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  AI FINI DEL RISCONTRO DELLA PRECARIETÀ EDILIZIA NON RILEVANO LE CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE MA LE ESIGENZE TEMPORANEE ALLE QUALI L'OPERA ASSOLVE
16/07/2015
In materia edilizia, ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.


  L'INSTALLAZIONE DI UNA PISCINA DI PICCOLE DIMENSIONI NON DETERMINA UN AUMENTO DEL CARICO URBANISTICO DELLA ZONA, MA RILEVA SOLO IN TERMINI DI SISTEMAZIONE ESTERNA DEL TERRENO
05/06/2015
L'installazione di una piscina di non rilevanti dimensioni oggettive (fatta salva la rilevanza paesaggistica per l'evidente trasformazione visiva) non integra di per sé, dal punto di vista edilizio, la violazione degli indici di copertura che riguardano interventi edilizi né degli standard, atteso che non si determina un aumento del carico urbanistico della zona, rilevando solo in termini di sistemazione esterna del terreno.


  LA NATURA PRECARIA DI UN'OPERA SI MANIFESTA QUANDO ESSA SODDISFA ESIGENZE TEMPORANEE ANCHE SE NON È STABILMENTE INFISSA AL SUOLO
22/05/2015
Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.


  LA NATURA PRECARIA DI UN'OPERA NON DIPENDE DAL FATTO CHE SIA SMONTABILE O NON INFISSA AL SUOLO
24/03/2015
La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale di essa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.


  IL PERGOLATO CHE RECHI UN PROPRIO IMPATTO VOLUMETRICO E DELIMITA MATERIALMENTE LO SPAZIO INTEGRA UNA NUOVA COSTRUZIONE
06/03/2015
Integra una nuova costruzione un pergolato in legno che rechi un proprio impatto volumetrico in virtù della materiale delimitazione del relativo spazio, derivante dalla costruzione di un piano di base coperto e di almeno due superfici verticali contigue, considerate le caratteristiche dimensionali, strutturali e morfologiche, nonché la qualità dei materiali utilizzati che denotano un utilizzo non precario ma duraturo nel tempo.


  IL TORRINO SCALA NON PUÒ ESSERE VOLUME TECNICO PERCHÈ IMPLICA LA SOPRAELEVAZIONE DELL'EDIFICIO E NE AUMENTA LA VOLUMETRIA
13/01/2015
Va escluso che possa parlarsi di volumi tecnici in relazione a quelle parti del fabbricato che si pongono a sua "integrazione", come ad esempio un vano scale, di cui il torrino rappresenta la prosecuzione. Il torrino scala, è una costruzione che si eleva al di sopra della linea di gronda di un preesistente fabbricato e, implicandone la sopraelevazione, determina un aumento della volumetria precedente, non potendosi considerare volume tecnico.


  LA CHIUSURA DI VANI APERTI È NUOVA COSTRUZIONE E NECESSITA DEL RILASCIO DI CONCESSIONE EDILIZIA
10/12/2014
La chiusura di vani aperti - determinando l'ampliamento di superficie abitabile, con creazione di maggiore volumetria e di nuovi locali autonomamente utilizzabili - è qualificabile come intervento di trasformazione urbanistica, per la sua destinazione ad uso non limitato nel tempo e per l'alterazione prodotta nello stato del territorio, stante il suo rilievo ambientale e funzionale. Pertanto, essa deve essere necessariamente preceduta dal rilascio della concessione edilizia, non essendo configurabile né come ristrutturazione, né come intervento di manutenzione straordinaria.


  L’INSTALLAZIONE NON PRECARIA DI UNA ROULOTTE SU UN SUOLO PRIVATO COSTITUISCE UNA NUOVA COSTRUZIONE
14/11/2014
Il deposito di una roulotte all'interno di un suolo privato integra una costruzione urbanisticamente rilevante in presenza di indici idonei a supportare il carattere non precario dell'installazione.


  LA CHIUSURA DI UNA VERANDA CON STRUTTURA IN ALLUMINIO O FERRO E VETRI NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA VOLUME TECNICO E NECESSITA DEL RILASCIO DELLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE
09/10/2014
Gli interventi edilizi che comportano la chiusura di una veranda con struttura in alluminio o ferro e vetri infissi stabilmente ai muri portanti con successivo ricavo di un locale, determinando sia la modifica dell'aspetto esterno dell'edificio sia un ampliamento dello spazio abitativo, non possono essere considerati volume tecnico e pertanto possono essere legittimamente realizzati solo previo rilascio della concessione di costruzione.


  LA TRASFORMAZIONE EDILIZIA PRESUPPONE UN FABBRICATO DA RISTRUTTURARE
23/09/2014
La trasformazione edilizia postula necessariamente la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, ossia di un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura, onde la ricostruzione su ruderi o di un edificio già da tempo demolito, anche se soltanto in parte, costituisce una nuova opera e, come tale, è soggetta alle comuni regole edilizie e paesistico-ambientali vigenti al momento della riedificazione.


  LA NATURA PRECARIA DI UN’OPERA SI ACCERTA SECONDO UN CRITERIO FUNZIONALE E NON STRUTTURALE
07/05/2014
Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo, bensì il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.


  CAMPANIA: NELLA ZONA 7 DELL'AREA SORRENTINO-AMALFITANA E' CONSENTITA SOLTANTO L'EDIFICAZIONE AGRICOLA
09/05/2013
In relazione alla zona 7 dell'area sorrentino-amalfitana, gli art. 5 e art. 17 della l.r. Campania n. 35 del 1987 riproducono in sostanza, per certi versi, la medesima prescrizione, disciplinando le modalità di edificazione destinata all'agricoltura, che sola è consentita è consentita in zona 7, con esclusione di ogni altro tipo di costruzione.


  PER CHIUDERE IL PORTICO DI UN RISTORANTE OCCORRE IL PERMESSO DI COSTRUIRE
15/01/2013
La chiusura del portico che realizza un nuovo vano edilizio di dimensioni significative, una modifica consistente della sagoma dell'edificato, nonché un maggiore carico urbanistico (nella specie, per l'aumentata capacità ricettiva del ristorante) abbisogna del permesso di costruire e deve rispettare l'eventuale vincolo paesaggistico (D.Lgs, n. 42/2004).


  ALLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE CHE ORGANIZZA ANCHE PREGHIERE SI APPLICA LA DISCIPLINA URBANISTICO-EDILIZIA DEI LUOGHI DI CULTO
21/02/2012
Tra gli scopi di carattere generale enunciati dallo Statuto di un'associazione, l'eventuale specifica attività di organizzare preghiere individuali e collettive assume un carattere del tutto preminente, e ciò inderogabilmente impone l'applicazione della disciplina urbanistico-edilizia dei luoghi di culto.


  L'INSERIMENTO DI TIMPANI NEL TETTO NON COSTITUISCE RISANAMENTO CONSERVATIVO
17/03/2010
L'inserimento di timpani nella copertura dell'edificio, che indubbiamente ne alterano la forma e la struttura, esula dalla categoria edilizia del risanamento conservativo, la quale postula la conservazione ed il ripristino degli elementi formali e strutturali dell'edificio, ma non novelli inserimenti.


  
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