Abusi edilizi

 
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  I REATI DA MANCATA RIMOZIONE DELL’OPERA PRECARIA SI CONSUMANO NEL GIORNO IN CUI L’OPERA AVREBBE DOVUTO ESSERE RIMOSSA E NON CON L’EFFETTIVA RIMOZIONE
11/09/2020
Nei reati previsti dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, comma 1, e D.Lgs. n. 380 del 2001, art. 44, lett. c), quando gli stessi sono integrati dalla mancata rimozione entro il termine prescritto di un'opera precaria, la consumazione si verifica nel giorno in cui l'opera avrebbe dovuto essere rimossa, e, quindi, da tale data decorre il dies a quo ai fini del computo della prescrizione.


  INTEGRA IL REATO EX ART 44 DPR 380/2001 LA REALIZZAZIONE DI UN’OPERA SENZA VALIDO TITOLO EDILIZIO PERCHÉ OTTENUTO CON ILLEGITTIMA CESSIONE DI CUBATURA  
26/08/2020
Integra il reato previsto dall'art. 44, D.P.R. 380/2001, la realizzazione di un immobile in assenza di valido permesso di costruire, perché ottenuto mediante illegittima cessione di cubatura a scopo edificatorio tra terreni non reciprocamente prossimi, aventi un indice di fabbricabilità differente o una diversa destinazione urbanistica.


  SE MANCA LA PROVA DELL’EPOCA DI REALIZZAZIONE DELL’ABUSO, L'AFFIDAMENTO DECORRE DAL MOMENTO IN CUI E' STATO SCOPERTO
17/08/2020
L'arco temporale intercorso fra la realizzazione delle opere abusive e il momento del loro accertamento è soltanto apparentemente abnorme se, in assenza di prova circa l'epoca di realizzazione delle modifiche abusive rispetto al progetto assentito (nella specie risalente agli anni cinquanta del secolo scorso), soltanto al momento della presentazione della domanda di accertamento di conformità, e della relativa allegazione documentale con apposita relazione tecnica, gli uffici comunali sono posti in grado di venire a conoscenza delle - peraltro dagli stessi proprietari - denunciate difformità edilizie non accompagnate dal necessario e preventivo rilascio del corrispondente titolo edilizio: in tal caso occorre dunque avere riguardo al lasso di tempo intercorrente da quella data alla data di adozione del provvedimento di accoglimento dell'istanza ex art. 36 d.P.R. 380/2001 (nella specie intervenuta nel marzo dell'anno successivo, senza dunque caratteristiche di abnormità tali da potersi sostenere la sussistenza di un affidamento incolpevole nell'inerzia dell'amministrazione in capo ai proprietari).


  L'APPARTENENZA A UN'ETNIA ASSERITAMENTE RICONOSCIUTA COME A FORTE RISCHIO DI ESCLUSIONE NON GIUSTIFICA IL MANTENIMENTO DI SITUAZIONI DI ABUSO EDILIZIO
17/08/2020
Le norme a tutela del governo del territorio, nella parte in cui prescrivono con forza cogente che la realizzazione di determinati manufatti edilizi può avvenire solo previo rilascio di uno specifico titolo abilitativo conforme agli strumenti urbanistici e alla disciplina della materia, trovano generale applicazione, in disparte da questioni eventuali afferenti all'appartenenza etnica (pur asseritamente riconosciuta come a forte rischio di esclusione: nella specie "Sinti") del soggetto che le ha violate, la quale quindi di per sé non può escludere dall'obbligo di osservanza di esse.


  LA VALUTAZIONE DELL'ABUSO EDILIZIO RICHIEDE UNA VISIONE COMPLESSIVA E NON ATOMISTICA DELLE OPERE REALIZZATE
10/08/2020
La valutazione dell'abuso edilizio richiede una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate, sicché non è dato scomporne una parte per negare l'assoggettabilità ad una determinata sanzione demolitoria, in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non da ciascun intervento in sé considerato, ma dall'insieme delle opere nel loro contestuale impatto edilizio e nelle reciproche interazioni.


  IL DECORSO DEL TEMPO NON ELIMINA L’ABUSO E NON È QUINDI CONFIGURABILE ALCUN AFFIDAMENTO MERITEVOLE DI TUTELA
29/07/2020
Il decorso del tempo non elimina l'abuso: non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione d'illecito permanente che il tempo non può legittimare in via di fatto.


  GLI ABUSI EDILIZI RIGUARDANTI LO STESSO IMMOBILE DEVONO ESSERE OGGETTO DI VALUTAZIONE UNITARIA DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE  
24/07/2020
Nel rispetto del principio costituzionale di buon andamento, l'amministrazione comunale deve esaminare contestualmente l'intervento abusivamente realizzato, e ciò al fine precipuo di contrastare eventuali artificiose frammentazioni che, in luogo di una corretta qualificazione unitaria dell'abuso e di una conseguente identificazione unitaria del titolo edilizio che sarebbe stato necessario o che può, se del caso, essere rilasciato, prospettino una scomposizione virtuale dell'intervento finalizzata all'elusione dei presupposti e dei limiti di ammissibilità della sanatoria stessa.


  LA VALUTAZIONE DELL’ABUSO EDILIZIO PRESUPPONE UNA VISIONE COMPLESSIVA E NON ATOMISTICA DELL’INTERVENTO
08/07/2020
La valutazione dell'abuso edilizio presuppone, tendenzialmente, una visione complessiva e non atomistica dell'intervento, giacché il pregiudizio recato al regolare assetto del territorio deriva non dal singolo intervento, ma dall'insieme delle opere realizzate nel loro contestuale impatto edilizio.


  L’EPOCA DI COSTRUZIONE DI UN IMMOBILE PUÒ ESSERE FORNITA SIA PER TABULAS, CON PROVE TECNICHE O TESTIMONIANZE GIURATE O ELEMENTI INDIZIARI O PRESUNTIVI
19/06/2020
L'epoca di costruzione di un immobile può essere fornita sia per tabulas (con testamenti e atti pubblici di trasferimento della proprietà; estratti catastali; licenze di agibilità), sia tramite prove tecniche (saggi e ispezioni in situ, che consentano una datazione sulla base delle tecniche costruttive utilizzate) nonchè tramite testimonianze giurate o elementi indiziari o presuntivi; infatti il principio inquisitorio consente alla PA di avvalersi di propria iniziativa, di ogni mezzo probatorio che ritenga utile, come previsto dall'art. 6, co. 1, lett. b), l. n. 241/90, tale regola generale vale con speciale riguardo alle pratiche edilizie, laddove si rinviene di frequente la necessità di dare prova di risalenti fatti storici, quali, in particolare, l'epoca di costruzione dei manufatti.


  LA NECESSITA’ DI UN’ABITAZIONE NON PRESERVA DALLA REPRESSIONE DEGLI ABUSI EDILIZI
12/06/2020
Non è giuridicamente apprezzabile un'assiomatica prevalenza del diritto costituzionale all'abitazione sull'interesse pubblico a ristabilire l'ordine giuridico violato attraverso l'esecuzione dell'ordine di demolizione: ordine peraltro previsto da una legge dello Stato, essendo dunque già stato operato il bilanciamento tra il diritto all'abitazione quale proiezione del diritto costituzionalmente garantito alla proprietà a' sensi dell'art. 42 Cost. e l'interesse pubblico connesso al ripristino dello status quo ante attraverso l'esecuzione dell'ordine di demolizione da parte della competente autorità amministrativa; e, pertanto, non è configurabile l'esimente dello stato di necessità di cui all'art. 54 c.p. in quanto, pur essendo ipotizzabile un danno grave alla persona in cui rientri anche il danno al diritto all'abitazione, difetta in ogni caso il requisito dell'inevitabilità del pericolo.


  IN CASO DI MANCANZA DEL NULLA OSTA DELL’ENTE PARCO LA TIPOLOGIA DI OPERE ABUSIVE NON RILEVA IN ALCUN MODO
09/06/2020
In caso di omessa richiesta in via preventiva del necessario nulla osta all'Ente Parco, non alcuna influenza - ai fini del giudizio - la natura delle opere abusive (nella specie, se edificazione di un muro ex novo o meri lavori di rifacimento di un muro preesistente), incombendo comunque sul proprietario il dovere di richiedere il previo nulla osta all'Ente Parco ai sensi dell'articolo 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.


  LA PROVA DELL’EPOCA DELL’ABUSO È INTEGRATA DALLE FOTO AEREE CHE RITRAGGONO FABBRICATI CON STESSA FORMA, ORIENTAMENTO, POSIZIONE E DIMENSIONI
08/06/2020
L'onere di provare la data di realizzazione dell'immobile abusivo spetta a colui che ha commesso l'abuso e solo la deduzione, da parte di quest'ultimo, di concreti elementi - i quali non possono limitarsi a sole allegazioni documentali a sostegno delle proprie affermazioni - trasferisce il suddetto onere di prova contraria in capo all'amministrazione. Solo l'interessato infatti può fornire inconfutabili atti, documenti ed elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione di un manufatto e, in difetto di tali prove, resta integro il potere dell'Amministrazione di negare la sanatoria dell'abuso e il suo dovere di irrogare la sanzione demolitoria. Le foto aeree certificate che, nei limiti dell'approssimazione dovuta alla risoluzione, consentono di affermare che i manufatti ritratti presentano analoga forma, orientamento, posizione e dimensione rispetto a quelli abusivi, costituiscono elementi idonei a comprovare la loro preesistenza rispetto all'entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765.


  IL PRELIMINARE RIGUARDANTE UN BENE AFFETTO DA ABUSI SANABILI PUO’ DAR LUOGO AL TRASFERIMENTO IN SEDE PROCESSUALE AI SENSI DELL’ART. 2932 C.C.
05/06/2020
È possibile, ai sensi dell'art. 2932 c.c., il trasferimento di beni affetti da violazioni edilizie concretamente suscettibili di sanatoria. La sanzione della nullità prevista dalla L. n. 47 del 1985, art. 40 per i negozi relativi a immobili privi della necessaria concessione edificatoria trova applicazione ai soli contratti con effetti traslativi e non anche a quelli con efficacia obbligatoria, quale il preliminare di vendita, non soltanto in ragione del tenore letterale della norma, ma anche perchè la dichiarazione di cui all'art. 40, comma 2 medesima legge, in caso di immobili edificati anteriormente settembre 1967, o il rilascio della concessione in sanatoria possono intervenire successivamente al contratto preliminare. Ne consegue che, in queste ipotesi, rimane esclusa la sanzione di nullità per il successivo contratto definitivo di vendita, ovvero si può far luogo alla pronunzia di sentenza ex art. 2932 c.c.


  ABUSI EDILIZI: LA DICHIARAZIONE DI NOTORIETÀ NON PUÒ ASSURGERE AL RANGO DI PROVA CIRCA LA DATA CERTA DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI
20/05/2020
Anche in presenza di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ove non si riscontrino elementi dai quali risulti univocamente l'ultimazione dell'edificio entro la data prescritta dalla legge, atteso che la detta dichiarazione di notorietà non può assurgere al rango di prova, seppur presuntiva, sull'epoca dell'abuso, non si può ritenere raggiunta la prova circa la data certa di ultimazione dei lavori.


  IN CASO DI PLURIME OPERE EDILIZIE ABUSIVE FUNZIONALMENTE CONNESSE NON SI PUÒ DEMOLIRNE SOLO ALCUNE E CHIEDERE LA SANATORIA PER LE RIMANENTI
05/05/2020
Non è ammissibile, a fronte di plurime opere edilizie abusive tra loro funzionalmente connesse, la parziale ottemperanza all'ordinanza di demolizione per alcune di esse e la presentazione di un'istanza di accertamento di conformità per le rimanenti opere in concreto eseguite, tenuto conto che l'art. 36 DPR n. 380/2001 ha la funzione di sanare l'abuso commesso, ragion per cui, ove l'abuso sia unitario, la domanda deve avere ad oggetto il complessivo intervento realizzato e, quindi, l'insieme delle opere in cui esso si sostanzia.


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