Piani attuativi

 
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 È ILLEGITTIMO IL PIANO ATTUATIVO CHE NON RISPETTA IL PRINCIPIO DI AUTOSUFFICIENZA DEI COMPARTI URBANISTICI
07/02/2020
È illegittimo, per contrasto con il principio di autosufficienza dei comparti urbanistici, lo strumento attuativo che realizza un'irrazionale distribuzione degli standard rispetto alle concentrazioni di cubature previste provenienti da altra zona del territorio comunale, che priva i singoli comparti in cui sono inserite le proprietà dei ricorrenti di servizi e/o spazi pubblici minimi inderogabili.


 LA REALIZZAZIONE DEL PIANO ATTUATIVO PRIMA DELLA SUA APPROVAZIONE COSTITUISCE LOTTIZZAZIONE ABUSIVA
07/10/2019
In presenza di un programma integrato di intervento presentato e non ancora approvato, qualunque attività, materiale o cartolare, destinata ad una edificazione non prevista dalle vigenti norme urbanistiche è inibita e la sua realizzazione, ove la finalità edificatoria sia inequivoca, configura senza dubbio la fattispecie della lottizzazione abusiva di cui all'art. 30 del d.P.R. n. 380 del 2001, in quanto lede la potestà pianificatoria del Comune ponendo lo stesso dinanzi al fatto compiuto.


 IL DIRIGENTE NON PUO' RIGETTARE IL PIANO URBANISTICO ATTUATIVO CHE LA LEGGE REGIONALE RIMETTE ALLA COMPETENZA DELLA GIUNTA
21/08/2019
Laddove la competenza ad adottare i piani urbanistici attuativi spetti alla Giunta e non al dirigente di settore (nella specie, ai sensi dell'art. 27 l.r. Campania 16/2004 applicabile ratione temporis) è illegittimo l'atto con il quale il dirigente non si limita a condurre l'istruttoria tecnica propedeutica alla decisione di competenza della Giunta, ma si sostituisce alla Giunta nella adozione del provvedimento conclusivo del procedimento di approvazione del piano attuativo. Il dirigente, anche in presenza di profili di contrasto con la disciplina comunale sovraordinata, non può sostituirsi alla Giunta nella adozione del provvedimento conclusivo del piano urbanistico attuativo, anche se negativo, poiché residua comunque un rilevante margine di discrezionalità riservato alla competenza giuntale.


 L’ART. 9 DEL D.P.R. 380/2001 CODIFICA IL PRINCIPIO DELLA INDEFETTIBILITÀ DEL PIANO URBANISTICO ATTUATIVO PRESCRITTO DALLO STRUMENTO GENERALE
08/05/2019
Con l'art. 9 del d.P.R. n. 380 del 2001, per il quale - "nelle aree nelle quali non siano stati approvati gli strumenti urbanistici attuativi previsti dagli strumenti urbanistici generali come presupposto dell'edificazione" - il legislatore ha enunciato il principio della indefettibilità del piano attuativo prescritto dallo strumento generale, già desumibile dalla legge urbanistica n. 1150 del 1942.


 LOMBARDIA: LA LR 12/2005 NON PREGIUDICA L’ASSETTO URBANISTICO CON UNA REGOLAMENTAZIONE DELL’USO DEL TERRITORIO DIVERSA RISPETTO ALLA NORMA PRECEDENTE
06/05/2019
La finalità delle disposizioni di cui alla L.R. Lombardia n. 12/2005 è da un lato di accelerare l'adozione del nuovo strumento urbanistico, senza creare vuoti di disciplina, dall'altro di introdurre una misura di salvaguardia, con una moratoria dei procedimenti relativi ai piani attuativi, (ma, a tutela dell'affidamento dei privati, solo di quelli relativi a piani attuativi non ancora adottati), al fine di non pregiudicare l'assetto urbanistico in previsione della nuova disciplina, ispirata a criteri di regolamentazione dell'uso del territorio significativamente differenti rispetto alla precedente normativa.


 L'INNESTO IN UN SISTEMA VIABILISTICO INCOMPLETO RENDE INELUTTABILE LA PIANIFICAZIONE ATTUATIVA
26/04/2019
La nuova edificazione in progetto che si innesta su un sistema di viabilità non ancora completo e definito, per effetto dell'apertura della strada di collegamento con la preesistente viabilità comunale, costituisce una delle situazioni nelle quali la ulteriore pianificazione di dettaglio è ineluttabile.


 IL PIANO DI RECUPERO OSTA ALLA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI NORMALMENTE CONSENTITI IN ATTESA DELLA PIANIFICAZIONE ATTUATIVA
22/04/2019
I piani di recupero, che pure rientrano nel più ampio genus dei piani attuativi attraverso i quali i Comuni attuano le proprie scelte di programmazione e di pianificazione urbanistica, si caratterizzano come una species a sé stante, alla cui ricorrenza l'ordinamento giuridico riconnette un effetto ostativo rispetto al compimento degli interventi edilizi di cui all'art. 9, comma 2, d.P.R. 380/2001, anche nelle ipotesi in cui il Comune non abbia ancora approvato il piano attuativo cui lo strumento urbanistico generale abbia, in ipotesi, condizionato il rilascio del titolo edilizio.


 IL PIRUEA È LEGITTIMO ANCHE SE NON PREVEDE ALCUN INTROITO FINANZIARIO PER IL COMUNE
26/02/2019
Il fatto che al PIRUEA debba essere allegato un piano finanziario non implica che l'operazione debba avere una convenienza per il Comune valutabile in termini strettamente economici: tale interpretazione si pone in armonia con la ratio generale della legge regionale, finalizzata a disciplinare la formazione e l'attuazione dei programmi integrati, per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale di parti del territorio comunale. Quanto ai programmi integrati comunali, l'interesse pubblico si definisce come interesse alla riqualificazione urbana e ambientale, che deve essere caratterizzato dalla rilevante valenza urbanistica ed edilizia e non come interesse del Comune a conseguire un vantaggio sul piano finanziario.


 TRA LE PRESCRIZIONI DI ZONA ULTRATTIVE DI UN PIANO ATTUATIVO DECADUTO RIENTRA LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA
11/02/2019
Tra le prescrizioni di zona ultrattive di un piano attuativo decaduto, rientra anche il dimensionamento dei c.d. standard urbanistici, disciplinato dal D.M. n. 1444 del 2.4.1968 e perciò anche la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui agli artt. 3, 4 e 5 del citato D.M., destinate ad assicurare alla collettività, insediata in una determinata parte del territorio comunale, un livello di qualità della vita adeguato, anche se dopo il decorso del periodo di efficacia decennale non sono più validi i vincoli, preordinati all'espropriazione per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, previste dal piano, ma non attuate nell'arco di 10 anni.


 IL PRG PUO’ PORRE FINE ALL’ULTRATTIVITA’ DEI PDL CONVENZIONATI SOLTANTO CON PREVISIONE ESPRESSA E MOTIVATA
08/01/2019
Affinché cessi la ultrattività, una successiva variante al PRG deve prevedere espressamente e motivatamente una disciplina diversa rispetto a quanto risultante dal P.d.l. convenzionato, non essendo sufficiente una diversa regolazione dell'area senza alcun riferimento ai piani attuativi non attuati, in presenza della quale e mancando la deroga espressa, quelli approvati e non attuati vanno ad integrare il piano regolatore nuovo. Quindi, non è possibile una deroga implicita da parte del sopravvenuto PRG.


 PIANO ATTUATIVO DECADUTO: SOPRAVVIVONO I VINCOLI CONFORMATIVI
04/01/2019
Nell'ambito nelle aree soggette ad uno strumento urbanistico attuativo decaduto occorre distinguere a seconda che la disciplina pianificatoria riservasse la concreta realizzazione dell'opera pubblica o di interesse generale esclusivamente all'Amministrazione comunale oppure anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato e di convenzionamento. Nel primo caso, si deve qualificare il vincolo come preordinato all'espropriazione, con conseguente inedificabilità per l'intervenuta decadenza del termine di efficacia dello strumento attuativo, ai sensi dell'ultimo comma dell'art.4 della legge n.10 del 1977, poi trasfuso nell'art. 9 del d.P.R. n.380 del 2001 (testo unico dell'edilizia). Nel secondo caso, invece, se il pianificatore comunale avesse espressamente consentito la realizzazione dell'opera di interesse generale anche da parte dei privati, si sarebbe dovuto qualificare il vincolo come conformativo, con la conseguenza della non applicazione dei limiti previsti per le zone bianche.


 LE PREVISIONI DI INTERVENTI EDILIZI DIRETTI SONO ECCEZIONALI E DI STRETTA INTERPRETAZIONE
04/01/2019
In linea di principio, sono eccezionali e di stretta interpretazione i casi in cui il P.R.G. (o lo strumento urbanistico equivalente) consenta il rilascio del permesso di costruire diretto, senza previa approvazione dello strumento attuativo.


 LA SCADENZA DEI PIANI ATTUATIVI VALE SOLO PER GLI ESPROPRI E PER GLI INTERVENTI AUTORIZZATI
28/11/2018
La soggezione al termine di scadenza di un piano attuativo [nella fattispecie piano di recupero] riguarda non l'intera disciplina pianificatoria contemplata dal piano attuativo (ovvero la destinazione di zona) bensì soltanto quella preordinata all'esercizio del potere espropriativo, quella comunque comportante l'inedificabilità dei suoli ovvero recante prescrizioni di dettaglio. Detto termine riguarda dunque gli interventi edilizi autorizzati dal piano di lottizzazione ma non riguarda la disciplina del territorio e la destinazione delle aree, che rimane inalterata fino all'intervento di un nuovo atto di pianificazione. Di conseguenza, restano inalterati a tempo indeterminato gli allineamenti, le prescrizioni, le destinazioni di piano e quant'altro attenga all'armonico assetto del territorio.


 IL TITOLO INCOMPATIBILE CON LE LINEE FONDAMENTALI DEL PIANO ATTUATIVO DECADUTO NON PUÒ ESSERE TACITAMENTE ASSENTITO
16/11/2018
La mancanza dei requisiti di edificabilità del terreno, segnatamente per non conformità alla linea fondamentale ed essenziale della pianificazione attuativa decaduta ma ultrattiva, rende inutilizzabile il modulo procedimentale del silenzio assenso, che può operare solo laddove sussistano tutti i presupposti richiesti dalla normativa urbanistica, fra cui la conformità urbanistico-edilizia degli immobili.


 DINIEGO ILLEGITTIMO DI PIANO DI LOTTIZZAZIONE: IL COMUNE NON RISPONDE DEL DANNO SE SOPRAVVIENE UN PIANO SUPERIORE CHE LO RENDE INACCOGLIBILE
31/10/2018
Ai fini del risarcimento del danno da illegittimo diniego di piano di lottizzazione, deve escludersi la colpa del Comune laddove, in sede di riedizione del potere, il piano non possa essere approvato per un vincolo sopravvenuto che dipende dalla scelta di un altro ente, cosicché non può dirsi che il Comune si sia posto, con l'atto illegittimo, nelle condizioni di non poter adempiere.


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