Pecuniarie

 
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  LA SANZIONE PECUNIARIA PER IMPOSSIBILITÀ DI RIMESSIONE IN PRISTINO DEVE ESSERE COMMISURATA AL VALORE DELL’OPERA AL MOMENTO IN CUI È APPLICATA
05/06/2020
Ai sensi dell'art. 33 T.U. edilizia, nel caso di intervento eseguito senza permesso di costruire, la sanzione normale è la rimessione in pristino; quando ciò non sia materialmente possibile, la norma prevede come alternativa la sanzione pecuniaria, la quale, per ragioni logiche prima che giuridiche, deve essere commisurata, come criterio di massima, in modo tale da non favorire il trasgressore rispetto alla sanzione del ripristino in natura. In altre parole, il trasgressore deve essere costretto a restituire per equivalente in denaro alla collettività, rappresentata dal Comune, l'intera indebita utilità realizzata, e ciò avviene solo se si tiene conto del valore dell'opera al momento in cui la sanzione è applicata.


  SOLO IN CASO DI INTERVENTI ESEGUITI IN PARZIALE DIFFORMITÀ, LA SANZIONE PECUNIARIA PUÒ COMMINARSI IN DEROGA ALLA REGOLA GENERALE DELLA DEMOLIZIONE
12/05/2020
Solo in caso di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo, la sanzione pecuniaria può costituire una deroga alla regola generale della demolizione negli illeciti edilizi (art. 12, comma 2, della legge n. 47 del 1985; art. 34 del d.P.R. n. 380 del 2001).


  LA SANZIONE PECUNIARIA SOSTITUTIVA DELLA DEMOLIZIONE È DECISA DALLA P.A. NELLA FASE ESECUTIVA DELL’ORDINE DI REPRESSIONE
13/03/2020
L'applicabilità della sanzione pecuniaria sostitutiva può essere decisa dall'Amministrazione solo nella fase esecutiva dell'ordine di demolizione e non prima, sulla base di un motivato accertamento tecnico.


  IL CALCOLO DELLA SANZIONE PECUNIARIA SOSTITUTIVA DELLA DEMOLIZIONE VA FATTO IN RIFERIMENTO ALLA SUPERFICIE DELLE OPERE ABUSIVAMENTE REALIZZATE
03/03/2020
Il calcolo della sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione di cui all'art. 33 d.p.r. 380/2001 viene effettuato non in relazione ad una valutazione dell'aumento di valore che l'immobile ha tratto dalla opera abusiva, nel senso complessivo del maggior pregio che l'immobile può avere tratto dall'abuso, ma in riferimento alla superficie delle opere illecitamente realizzate.


  LA POSSIBILITÀ DI SOSTITUIRE LA SANZIONE DEMOLITORIA CON QUELLA PECUNIARIA VIENE VALUTATA NELLA FASE ESECUTIVA DEL PROCEDIMENTO
04/02/2020
La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere valutata dall'Amministrazione competente nella fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all'ordine di demolizione: il dato testuale della legge è univoco ed insuperabile, in coerenza col principio per il quale, accertato l'abuso, l'ordine di demolizione va senz'altro emesso.


  ABUSI EDILIZI: SPETTA ALL'INTERESSATO CHIEDERE L'APPLICAZIONE DELLA SANZIONE PECUNIARIA SOSTITUTIVA DELLA DEMOLIZIONE
12/01/2020
In tema di abusi edilizi, spetta all'interessato chiedere all'amministrazione l'applicazione in proprio favore della sanzione pecuniaria di cui all'art. 34, co. 2, del d. P. R. 380/2001, fornendo l'idonea dimostrazione del pregiudizio per la struttura e per l'utilizzazione del bene residuo.


  SOLO NELLA FASE ESECUTIVA VA VALUTATA LA SOSTITUIBILITÀ DELLA DEMOLIZIONE CON LA SANZIONE ALTERNATIVA PECUNIARIA
06/01/2020
È solo nella fase esecutiva, successiva ed autonoma rispetto a quella di diffida - la quale si verifica allorquando l'autore dell'abuso non abbia ottemperato spontaneamente all'intimata demolizione - che viene in rilievo la necessità della misura restitutoria e la conseguente applicazione della sanzione ablatoria (ove si tratti di nuova costruzione sine titulo, di totale difformità o variazione essenziale rispetto al rilasciato permesso di costruire) ovvero la sostituibilità della demolizione con la sanzione alternativa pecuniaria ex art. 34, comma 2, del d.p.r. n. 380/2001 (ove si tratti di difformità parziale rispetto al rilasciato permesso di costruire).


  LA SANZIONE PECUNIARIA DI CUI ALL'ART. 38 T.U. ED. PER UN TITOLO EDILIZIO SUCCESSIVAMENTE ANNULLATO È VOLTA A TUTELARE L’AFFIDAMENTO DEL PRIVATO
18/11/2019
L'art. 38 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 si ispira ad un principio di tutela degli interessi del privato mirando ad introdurre un regime sanzionatorio più mite per le opere edilizie conformi ad un titolo abilitativo successivamente rimosso, rispetto ad altri interventi abusivi eseguiti sin dall'origine in assenza di titolo, per tutelare l'affidamento del privato nella legittimità del titolo edilizio rilasciato dall'Amministrazione.


  SI APPLICA LA SANZIONE PECUNIARIA PER GLI INTERVENTI EDILIZI ABUSIVI REALIZZABILI PREVIA D.I.A. SE SONO CONFORMI AGLI STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI
10/10/2019
In presenza di abusivismo edilizio, ai sensi degli artt. 22 e 37, comma 1, d.p.r. n. 380/2001, l'applicabilità della sanzione pecuniaria è limitata ai soli interventi astrattamente realizzabili previa denuncia d'inizio attività che siano, altresì, conformi agli strumenti urbanistici vigenti.


  LA CORRESPONSIONE DELLA SANZIONE PECUNIARIA PER TITOLO EDILIZIO ANNULLATO PRODUCE I MEDESIMI EFFETTI DEL PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA
01/10/2019
Al fine di applicare il più mite regime sanzionatorio pecuniario ex art. 38 del d.P.R. 380 del 2001, all'amministrazione si impone di verificare se i vizi formali o sostanziali del titolo edilizio siano emendabili, ovvero se la demolizione sia effettivamente possibile senza recare pregiudizio ad altri beni o opere del tutto regolari. In presenza degli anzidetti presupposti per convalidare l'atto, l'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata produce i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria di cui all'articolo 36 del testo unico.


  LA FISCALIZZAZIONE DELL’ABUSO SI APPLICA INDIPENDENTEMENTE DAL TIPO DI VIZIO CHE HA CARATTERIZZATO LA PROCEDURA
30/09/2019
L'art. 38 comma 1 del T.U. 380/2001 prevede la cd fiscalizzazione dell'abuso che si applica indipendentemente dal tipo di vizio che ha caratterizzato la procedura, ovvero nel caso di vizi sia formali che sostanziali.


  LA SANZIONE PECUNIARIA DEL DOPPIO DELL'AUMENTO DI VALORE VENALE PER RISTRUTTURAZIONE ABUSIVA VA PARAMETRATA SULL'INTERO IMMOBILE
19/08/2019
Il parametro sanzionatorio del doppio dell'aumento di valore venale dell'immobile, riferito ad interventi di ristrutturazione in assenza o in difformità dal titolo edilizio di cui all'art. 37 del d.p.r. 380/2001, non può che intendersi con riferimento all'aumento del valore venale dell'intero immobile.


  LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE PER ABUSI EDILIZI IN ZONE SOGGETTE A VINCOLI PAESAGGISTICI SI PRESCRIVONO IN 5 ANNI DALLA VIOLAZIONE
29/07/2019
L'indennità prevista per abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici, costituisce vera e propria sanzione amministrativa (e non una forma di risarcimento del danno), che, come tale, prescinde dalla sussistenza effettiva di un danno ambientale, con conseguente applicabilità anche a tale sanzione del principio contenuto nell'art. 28 della L. n. 689/1981, secondo cui "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione". Tale prescrizione si applica, quindi, anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.


  LA SANZIONE PECUNIARIA EX ART. 37 DEL D.P.R. 380/2001 VA PARAMETRATA IN BASE ALL'AUMENTO DI VALORE DELL'IMMOBILE CONSEGUENTE AGLI INTERVENTI ABUSIVI
25/07/2019
La finalità dell'art. 37 del d.p.r. n. 380 del 2001 è quella di ripristinare l'ordine giuridico violato mediante l'applicazione di una sanzione pecuniaria parametrata al valore venale del bene. Per stabilire quale sia il «valore venale» dell'immobile occorre stabilire la natura effettiva dell'aumento di valore a seguito degli interventi edilizi eseguiti in violazione della normativa di disciplina della materia, e dunque il "valore di fatto" mediante l'analisi delle caratteristiche oggettive dell'immobile. In questa analisi non può venire in rilievo il "valore di diritto" alla luce della commerciabilità del bene.


  LA FISCALIZZAZIONE DEGLI ABUSI EDILIZI DI CUI ALL'ART. 34, COMMA 2, DEL DPR 380/2001 PUÒ OPERARE SOLO IN CASO DI PARZIALE DIFFORMITÀ DAL TITOLO
23/07/2019
Il meccanismo della c.d. "fiscalizzazione" degli abusi, di cui all'art. 34, comma 2, del DPR n. 380 del 2001, può operare in relazione alla sola ipotesi di opere eseguite in parziale difformità rispetto al titolo e non anche a quella di opera interamente abusiva.


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