Titolo edilizio

 
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  GLI IMPEGNI PROPOSTI NELL'ISTANZA EDILIZIA ENTRANO A FAR PARTE DEL TITOLO EDILIZIO
05/11/2019
In tutte le ipotesi, ricorrenti nella pratica dei procedimenti amministrativi fin dalle prime applicazioni dell'originaria legge urbanistica del 1942, in cui il provvedimento amministrativo finale è preceduto da intese tra il privato ed il pubblico funzionario, le quali spesso si formalizzano in accordi (scritti) in senso lato o in atti unilaterali di sottomissione con cui l'interessato, in vista della possibile adozione del provvedimento permissivo, assume l'obbligo di eseguire (o comunque esegue) una determinata prestazione non tipizzata nel contenuto e che ben può, quindi, concretarsi anche in una cessione gratuita di aree o di altri immobili (come mezzo al fine dell'assolvimento degli "impegni" imposti a suo carico dalla norma edilizia cui è subordinato dalla norma il rilascio dell'autorizzazione richiesta), deve ritenersi che, ove il provvedimento sia stato emesso in conformità della domanda, esso abbia recepito l'impegno del richiedente, che pertanto diventa parte integrante del suo contenuto: dal quale promanano poteri autoritativi della pubblica amministrazione, portatrice di interessi essenzialmente pubblici e non la possibilità per i terzi privati di rivendicare diritti sulla sua base.


  UNA CONDIZIONE NON PUÒ ESSERE APPOSTA A UNA CONCESSIONE EDILIZIA, STANTE LA SUA NATURA DI ACCERTAMENTO COSTITUTIVO A CARATTERE NON NEGOZIALE
05/11/2019
In via di principio, e fatti salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge, una "condizione", sia essa sospensiva o risolutiva, non può essere apposta a una concessione edilizia, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento; ne consegue che la concessione edilizia, una volta riscontratane la conformità alla vigente disciplina urbanistica, deve essere rilasciata dal comune senza condizioni che non siano espressamente previste da una norma di legge.


  NEL PERIODO TRA LA LEGGE URBANISTICA E LA LEGGE PONTE NON SUSSISTEVA L’OBBLIGO DI LICENZA PER EDIFICARE FUORI DAI CENTRI ABITATI
25/10/2019
Nel periodo tra la legge urbanistica e la legge ponte n. 765 del 1967 non sussisteva l'obbligo di licenza per edificare fuori dai centri abitati.


  IL COMUNE DEVE VALUTARE LA NORMATIVA VIGENTE AL RILASCIO DEL TITOLO EDILIZIO E NON QUELLA DELL'EPOCA DELL'ISTANZA
30/09/2019
Nel procedimento relativo al rilascio di un titolo edilizio, la situazione normativa vigente alla data di presentazione della domanda, in ragione del generale principio tempus regit actum, non costituisce un vincolo per l'amministrazione. La domanda di concessione edilizia deve essere valutata alla luce della normativa vigente al momento in cui l'Amministrazione comunale provvede su di essa e non all'epoca della presentazione.


  ANNULLAMENTO D’UFFICIO DI TITOLI EDILIZI: L’ONERE MOTIVAZIONALE È ATTENUATO IN ORDINE ALLA RILEVANZA E AUTOEVIDENZA DEGLI INTERESSI PUBBLICI TUTELATI
20/09/2019
Nei casi di annullamento d'ufficio di titoli edilizi, l'onere motivazionale gravante sull'amministrazione risulterà attenuato in ragione della rilevanza e autoevidenza degli interessi pubblici tutelati (al punto che, nelle ipotesi di maggior rilievo, esso potrà essere soddisfatto attraverso il richiamo alle pertinenti circostanze in fatto e il rinvio alle disposizioni di tutela che risultano in concreto violate, che normalmente possano integrare, ove necessario, le ragioni di interesse pubblico che depongano nel senso dell'esercizio del ius poenitendi).


  NON OCCORRE CHE IL DINIEGO DI PERMESSO DI COSTRUIRE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA' URBANISTICA SIA PRECEDUTO DAL PREAVVISO DI RIGETTO
23/08/2019
Se l'amministrazione deve semplicemente vagliare la conformità dell'intervento edilizio alla normativa primaria e secondaria nonché agli strumenti urbanistici, il diniego di permesso di costruire è un atto sostanzialmente vincolato, cosicché la violazione dell'articolo 10-bis della legge n. 241 del 1990 è irrilevante.


  L'ANNULLAMENTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE VIETA DI RIPRODURRE I MEDESIMI VIZI (FORMALI O SOSTANZIALI) IN UN TITOLO SUCCESSIVO
13/08/2019
L'annullamento del permesso di costruire non comporta affatto per il Comune l'obbligo sempre e comunque di disporre la demolizione di quanto realizzato sulla base del titolo annullato, ma è circoscritto al divieto, in caso di adozione di un nuovo titolo edilizio, di riprodurre i medesimi vizi (formali o sostanziali che siano) che detto titolo avevano connotato.


  LA PREVISIONE DI PARCHEGGI AGGIUNTIVI OBBLIGA LA COMMITTENZA ANCHE SE CONTENUTA NEI SOLI ELABORATI PROGETTUALI
09/08/2019
Il progetto allegato alla domanda di rilascio di un titolo edilizio è inscindibilmente connesso alla domanda medesima perché ne definisce in concreto il contenuto, essendo il progetto l'atto documentale essenziale sul quale l'autorità è chiamata ad assumere le sue determinazioni. Non può fondatamente predicarsi, dunque, che la previsione di parcheggi aggiuntivi, siccome contenuta nel solo progetto allegato alla domanda di rilascio di un titolo edilizio, sarebbe null'altro che una scelta estemporanea del progettista, non riferibile alla committenza.


  L'ATTO NON SOTTOSCRITTO E RECANTE PRESCRIZIONI NON COSTITUISCE UN TITOLO EDILIZIO GIA' PERFEZIONATO
07/08/2019
L'atto non sottoscritto dal dirigente, ma anzi demandato per la sottoscrizione al verificato assolvimento delle prescrizioni imposte con l'atto stesso, non costituisce atto terminale del procedimento, non potendosi affermare che il titolo si è già perfezionato.


  IL RILASCIO DEL TITOLO EDILIZIO ABILITATIVO, FACENDO SALVI I DIRITTI DEI TERZI, NON INTERFERISCE NEI RAPPORTI TRA PRIVATI
01/08/2019
Il rilascio del titolo edilizio abilitativo, facendo salvi i diritti dei terzi, non interferisce nell'assetto dei rapporti tra privati, pur restando fermo il potere (dovere) dell'Amministrazione di verificare la sussistenza di limiti di matrice civilistica per la realizzazione dell'intervento da assentire.


  LA SCIA NON È UN ATTO DI AVVIO DI UN PROCEDIMENTO MA UNA PARTE DEL TITOLO ABILITATIVO A REALIZZARE LE OPERE EDILIZIE DESCRITTE NEL PROGETTO ALLEGATO
11/07/2019
La segnalazione certificata di inizio attività, nel settore edilizio, non costituisce un atto di avvio di un procedimento ad istanza di parte rispetto al quale l'amministrazione comunale deve esprimersi con atti di accoglimento o di diniego, ma costituisce, pur non essendo un provvedimento amministrativo impugnabile autonomamente (in ragione di quanto espressamente indicato dall'art. 19, comma 6-ter, l. 241/1990), esso stesso un(a parte del) titolo abilitativo a realizzare le opere edilizie descritte nel progetto allegato che si completa con il decorso del termine previsto dal legislatore laddove non vi siano stati interventi inibitori dell'amministrazione.


  LE PROVE DELLA COLLOCAZIONE DEI MANUFATTI SI RINVENGONO NEI RUDERI, FONDAMENTA, AEROFOTOGRAMMETRIE, MAPPE CATASTALI; LA PROVA TESTIMONIALE È RESIDUALE
10/07/2019
Nelle controversie in materia edilizia, soggette alla giurisdizione del giudice amministrativo, i principi di prova oggettivi concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio, quanto nel tempo, si rinvengono nei ruderi, fondamenta, aerofotogrammetrie, mappe catastali, laddove la prova per testimoni è del tutto residuale; data la premessa, da essa discende che la prova dell'epoca di realizzazione si desume da dati oggettivi, che resistono a quelli risultanti dagli estratti catastali ovvero alla prova testimoniale ed è onere del privato, che contesti il dato dell'Amministrazione, fornire prova rigorosa della diversa epoca di realizzazione dell'immobile, superando quella fornita dalla parte pubblica.


  IL PARERE POSITIVO DELLA SOPRINTENDENZA PER UN INTERVENTO SU IMMOBILE VINCOLATO DI PER SÉ NON HA ALCUNA VALENZA SOSTITUTIVA DEL TITOLO EDILIZIO
05/07/2019
Il parere della Soprintendenza per un intervento edilizio su immobile vincolato è per legge un parere di compatibilità con i valori storico artistici espressi dall'originaria struttura dell'edificio, ma di per sé non vale a legittimare alcun intervento edilizio sull'edificio stesso. In altre parole, una struttura che la Soprintendenza abbia giudicato compatibile con il contesto, o addirittura altamente pregevole, non si potrà realizzare se non quando si sia in possesso del titolo edilizio necessario a legittimarla, e nei soli limiti in cui detto titolo la autorizzi.


  L’ANNULLAMENTO D’UFFICIO DI UN TITOLO EDILIZIO DEVE ESSERE MOTIVATO IN RELAZIONE ALLA SUSSISTENZA DI UN INTERESSE PUBBLICO CONCRETO E ATTUALE
02/07/2019
L'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio in sanatoria, ove intervenga decorso un periodo di tempo considerevole dal provvedimento annullato, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale all'adozione dell'atto di ritiro, anche tenuto conto degli interessi dei privati destinatari del provvedimento sfavorevole.


  BOLZANO: PER LA CONCESSIONE EDILIZIA OCCORRE VERIFICARE SE LA SUPERFICIE DEL NUOVO FABBRICATO SIA STATA GIÀ FRAZIONATA PER UNA COSTRUZIONE PRECEDENTE
29/03/2019
In sede di rilascio della concessione edilizia, ai sensi dell'art. 35 LP Bolzano n. 13/1997, il comune - e ancor prima il progettista in sede di progettazione del nuovo fabbricato - devono ricostruire il lotto originario, ossia verificare se la superficie destinata a ospitare il nuovo fabbricato, sia il risultato del precedente frazionamento di un più vasto lotto, utilizzato per la costruzione di un edificio preesistente. In caso di accertata appartenenza della superficie di progetto a un lotto originario gravato da una preesistenza edilizia, l'Amministrazione deve verificare, se detta superficie sia asservita in tutto o in parte alla sostanza edilizia preesistente, ossia se essa sia in tutto o in parte necessaria a giustificare la cubatura preesistente in ragione dell'indice di fabbricabilità fondiario vigente al momento del rilascio della nuova concessione edilizia


  
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