ISSN 2035-6544 (ANNO XII)

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  LA FATTISPECIE DELL’EDIFICAZIONE A CORTINA NON RICHIEDE UN ALLINEAMENTO “MILLIMETRICO” TRA GLI EDIFICI COSTRUITI IN ADERENZA  
28/04/2020
Perché si versi nella fattispecie dell'edificazione a cortina non è richiesto un allineamento "millimetrico" tra gli edifici costruiti in aderenza, dovendo il concetto di allineamento dell'edificazione essere inteso non in senso rigidamente formale ma come rispetto sostanziale dei requisiti della linearità e continuità con la preesistente edificazione.


  I GAZEBO POGGIANTI SU PIATTAFORME DI CALCESTRUZZO NON SONO PRECARI MA FUNZIONALI A SODDISFARE ESIGENZE PERMANENTI
20/04/2020
I gazebo poggianti su piattaforme di calcestruzzo sono strutture non precarie bensì funzionali a soddisfare esigenze permanenti; gli stessi costituiscono pertanto manufatti in grado di alterare lo stato dei luoghi, con ricadute sul carico urbanistico.


  UN MANUFATTO È PRECARIO E NON OCCORRE IL TITOLO EDILIZIO SE È FACILMENTE RIMOVIBILE E FUNZIONALE A SODDISFARE UNA ESIGENZA OGGETTIVAMENTE TEMPORANEA
09/04/2020
Al fine di verificare se una determinata opera abbia carattere precario, che è condizione per l'accertamento della non necessarietà del rilascio del relativo permesso di costruire, occorre verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata; pertanto, solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.


  LA DEMOLIZIONE È TOTALE ANCHE QUANDO SOPRAVVIVANO MURI DI DIVISIONE CON GLI EDIFICI CONTIGUI CHE IMPEDISCANO LA ROVINA DELLE ALTRUI PROPRIETÀ
06/04/2020
La demolizione deve ritenersi giuridicamente totale anche nelle ipotesi in cui, all'esito dell'intervento edilizio, sopravvivano muri di divisione con gli edifici contigui, non rimuovibili integralmente senza causare la rovina delle altrui proprietà.


  LE CATEGORIE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO-TIPO DEL 2016, PUR NON APPLICABILE RATIONE TEMPORIS, POSSONO ESSERE UTILI PER DEFINIRE UN INTERVENTO EDILIZIO
31/03/2020
Le diversificate denominazioni degli elementi architettonici (quali "pensilina", "portico/porticato", "tettoia" o "veranda" et similia) che sono state di recente compiutamente declinate nel Regolamento edilizio-tipo approvato in sede di Intesa Stato-Regioni, in attuazione dell'art. 4, comma 1-sexies del d. P.R. 6 giugno 2001, n. 380, pubblicato sulla G.U. n. 268 del 16 novembre 2016, pur nel caso siano inapplicabili ratione temporis, risultano comunque innegabilmente utili al fine di individuare il paradigma cui ricondurre, almeno astrattamente, gli interventi edilizi realizzati.


  LA CHIUSURA DI UN PORTICO O DI UNA STRUTTURA SIMILARE IN MODO DA CREARE UN AMBIENTE AUTONOMAMENTE UTILIZZABILE RICHIEDE IL PERMESSO DI COSTRUIRE
23/03/2020
La chiusura di un portico o di una struttura similare in modo da creare un ambiente autonomamente utilizzabile integra un aumento di volumetria, per cui è richiesto il titolo edilizio maggiore, ovvero il permesso di costruire, già concessione edilizia.


  LE OPERE DI DELIMITAZIONE DELLA PROPRIETÀ RIENTRANO TRA QUELLE DI FINITURA DI SPAZI ESTERNI OSSIA TRA LE ATTIVITÀ DI EDILIZIA LIBERA
20/03/2020
Le opere di delimitazione della proprietà rientrano tra quelle di finitura di spazi esterni di cui all'articolo 6, comma 2, lettera c) del D.P.R. 380 del 2001, ossia tra le attività di edilizia libera, tra le quali in particolare una recinzione effettuata in parte con muretto e sovrastante rete metallica ed in parte con paletti, rete metallica e canne vegetali con cancello d'ingresso in ferro.


  AI FINI DELLA CORRETTA QUALIFICAZIONE DI UN INTERVENTO EDILIZIO LA NOZIONE DI ULTIMAZIONE DELLE OPERE COINCIDE CON L'ESECUZIONE DEL RUSTICO
10/03/2020
Ai fini della corretta qualificazione di un intervento edilizio, la nozione di ultimazione delle opere coincide con l'esecuzione del rustico, da intendersi come muratura priva di rifinitura e da non confondere con lo scheletro, le pareti esterne non potendo considerarsi mere rifiniture.


  NEL REGOLARE IN SEDE DI DISCIPLINA DEL GOVERNO DEL TERRITORIO L’EDILIZIA DI CULTO, LE REGIONI POSSONO PERSEGUIRE ESCLUSIVAMENTE FINALITÀ URBANISTICHE
21/02/2020
Nel regolare, in sede di disciplina del governo del territorio, l'edilizia di culto, le regioni possono perseguire esclusivamente finalità urbanistiche, nell'ambito delle quali deve essere ricondotta anche la necessaria specifica considerazione delle esigenze di allocazione delle attrezzature religiose. In ragione del peculiare rango costituzionale della libertà di culto, inoltre, la stessa disciplina urbanistico-edilizia deve far fronte, con riferimento alle attrezzature religiose, all'ulteriore esigenza della necessaria previsione di luoghi per il loro insediamento, con la conseguenza che essa non può comportare l'esclusione o l'eccessiva compressione della possibilità di realizzare strutture di questo tipo.


  UN SOPPALCO È RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA SE CREA UN MAGGIORE CARICO URBANISTICO; È INTERVENTO MINORE SE NON UTILIZZABILE PER IL SOGGIORNO DI PERSONE
03/02/2020
In materia edilizia la realizzazione di un soppalco integra un intervento la cui consistenza deve essere apprezzata caso per caso, con la conseguenza che esso sarà riconducibile all'ambito della ristrutturazione edilizia, laddove sia idoneo a generare un maggiore carico urbanistico mentre potrà considerarsi un intervento minore nel caso in cui i lavori siano tali da dare vita a una superficie accessoria, non utilizzabile per il soggiorno delle persone.


  INSTALLARE UNA RINGHIERA IN FERRO BATTUTO AL POSTO DI UN PARAPETTO IN PIETRA INCIDE SUL PROSPETTO DELL’EDIFICIO: SERVE IL PERMESSO DI COSTRUIRE
02/01/2020
L'installazione di una ringhiera in ferro battuto in sostituzione di un parapetto in pietra incide sul c.d. prospetto dell'edificio, poiché va a mutare quella che è la sua conformazione estetica fruibile dall'esterno; un simile intervento, per poter essere effettuato, è soggetto a permesso di costruire, ai sensi dell'art. 10, lett. c), D.P.R. n. 380 del 2001.


  LE OPERE IN REGIME DI EDILIZIA LIBERA DEVONO ESSERE CONFORMI AGLI STRUMENTI URBANISTICI E DESTINATE A SODDISFARE ESIGENZE TEMPORANEE E CONTINGENTI
30/12/2019
Per rientrare nella nozione di edilizia libera, di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, è necessario che le opere non solo siano comunque realizzate in conformità con i vigenti strumenti urbanistici, ma è anche necessario che esse consistano in sole opere destinate a soddisfare esigenze temporanee e contingenti e suscettibili di essere rimosse al cessare della necessità che le ha determinate.


  È NECESSARIO IL PERMESSO DI COSTRUIRE PER I TERRAPIENI E I MURI DI CONTENIMENTO CHE HANNO PRODOTTO O ACCENTUATO UN DISLIVELLO DEL TERRENO
23/12/2019
È necessario il permesso di costruire per la realizzazione dei terrapieni e dei muri di contenimento che hanno prodotto un dislivello del terreno oppure hanno accentuato quello già esistente, nel mentre tale titolo edilizio non risulterebbe - di per sé - necessario per la realizzazione delle murature con il fine di evitare smottamenti o frane.


  LA CHIUSURA DI UN PORTICATO PRECEDENTEMENTE APERTO CON PANNELLI DI VETRO È UN INTERVENTO SOGGETTO AL RILASCIO DEL PERMESSO A COSTRUIRE
16/12/2019
La installazione di pannelli di vetro su un'intelaiatura metallica è un intervento soggetto al rilascio del permesso a costruire, ove esso sia idoneo a recingere uno spazio precedentemente aperto, quale un porticato.


  LA REALIZZAZIONE DI UNA PISCINA NON NECESSITA DI PERMESSO DI COSTRUIRE SOLO SE È PERTINENZIALE AD UN EDIFICIO PREESISTENTE EDIFICATO LEGITTIMAMENTE
28/11/2019
La realizzazione di una piscina posta al servizio di una residenza privata non richiede il preventivo rilascio del permesso di costruire a condizione che se ne accerti la natura pertinenziale, la quale a sua volta postula che debba accedere ad un edificio preesistente edificato legittimamente, che presenti ridotte dimensioni anche in assoluto, a prescindere dal rapporto con l'edificio principale e che non sia in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti e con quelli eventualmente soltanto adottati.


  
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