Titolo edilizio

 
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  L’AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO PRESUPPONE L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI
10/08/2020
Il provvedimento autorizzatorio allo scarico postula non soltanto la legittimità del titolo ad aedificadum, ma anche l'ultimazione dei lavori, al fine di consentire alla competente Amministrazione la necessaria verifica in ordine al corretto funzionamento dello scarico delle acque reflue ed al rispetto delle eventuali prescrizioni dettate dall'Autorità in materia sanitaria (ARPA).


  IN PRESENZA DI UN GIUDICATO CHE IMPONE LA RIMOZIONE DI INTERVENTI IN VIOLAZIONE DELLE DISTANZE, È ESCLUSA LA NECESSITÀ GIURIDICA DI UN TITOLO EDILIZIO
07/08/2020
La portata oggettiva e soggettiva del giudicato, nell'imporre un'esecuzione materiale sino alla rimozione di quanto illecitamente realizzato in violazione delle distanze legali tra costruzioni, esclude la necessità giuridica del titolo edilizio o, almeno, rende quest'ultimo, la cui emanazione già in sé non è sorretta da funzioni discrezionali, vieppiù necessitato, eccezionale e soggetto ai soli limiti ex artt. 7, 8 e 9 del DM 2 aprile 1968 n. 1444 o comunque soggetto a discrezionalità limitata a precisarne le modalità esecutive, non essendo discutibile l'an dell'esecuzione, anche in ossequio al principio di leale collaborazione fra i poteri giudiziario ed esecutivo.


  IL TITOLO EDILIZIO È ATTO VINCOLATO ALLA VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA RICHIESTA ALLA DISCIPLINA URBANISTICO-EDILIZIA
23/07/2020
Il rilascio di titolo abilitativo all'edificazione (e corrispondentemente il diniego) costituisce atto amministrativo vincolato alla verifica della conformità della richiesta alla disciplina urbanistico-edilizia, con la conseguenza di non poter essere viziato da eccesso di potere, il quale presuppone - di contro - la sussistenza di un margine di valutazione discrezionale in capo all'Amministrazione procedente.


  È ONERE DEL PRIVATO CONSERVARE IL TITOLO ABILITATIVO PER L’EVENTUALITA’ IN CUI LA P.A. NE CONTESTI L’ESISTENZA
30/06/2020
L'onere di dimostrazione della effettiva esistenza dei titoli edilizi idonei a sostenere e garantire la legittimità edilizia della costruzione e delle opere successivamente realizzate, dichiarata all'epoca della richiesta di rilascio dei certificati di agibilità con riferimento ai titoli autorizzatori rilasciati, spetta alla parte interessata (il proprietario dell'immobile), laddove intenda sostenere in sede giudiziale la illegittimità di provvedimenti dell'amministrazione con i quali si contesta la conformità legale delle opere edilizie realizzate. Posto che il rilascio di un titolo abilitativo a costruire (nonché in sanatoria) si compendia in un provvedimento richiesto dalla parte legittimata e a questa trasmessa, pare ragionevole che se ne pretenda la custodia e quindi la disponibilità in capo alla stessa parte richiedente, anche al fine di poter esibire il relativo atto laddove ciò si renda necessario, sicché la produzione dei titoli abilitativi costituisce un adempimento doveroso a carico della parte interessata, attenendo ad un elemento probatorio naturalmente presente nella disponibilità della parte e, dunque, rientrante negli specifici contenuti dell'onere imposto dal comma 1 dell'articolo 64 c.p.a..


  LA CONDIZIONE INDEBITAMENTE APPOSTA AL TITOLO EDILIZIO NON È NULLA BENSÌ MERAMENTE ILLEGITTIMA
24/06/2020
La condizione indebitamente apposta a un provvedimento abilitativo all'edificazione è illegittima e non nulla, non rientrandosi nelle ipotesi (tassative) di nullità del provvedimento amministrativo.


  IL RILASCIO DI UN TITOLO EDILIZIO CONFORME A QUELLO ANNULLATO IN AUTOTUTELA RICHIEDE UNA MOTIVAZIONE RAFFORZATA
01/06/2020
L'assenza di sopravvenienze fattuali rispetto alla situazione posta a fondamento dell'annullamento in autotutela di un titolo edilizio ritenuto legittimo dal Giudice Amministrativo impone all'Amministrazione comunale, in caso di rilascio di titolo edilizio conforme a quello già annullato, di apportare una motivazione rafforzata, idonea a superare i convincimenti che avevano condotto al precedente annullamento d'ufficio.


  LA TAMPONATURA ESTERNA DEL FABBRICATO CHE NE E' RIMASTO PRIVO NON PUO' ESSERE REALIZZATA CON DIA/SCIA
29/05/2020
La mancata realizzazione delle tamponature nel regime di concessione edilizia precedentemente applicato preclude la possibilità di includere le tamponature medesime tra le opere susseguentemente realizzabili mediante denuncia d'inizio di attività, non trattandosi di interventi di mero completamento funzionale del fabbricato, bensì di "nuova costruzione", inderogabilmente assoggettati - quindi - al rilascio del permesso di costruire a' sensi di quanto letteralmente previsto dall'art. 10, comma 1, lett. a), del d.P.R. 380/2001.


  LA PAVIMENTAZIONE ESTERNA NON RICHIEDE ALCUN TITOLO EDILIZIO SOLO SE PER DIMENSIONI E MATERIALI NON DETERMINA TRASFORMAZIONI DELLO STATO DEI LUOGHI
26/05/2020
La pavimentazione antistante l'ingresso di un immobile, che, in considerazione delle dimensioni e dei materiali utilizzati, è idonea a determinare una trasformazione dello stato dei luoghi richiede il permesso a costruire, o quantomeno una DIA/S.C.I.A..


  PER L’INSTALLAZIONE DEL VANO CONTATORI È SUFFICIENTE LA CILA
19/05/2020
Il vano contatori riveste, all'evidenza, gli estremi della struttura adibita ad impianto tecnologico a servizio delle strutture principali, per la cui realizzazione non si impone, di certo, il previo rilascio del permesso di costruire (bensì, semmai, la presentazione della CILA ex art. 6 bis del d.p.r. n. 380/2001, sostanziandosi nell'allestimento di servizi tecnologici ed essendo, come tale, riconducibile alla tipologia della c.d. manutenzione straordinaria leggera).


  LA PA NON SVOLGE INDAGINI PARTICOLARI IN PRESENZA DI UN’ISTANZA EDIFICATORIA SALVO CHE UN CONTROINTERESSATO SI ATTIVI PER DENUNCIARE IL DISSENSO
08/05/2020
La PA non è tenuta a svolgere indagini particolari in presenza di una richiesta edificatoria, al contrario, qualora uno o più controinteressati - siano essi comproprietari o confinanti - si attivino per denunciare il proprio dissenso rispetto al rilascio del titolo edificatorio, il comune dovrà verificare se, a base dell'istanza edificatoria, sia riconoscibile l'effettiva sussistenza della disponibilità del bene oggetto dell'intervento edificatorio.


  IL MURO DI RECINZIONE RICHIEDE IL PERMESSO DI COSTRUIRE SE DETERMINA SIGNIFICATIVE TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE
13/03/2020
La realizzazione di muri di recinzione costituisce intervento di nuova costruzione, con quanto ne consegue ai fini del previo rilascio del necessario titolo abilitativo, qualora abbia l'effettiva idoneità di determinare significative trasformazioni urbanistiche ed edilizie; la realizzazione di un muro di recinzione necessita del previo rilascio del permesso a costruire allorquando, avuto riguardo alla sua struttura e all'estensione dell'area relativa, lo stesso sia tale da modificare l'assetto urbanistico del territorio.


  OCCORRE IL RILASCIO DELLA CONCESSIONE EDILIZIA O DEL TITOLO AVENTE EFFICACIA EQUIVALENTE QUANDO SI TRATTA DI UN MANUFATTO EDILIZIO
02/03/2020
Nell'ordinamento statale vige il principio generale per il quale occorre il rilascio della concessione edilizia, o del titolo avente efficacia equivalente, quando si tratti di un manufatto edilizio.


  SONO ILLEGITTIME LE COSTRUZIONI REALIZZATE SENZA TITOLO EDILIZIO FUORI DAL CENTRO ABITATO PRIMA DEL 1967 SE IL REGOLAMENTO COMUNALE LO RICHIEDEVA
13/02/2020
Sono illegittime le costruzioni realizzate in assenza di titolo edilizio nel periodo antecedente al 1967 (data di entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765, c.d. "legge ponte") anche se eseguite al di fuori del centro abitato o delle zone di espansione, ove l'obbligo di munirsi del relativo titolo fosse previsto dai regolamenti edilizi comunali.


  L'ONERE DI PROVARE L'EPOCA DI REALIZZAZIONE DI UN’OPERA EDILIZIA PER VALUTARE LA NECESSITÀ O MENO DI TITOLO SPETTA AL PRIVATO E NON ALLA P.A.
10/02/2020
Ai fini di valutare la necessità o meno di titolo, l'onere di provare tanto l'epoca di realizzazione di un'opera edilizia quanto la sua ubicazione al di fuori del perimetro urbano incombe sull'interessato, e non sull'amministrazione: in simili ipotesi, spetta, cioè, al soggetto ricorrente, in omaggio ai principi dell'onere e della vicinanza della prova, fornire dimostrazione piena e inconfutabile in relazione a circostanze rientranti nella sua disponibilità.


  UNA PERGOTENDA È UN’OPERA CHE PUR NON ESSENDO DESTINATA A SODDISFARE ESIGENZE PRECARIE NON NECESSITÀ DI TITOLO ABILITATIVO VISTA LA SUA FUNZIONE
10/01/2020
Una pergotenda è un'opera che, pur non essendo destinata a soddisfare esigenze precarie, non necessità di titolo abilitativo in considerazione della consistenza, delle caratteristiche costruttive e della sua funzione.


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