAVOREVOLE DELLE PA PREPOSTE A TUTELA DEL VINCOLO
23/06/2020
A norma del combinato disposto degli art. 32 l. n. 47/85 e 39 l. 724/94 il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo


  IL MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO DURANTE LA PENDENZA DELLA PRATICA DI CONDONO NE COMPORTA L’ARCHIVIAZIONE
22/06/2020
Nella pendenza della domanda di condono non è consentito alcun intervento modificativo della consistenza materiale del manufatto edilizio che ne è oggetto, pena l'archiviazione del relativo procedimento, e tale divieto di immutazione riguarda anche la destinazione d'uso.


  IL PARERE NEGATIVO DELLA SOPRINTENDENZA RENDE IL DINIEGO DI CONDONO UN ATTO DOVUTO
19/06/2020
Il diniego di condono edilizio costituisce atto vincolato dal presupposto parere negativo della soprintendenza (nella specie divenuto definitivo a seguito del rigetto del ricorso straordinario proposto avverso il medesimo), non residuando spazi di discrezionalità in capo alla p.a. comunale.


  LA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI SUCCESSIVAMENTE ALL’ISTANZA DI SANATORIA RENDE INACCOGLIBILE IL CONDONO
11/06/2020
La normativa sul condono postula la permanenza dell'immobile da regolarizzare e non ammette, in pendenza del procedimento, la demolizione e l'impiego di materiali di costruzione diversi da quelli originari: la diversità del materiale costruttivo impiegato comporta la qualificazione dell'intervento come sostituzione edilizia, mancando la continuità tra vecchia e nuova costruzione, che caratterizza gli interventi di consolidamento, e la attuale riconoscibilità del manufatto originario oggetto dell'istanza di condono, per cui gli unici interventi edilizi consentiti su di esso sono quelli diretti a garantirne l'integrità e la conservazione e non possono spingersi sino alla demolizione e ricostruzione (né totale né parziale), salvo che essi risultino in qualche modo indispensabili. Il condono riguarda opere effettivamente esistenti e non solo un volume esistente alla data indicata dal legislatore, come si ricava dalle stesse prescrizioni delle leggi sul condono, che hanno richiesto la descrizione delle opere e la presentazione di fotografie.


  È LEGITTIMO IL DINIEGO DI CONDONO SE L’INTERVENTO REALIZZATO PRIMA DELLA DATA LIMITE È MOLTO DIVERSO DA QUELLO DI CUI SI RICHIEDE LA SANATORIA
09/06/2020
È legittimo il diniego di condono in caso di grande diversità tra le opere esistenti alla data anteriore al 31 dicembre 1993 (nella specie una costruzione ad un solo piano fuori terra costituito da due vani da adibire a stalla e fienile o deposito mangimi, peraltro risultante ancora in fase di realizzazione nel marzo 1994) e quelle oggetto di domanda di condono (nella specie una casa di civile abitazione costituita da sala, tre camere da letto, cucina, disimpegno e doppi servizi), non potendosi applicare in tal caso l'articolo 31 della legge n. 47/1995.


  IL GIUDICE AMMINISTRATIVO DEVE ACQUISIRE ANCHE D’UFFICIO LA PROVA DELLA PRESENTAZIONE E COMPLETEZZA DELLA DOMANDA DI CONDONO
04/06/2020
Ben può - rectius, deve - il Giudice, eventualmente a mezzo dei poteri istruttori anche officiosamente esercitabili, acquisire documentati elementi di riscontro in ordine alla presentazione e/o completezza dell'istanza di condono.


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