Demolizione

 
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  LA TRASFORMAZIONE DI UN BALCONE O DI UN TERRAZZO IN VERANDA È SOGGETTA A PERMESSO DI COSTRUIRE: IN MANCANZA, VA COMMINATA LA SANZIONE DEMOLITORIA
07/07/2020
La trasformazione di un balcone o di un terrazzo in veranda non costituisce realizzazione di una pertinenza, né intervento di manutenzione straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a permesso di costruire, determinando l'aumento della superficie utile di un appartamento e la modifica della sagoma dell'edificio; in mancanza del titolo, ne consegue l'assoggettamento alla sanzione di tipo demolitorio e non meramente pecuniario, giusta la previsione di cui all'art. 33 d.p.r. n. 380/2001.


  L'ORDINE DI DEMOLIZIONE È ATTO VINCOLATO E NON È AMMISSIBILE UN AFFIDAMENTO TUTELABILE ALLA CONSERVAZIONE DI UNA SITUAZIONE DI FATTO ABUSIVA
02/07/2020
L'ordine di demolizione è atto vincolato, per la cui adozione non è necessaria la valutazione specifica delle ragioni di interesse pubblico, né la comparazione di questi con gli interessi privati coinvolti, né tantomeno una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, non essendo in alcun modo ammissibile l'esistenza di un affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva.


  IL PROVVEDIMENTO REPRESSIVO DI UN ABUSO EDILIZIO È DOVEROSO E VINCOLATO, PURCHÉ NE SUSSISTANO I PRESUPPOSTI DI FATTO E DI DIRITTO  
01/07/2020
Il provvedimento con il quale si ingiunge la rimessione in pristino rispetto ad un abuso edilizio è doveroso e vincolato, purché ne sussistano i presupposti di fatto e di diritto, ovvero l'esistenza delle opere e il loro carattere di abuso passibile di demolizione.


  IL PROVVEDIMENTO CHE PRESCRIVE LA DEMOLIZIONE O LA RIDUZIONE IN PRISTINO DI UN IMMOBILE OGGETTO DI SEQUESTRO È INEFFICACE
18/06/2020
Il provvedimento che prescrive la demolizione o la riduzione in pristino di un immobile oggetto di sequestro è affetto da vizio di nullità ai sensi dell'art. 21 septies della legge n. 241 del 1990 (in relazione agli artt. 1346 e 1418 c.c.) e, quindi, radicalmente inefficace, per l'assenza di un elemento essenziale dell'atto, tale dovendosi intendere la possibilità giuridica dell'oggetto del comando. Ne consegue che solo il venir meno del sequestro consente ex se all'Amministrazione di ingiungere o di reiterare la demolizione.


  LA DOMANDA DI TITOLO EDILIZIO IN SANATORIA RENDE INEFFICACE LA DEMOLIZIONE DI OPERE ABUSIVE E IMPROCEDIBILE IMPUGNARE L’ORDINANZA DEMOLITORIA
17/06/2020
La presentazione della domanda di rilascio di permesso di costruire in sanatoria, ex art. 36, d.P.R. n. 380/2001, produce l'effetto di rendere inefficace l'ordinanza di demolizione delle opere abusive e, quindi, improcedibile l'impugnazione della stessa per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione; invero il riesame dell'abusività dell'opera provocato dalla predetta istanza di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (esplicito od implicito, di accoglimento o di rigetto) che vale a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa; con la conseguenza che, nell'ipotesi di rigetto dell'istanza, l'Amministrazione dovrà adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio e assegnare un nuovo termine per adempiere.


  L'OPERA ASTRATTAMENTE REALIZZABILE CON D.I.A MA CHE RISULTI IN VIOLAZIONE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE È SANZIONABILE CON LA DEMOLIZIONE
15/06/2020
In presenza di abusivismo edilizio, ai sensi degli artt. 22 e 37, comma 1, d.p.r. n. 380/2001, l'applicabilità della sanzione pecuniaria è limitata ai soli interventi astrattamente realizzabili previa denuncia d'inizio attività che siano, altresì, conformi agli strumenti urbanistici vigenti. Pertanto, laddove manchino i presupposti per l'intervento, come, per l'appunto, nel caso in cui l'opera sia stata posta in essere in violazione del regolamento edilizio comunale, è ammessa l'adozione dell'ordinanza di demolizione.


  L'ORDINE DI DEMOLIZIONE NON DEVE NECESSARIAMENTE CONTENERE L'INDIVIDUAZIONE DELL'AREA DA ACQUISIRE IN CASO DI INOTTEMPERANZA AD ESSO
12/06/2020
L'individuazione dell'area da acquisire per inottemperanza all'ordinanza di demolizione non deve essere necessariamente contenuta nel provvedimento ingiuntivo della demolizione, a pena di illegittimità di questo, ben potendo essere riportata nel momento in cui si procede col distinto atto per l'acquisizione del bene.


  AL FINE DELLA DEMOLIZIONE DI UN INTERVENTO ABUSIVO IN ZONA VINCOLATA, RILEVA L’ASSOLUTA CARENZA DI TITOLO ABILITATIVO
27/05/2020
A prescindere dal titolo edilizio ritenuto più idoneo e corretto per realizzare l'intervento edilizio in zona vincolata (DIA o permesso di costruire), ciò che rileva, al fine dell'irrogazione della sanzione ripristinatoria, è il fatto che lo stesso è stato posto in essere in zona vincolata ed in assoluta carenza di titolo abilitativo, sia sotto il profilo paesaggistico, che urbanistico.


  È ILLEGITTIMA LA SANZIONE EDILIZIA CHE NON INDICA LE RAGIONI PREVALENTI SULL’AFFIDAMENTO PRIVATO RICHIESTE CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO
19/05/2020
Laddove gli effetti di una sentenza passata in giudicato, sul piano della successiva attività conformativa cui il Comune è tenuto, siano quelli di una necessaria ed espressa presa di posizione (dal punto di vista della motivazione) in ordine a quali siano le reali e legittime necessità (ove esistenti) che indurrebbero a costringere i privati a demolire manufatti ormai esistenti da un lungo lasso di tempo (necessità concrete e diverse da quelle riferibili ad una generica e tradizionale formula di stile evocativa della esigenza mera di un ripristino della ‘legalità violata'), è illegittima l'ordinanza di demolizione nella quale tale presa di posizione (ed adozione di correlata motivazione) risulta invece mancata.


  L’OMESSA NOTIFICA ALL’USUFRUTTUARIO NON RENDE ILLEGITTIMA L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE
06/05/2020
L'Amministrazione in sede di emanazione di un ordine di demolizione, deve notificare il provvedimento al proprietario del bene, quale risultante dai registri catastali (ferma, ovviamente, la possibilità per l'usufruttuario di impugnare autonomamente il provvedimento, del quale sia venuto a conoscenza, qualora ne ricorrano i presupposti), in quanto: da un lato, si suppone, sino a prova contraria, che il proprietario sia quanto meno corresponsabile dell'abuso (e che, comunque, conservi con il bene una relazione tale da consentirgli di rimediare a eventuali abusi perpetrati sul proprio terreno); dall'altro, l'Amministrazione non ha l'onere di effettuare complessi accertamenti dei rapporti interprivati che abbiano eventualmente inciso sulla disponibilità del bene.


  NON SUSSISTE ALCUN LEGITTIMO AFFIDAMENTO SE TRASCORRE UN LUNGO LASSO DI TEMPO TRA LA REALIZZAZIONE DELL’ABUSO E L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE
30/04/2020
Il lungo lasso di tempo trascorso tra la realizzazione delle opere e l'adozione dell'ordinanza di demolizione non può ingenerare un legittimo affidamento, posto che non può ammettersi l'esistenza di alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può in alcun modo legittimare.


  ABUSO EDILIZIO SU AREA EDIFICABILE: L’AMMINISTRAZIONE DEVE VALUTARE LA POSSIBILITA’ DI UN’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE PARZIALE
27/04/2020
A fronte di un annullamento della concessione edilizia basato soltanto sull'emergere di una erronea parziale qualificazione urbanistica del sito, qualificazione peraltro relativa a una parte non prevalente dell'area, è illegittima la secca opzione demolitoria fatta propria dal Comune, dovendosi invece esaminare la possibilità di salvare le parti assentibili in base all'indice di edificabilità effettivamente praticabile (e cioè conformi alla normativa urbanistica del luogo), evitando - così - all'interessato un danno sproporzionato per eccesso.


  LA DEMOLIZIONE È LA PRIMA ED OBBLIGATORIA FASE NEL REPRIMERE GLI ABUSI EDILIZI: LA SANZIONE PECUNIARIA PUÒ SOSTITUIRLA SOLO IN CASO DI INOTTEMPERANZA
21/04/2020
Mentre l'ingiunzione di demolizione costituisce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo degli abusi edilizi, in quanto ha natura di diffida e presuppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria (art. 33, co. 2, d.P.R. 380/2001) può essere effettuato soltanto in un secondo momento, cioè quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine (indirizzato ai competenti uffici dell'Amministrazione) di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire o delle opere edili costruite in parziale difformità dallo stesso.


  L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE È MOTIVATA SUFFICIENTEMENTE CON LA COMPIUTA DESCRIZIONE DELLE OPERE ABUSIVE E L’INDIVIDUAZIONE DELLA NORMA APPLICATA
20/04/2020
L'ordinanza di demolizione, essendo un atto dovuto e rigorosamente vincolato, non necessita di particolare motivazione, pertanto può ritenersi adeguata e autosufficiente la motivazione siano rinvenibili la compiuta descrizione delle opere abusive, la constatazione della loro esecuzione in assenza o difformità dal permesso di costruire e l'individuazione della norma applicata.


  LA POSSIBILITA’ DI SOSTITUIRE LA DEMOLIZIONE CON UNA SANZIONE PECUNIARIA NON È ESPRESSIONE DI UN PRINCIPIO GENERALE
17/04/2020
Dall'art. 34 d.P.R. 380/2001 non si può ricavare un principio generale da applicare anche alla differente fattispecie di lavori eseguiti in totale difformità o in variazione essenziale, perché l'impianto delineato dal testo unico dell'edilizia, nel sanzionare gli abusi edilizi, distingue nettamente gli "interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali" (art. 31) dagli "interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire" (art. 34).


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