Piani attuativi

 
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  DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE PREVISTO PER L'ESECUZIONE DEL PIANO ATTUATIVO DIVENTANO INEFFICACI SOLO LE PREVISIONI CHE NON HANNO AVUTO CONCRETA ATTUAZIONE
16/10/2018
In materia di efficacia del piano di attuazione (o di strumenti urbanistici analoghi, quale un piano di lottizzazione o un piano di zona per l'edilizia economica e popolare), dopo la scadenza del termine previsto per la sua esecuzione, ai sensi dell'art. 17 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), col decorso del termine, diventano inefficaci unicamente le previsioni del piano attuativo che non abbiano avuto concreta attuazione, cosicché non potranno più eseguirsi gli espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria, né si potrà procedere all'edificazione residenziale, salva la possibilità di ulteriori costruzioni coerenti con le vigenti previsioni del piano regolatore generale e con le prescrizioni del piano attuativo, che per questa parte ha efficacia ultrattiva.


  LE PREVISIONI DEL PIANO ATTUATIVO HANNO EFFICACIA ILLIMITATA NEL TEMPO
29/08/2018
Mentre le previsioni del piano regolatore rientrano in una prospettiva dinamica della utilizzazione dei suoli (e determinano ciò che è consentito e ciò che è vietato nel territorio comunale sotto il profilo urbanistico ed edilizio, con la devoluzione al piano attuativo delle determinazioni sulle specifiche conformazioni delle proprietà), le previsioni dello strumento attuativo hanno carattere di tendenziale stabilità, perché specificano in dettaglio le consentite modifiche del territorio, in una prospettiva in cui l'attuazione del piano esecutivo esaurisce la fase della pianificazione, determina l'assetto definitivo della parte del territorio in considerazione e inserisce gli edifici in un contesto compiutamente definito. Le previsioni urbanistiche di un piano attuativo rilevano dunque a tempo indeterminato, anche dopo la sua scadenza.


  L’OBBLIGO DELLA PIANIFICAZIONE ATTUATIVA PREVISTA NEL PRG NON È UN VINCOLO ESPROPRIATIVO E QUINDI NON DECADE DECORSO IL TERMINE DI CINQUE ANNI
21/08/2018
L'obbligo della pianificazione attuativa prevista nel piano regolatore generale non costituisce un vincolo espropriativo e non è soggetto, quindi, alla decadenza dopo la decorrenza del termine di cinque anni.


  SARDEGNA: LA CONVERSIONE IN RESIDENZA DEI SERVIZI DI PIANO ATTUATIVO NON È UN DIRITTO POTESTATIVO DELLA PARTE PRIVATA
05/07/2018
La "conversione" in volumi residenziali ex art. 18, comma 32, della L.R. Sardegna n. 12 del 2011 deve intendersi nel senso che la "conversione" non è vietata, potendosi derogare alle proporzioni tra residenze, servizi connessi e servizi pubblici (70% per le residenze; 20% per i servizi connessi alla residenza e 10% per i servizi pubblici) previste dall'art. 4 del decreto assessoriale 22 dicembre 1983, c.d. decreto Floris, ma non può intendersi come attributivo alla sola parte privata della convenzione del diritto potestativo di ottenere la "traslazione", mentre la modifica alla convenzione bilaterale stipulata richiede ontologicamente il consenso di entrambe le parti che hanno a suo tempo manifestato la volontà negoziale, per cui postula la valutazione, da parte dell'amministrazione comunale, degli interessi pubblici coinvolti.


  NON BASTA UNA STRADA PRIVA DI SOTTOSERVIZI PER CONSIDERARE URBANIZZATA UN’AREA AGRICOLA
21/06/2018
E' legittimo considerare non urbanizzata l'area agricola servita soltanto da una strada e destinata per la prima volta ad urbanizzazione, per la cui trasformazione viene legittimamente richiesto il necessario collegamento alle reti pubbliche.


  DOPO L’INIZIO DELLA TRASFORMAZIONE DELL’AMBITO NON SONO AMMESSE MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DELLE DISTANZE
28/05/2018
La disciplina delle distanze - a differenza del calcolo delle volumetrie - non può definirsi secondo regole diverse nel tempo all'interno di uno stesso ambito già in parte edificato, in quanto altrimenti - se sopravvengono regole sulle distanze meno favorevoli - verrebbero svantaggiati quei proprietari che costruiscono dopo, alterando l'equilibrio fra i diversi lotti.


  L'AVVISO DI AVVIO DI ATTUAZIONE DEL COMPARTO NON È UN ATTO DELLA PROCEDURA ESPROPRIATIVA
18/05/2018
Un preavviso - effettuato ai sensi dello strumento urbanistico - ai proprietari di un comparto affinché provvedano a trasmettere gli elaborati relativi alle infrastrutture del comparto e quindi a manifestare l'intenzione di provvedervi direttamente, con l'avvertenza che in caso di mancato riscontro vi provvederà il Comune stesso, non ha valenza di atto del procedimento espropriativo immediatamente lesivo della proprietà, ed è inammissibile il ricorso avverso di esso.


  I PRINCIPI DI SOLIDARIETA’ E BUONA FEDE NON IMPONGONO ALLA P.A. DI APPROVARE MODIFICHE AL PIANO DI RECUPERO
08/05/2018
Le variazioni sostanziali delle originali caratteristiche di piano di recupero, che importano, nella sostanza, notevoli modifiche degli iniziali profili definitivi di carattere costruttivo e planivolumentrico del relativo insediamento (nella specie la previsione di edifici a blocco in sostituzione dei precedenti fabbricati in linea e una nuova modellazione del terrapieno, quote altimetriche più elevate, la riduzione di standard, criticità nella nuova viabilità) non possono considerarsi attuative di quei principi di solidarietà, di buona fede e correttezza che informano la fase di esecuzione del contratto, imponendo alla controparte contrattuale di tenere tutti quei comportamenti che, seppure non espressamente previsti nel titolo, sono nella sostanza strumentali e propedeutici alla corretta e leale realizzazione del programma negoziale.


  LA DECADENZA DEI PIANI ATTUATIVI INTERROMPE LA POSSIBILITÀ DI ESPROPRIARE
07/05/2018
Le prescrizioni urbanistiche ultrattive sono quelle che hanno carattere meramente conformativo, mentre quelle che vanno incluse nella nozione di "attuazione", che hanno invece una più marcata pregnanza, tanto da comprendere non solo contenuti espropriativi ma anche obblighi di fare in capo ai soggetti destinatari, restano travolte dallo spirare del termine di efficacia del piano particolareggiato. Con il decorso del termine decennale diventano inefficaci le previsioni del piano attuativo che non abbiano avuto concreta attuazione, cosicché non potranno più eseguirsi gli espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria, né si potrà procedere all'edificazione residenziale, salva la possibilità di ulteriori costruzioni coerenti con le vigenti previsioni del piano regolatore generale e con le prescrizioni del piano attuativo, che per questa parte ha efficacia ultrattiva.


  LA PIANIFICAZIONE DI DETTAGLIO VINCOLA IMPERATIVAMENTE L'INTERVENTO DIRETTIVO COSTRUTTIVO
01/05/2018
Costituisce regola generale ed imperativa, in materia di governo del territorio, il rispetto delle previsioni del P.R.G. che impongono, per una determinata zona, la pianificazione di dettaglio e che sono vincolanti e idonee ad inibire l'intervento diretto costruttivo.


  IL DIRIGENTE NON PUO’ RIGETTARE IL PUA CHE RIENTRA NELLA COMPETENZA DELLA GIUNTA
19/04/2018
Laddove la normativa regionale (nella specie, la l.r. Campania 16/2004) attribuisca alla Giunta il potere di adottare il PUA, è viziato per incompetenza il provvedimento di rigetto emanato dal dirigente di settore sulla base di motivi dedotti dallo stesso e che in nessun modo vengono ratificati dalla giunta stessa.


  PER FAR FRONTE ALL’AUMENTO DEMOGRAFICO È LEGITTIMO IL RICORSO ALLA PIANIFICAZIONE ATTUATIVA
05/04/2018
Qualora non ricorra una nuova classificazione urbanistica dei suoli, bensì la semplice rimodulazione delle opere di urbanizzazione per fare fronte al nuovo peso abitativo, non è necessaria l'approvazione dello strumento urbanistico generale, anche in variante, ma basta l'intervento della sola pianificazione attuativa.


  LA REALIZZAZIONE PER STRALCI DEL PIANO ATTUATIVO NON ESONERA DALL’APPROVAZIONE UNITARIA DELL’INTERO PIANO
26/02/2018
Se il Piano regolatore e le sue NTA prevedono un unico strumento urbanistico di attuazione, ciò comporta che il Piano deve essere accompagnato da una pianificazione/progettazione "unitaria" per l'intera zona, cui deve accompagnarsi lo schema di convenzione alla quale aderiscono espressamente (assumendo obbligazioni riferite alla realizzazione dell'intero Piano) tutti i proprietari normativamente previsti e necessari.


  È ILLEGITTIMO ESTENDERE L’OBBLIGO DI STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO A TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE
19/12/2017
La necessaria estensione all'intera maglia di Piano delle iniziative urbanistiche attuative vulnera assai pesantemente l'attività edilizia privata, atteso che la cospicua estensione delle maglie del Piano di un vasto Comune (nella specie, quello di Bari) rende, in concreto, assai difficile pervenire ad una concordata soluzione urbanistica di matrice privatistica e rischia di determinare, specularmente, la surrettizia ascrizione de facto al Comune, in via pressoché esclusiva, dell'attività di trasformazione del territorio in attuazione delle previsioni di Piano.


  IL PARERE FAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE NON COSTRINGE IL CONSIGLIO AD APPROVARE IL PIANO ATTUATIVO
14/12/2017
E' legittimo il diniego di approvazione del piano di attuazione sorretto da una motivazione articolata e coerente, idonea a superare eventuali pareri favorevoli obbligatori ma non vincolanti (nella specie, il parere espresso dalla commissione comunale edilizia).


  
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