Condoni

 
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  ART. 39 L. N. 724/1994: LA SOGLIA MASSIMA DEI 750 MC IVI PREVISTA È UN LIMITE OGGETTIVO AI FINI DELLA SANABILITÀ DEGLI ABUSI EDILIZI
30/06/2020
La soglia massima dei 750 mc prevista dall'art. 39, comma 1, della L. n. 724/1994, ai fini della sanabilità degli abusi edilizi, costituisce un limite insuperabile di natura oggettiva riguardante il bene, per cui risulta del tutto irrilevante sia la divaricazione soggettiva tra colui che chiede il condono (o gli subentra) e l'autore dell'illecito, sia lo stato di buona fede e di affidamento di chi ambisce a ottenere la sanatoria.


  IN TEMA DI CONDONO IL VINCOLO VA VALUTATO QUANDO VIENE ESAMINATA L’ISTANZA DI CONDONO ESSENDO IRRILEVANTE IL TEMPO IN CUI IL VINCOLO È INTRODOTTO
29/06/2020
In tema di condono di cui alla l. n. 47/85, il vincolo va valutato al momento in cui viene esaminata la domanda di condono, essendo, per contro, irrilevante il tempo in cui il vincolo è stato introdotto; la P.A., infatti, a norma dell'articolo 97, comma 2, Cost. ha l'obbligo di osservare la legge e conseguentemente deve tener conto, nel momento in cui provvede, delle norme vigenti e delle qualificazioni giuridiche che esse impongono.


  CONDONO: IL CD RUSTICO SI RIFERISCE AL COMPLETAMENTO DELLE STRUTTURE ESSENZIALI, CHE CONFIGURANO L’OPERA NELLA SUA FONDAMENTALE VOLUMETRIA
24/06/2020
In materia di condono edilizio, il concetto di "ultimazione" dei lavori è esplicitato dall'articolo 31 della legge 47/1985: l'esecuzione del cd. "rustico" si riferisce al completamento di tutte le strutture essenziali, tra le quali vanno annoverate le tamponature esterne, che determinano l'isolamento dell'immobile dalle intemperie e configurano l'opera nella sua fondamentale volumetria.


  CONDONO IN AREA VINCOLATA: È IRRILEVANTE CHE IL VINCOLO PREESISTA O MENO ALL’IMMOBILE DA CONDONARE
24/06/2020
In sede di condono di immobile in area vincolata, è irrilevante la questione relativa alla preesistenza, o meno, dell'opera abusiva rispetto all'imposizione del vincolo paesaggistico, attesa la persistente necessità di acquisire il nulla-osta dell'autorità preposta alla gestione vincolo in ordine all'assentibilità della domanda di condono, in funzione dell'esigenza di vagliare l'attuale compatibilità del manufatto realizzato abusivamente con lo speciale regime di tutela dei valori paesaggistici compendiati nel vincolo.


  IL RILASCIO DI TITOLO EDILIZIO IN SANATORIA PER OPERE SU IMMOBILI VINCOLATI È SUBORDINATO AL PARERE FAVOREVOLE DELLE PA PREPOSTE A TUTELA DEL VINCOLO
23/06/2020
A norma del combinato disposto degli art. 32 l. n. 47/85 e 39 l. 724/94 il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo


  IL MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO DURANTE LA PENDENZA DELLA PRATICA DI CONDONO NE COMPORTA L’ARCHIVIAZIONE
22/06/2020
Nella pendenza della domanda di condono non è consentito alcun intervento modificativo della consistenza materiale del manufatto edilizio che ne è oggetto, pena l'archiviazione del relativo procedimento, e tale divieto di immutazione riguarda anche la destinazione d'uso.


  IL PARERE NEGATIVO DELLA SOPRINTENDENZA RENDE IL DINIEGO DI CONDONO UN ATTO DOVUTO
19/06/2020
Il diniego di condono edilizio costituisce atto vincolato dal presupposto parere negativo della soprintendenza (nella specie divenuto definitivo a seguito del rigetto del ricorso straordinario proposto avverso il medesimo), non residuando spazi di discrezionalità in capo alla p.a. comunale.


  LA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI SUCCESSIVAMENTE ALL’ISTANZA DI SANATORIA RENDE INACCOGLIBILE IL CONDONO
11/06/2020
La normativa sul condono postula la permanenza dell'immobile da regolarizzare e non ammette, in pendenza del procedimento, la demolizione e l'impiego di materiali di costruzione diversi da quelli originari: la diversità del materiale costruttivo impiegato comporta la qualificazione dell'intervento come sostituzione edilizia, mancando la continuità tra vecchia e nuova costruzione, che caratterizza gli interventi di consolidamento, e la attuale riconoscibilità del manufatto originario oggetto dell'istanza di condono, per cui gli unici interventi edilizi consentiti su di esso sono quelli diretti a garantirne l'integrità e la conservazione e non possono spingersi sino alla demolizione e ricostruzione (né totale né parziale), salvo che essi risultino in qualche modo indispensabili. Il condono riguarda opere effettivamente esistenti e non solo un volume esistente alla data indicata dal legislatore, come si ricava dalle stesse prescrizioni delle leggi sul condono, che hanno richiesto la descrizione delle opere e la presentazione di fotografie.


  È LEGITTIMO IL DINIEGO DI CONDONO SE L’INTERVENTO REALIZZATO PRIMA DELLA DATA LIMITE È MOLTO DIVERSO DA QUELLO DI CUI SI RICHIEDE LA SANATORIA
09/06/2020
È legittimo il diniego di condono in caso di grande diversità tra le opere esistenti alla data anteriore al 31 dicembre 1993 (nella specie una costruzione ad un solo piano fuori terra costituito da due vani da adibire a stalla e fienile o deposito mangimi, peraltro risultante ancora in fase di realizzazione nel marzo 1994) e quelle oggetto di domanda di condono (nella specie una casa di civile abitazione costituita da sala, tre camere da letto, cucina, disimpegno e doppi servizi), non potendosi applicare in tal caso l'articolo 31 della legge n. 47/1995.


  IL GIUDICE AMMINISTRATIVO DEVE ACQUISIRE ANCHE D’UFFICIO LA PROVA DELLA PRESENTAZIONE E COMPLETEZZA DELLA DOMANDA DI CONDONO
04/06/2020
Ben può - rectius, deve - il Giudice, eventualmente a mezzo dei poteri istruttori anche officiosamente esercitabili, acquisire documentati elementi di riscontro in ordine alla presentazione e/o completezza dell'istanza di condono.


  È LEGITTIMO DENEGARE IL CONDONO SE L’IMMOBILE È STATO OGGETTO DI ULTERIORI INTERVENTI ABUSIVI DOPO LA PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA
03/06/2020
Laddove sia presentata una istanza di condono e vangano eseguite ulteriori opere abusive, l'immobile non è condonabile.


  LA PERIZIA GIURATA NON PREVALE SULLE FOTO SUFFICIENTEMENTE CHIARE DEL FABBRICATO DA CONDONARE
01/06/2020
La perizia giurata di parte, atto extraprocessuale non formato in contraddittorio, non è in grado di sovvertire l'antecedente realtà, asseverata all'epoca dall'amministrazione e rappresentata da fotografie sufficientemente chiare (in particolare nell'esplicitare, nella specie, che il manufatto fosse aperto su tre lati).


  IL CONDONO IN ZONA VINCOLATA È LIMITATO AL RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO O MANUTENZIONE STRAORDINARIA SU IMMOBILI ESISTENTI
25/05/2020
L'applicabilità del c.d. terzo condono in riferimento alle opere realizzate in zona vincolata è limitata alle sole opere di restauro e risanamento conservativo o di manutenzione straordinaria, su immobili già esistenti, se ed in quanto conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.


  SOLO IL RICHIEDENTE È IL SOGGETTO INTERLOCUTORE DEL PROCEDIMENTO DI CONDONO EDILIZIO NONCHÉ IL FORMALE DESTINATARIO DEL PROVVEDIMENTO FINALE
21/05/2020
L'art. 35 della l.n. 47/1985 (che trova applicazione anche con riguardo alle istanze presentate ex art. 32 d.l. n. 269/2003) prevede che "il diniego di sanatoria è notificato al richiedente" ed un'interpretazione restrittiva della norma trova ragionevole rispondenza in evidenti esigenze di certezza e celerità che devono assistere procedimenti e provvedimenti riguardanti beni ed interessi di rilevanza generale, come la tutela del territorio, soprattutto ove con la stessa venga ad interferire un regime derogatorio quale quello introdotto da norme di sanatoria di interventi realizzati in assenza di titolo edilizio o in difformità dalla disciplina urbanistica vigente; ne discende che del tutto ragionevolmente il legislatore ha indicato il solo richiedente come soggetto interlocutore del procedimento di condono, nonché quale formale destinatario del provvedimento finale.


  ART. 31 LEGGE N. 47/1985: SONO CONDONABILI LE SOLE OPERE CHE, PER QUANTO ABUSIVE, SIANO STATE GIÀ ULTIMATE ENTRO UNA CERTA DATA
14/05/2020
Ciò che il legislatore ha inteso statuire con l'art. 31 della legge n. 47/1985 è che sono condonabili le sole opere che, per quanto abusive, siano state "già ultimate", ma non anche (e non certo) che possono essere condonate esclusivamente le opere che entro una certa data siano state "rese conformi" alle disposizioni urbanistiche.


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