Pianificazione

 
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  TOSCANA: LA CLASSIFICAZIONE “INVARIANTI STRUTTURALI” È UN VINCOLO CONFORMATIVO
26/03/2015
La classificazione di un bene fra le "invarianti strutturali" di cui all'art. 5 co. 2 della legge regionale toscana n. 1/2005 implica la costituzione di un vincolo conformativo, costituzionalmente ammissibile, nella misura in cui quel bene ne sia riguardato in quanto parte di una categoria omogenea e in funzione di una generale destinazione di zona.


  LE OSSERVAZIONI DEI PRIVATI IN SEDE DI ADOZIONE DI UN NUOVO STRUMENTO URBANISTICO NON RICHIEDONO UNA PUNTUALE MOTIVAZIONE
03/03/2015
Le osservazioni presentate in sede di adozione di un nuovo strumento di pianificazione del territorio costituiscono un mero apporto dei privati nel procedimento di formazione dello strumento medesimo, con conseguente assenza in capo all'amministrazione competente di un obbligo puntuale di motivazione oltre a quella evincibile dai criteri desunti dalla relazione illustrativa del piano.


  L'OBBLIGO DI RIPUBBLICAZIONE DEL PIANO REGOLATORE OPERA SOLO PER LE MODIFICHE FACOLTATIVE E PER QUELLE CONCORDATE
02/03/2015
L'obbligo di ripubblicazione del piano regolatore sussiste solo per le modifiche facoltative (consistenti in innovazioni non sostanziali) e per quelle concordate ma non per quelle obbligatorie, introdotte al fine specifico della tutela del paesaggio e dell'ambiente.


  LE SCELTE PIANIFICATORIE DELLA P.A. SONO AMPIAMENTE DISCREZIONALI PER CUI NON NECESSITANO DI UNA SPECIFICA MOTIVAZIONE
05/02/2015
Le scelte dell'Amministrazione in ordine alla destinazione dei suoli in sede di pianificazione generale del territorio sono caratterizzate da ampia discrezionalità per cui non è richiesta una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il piano regolatore generale derogandosi a tale regola solo in presenza di specifiche situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo le quali sono pacificamente individuate in pronunce giurisprudenziali passate in giudicato ovvero in accordi con l'ente locale.


  LA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITÀ DELLA STRUTTURA DI VENDITA SI FONDA SULL'AREA OMOGENEA PREVISTA NEL P.R.G. E RELATIVI STANDARD
21/01/2015
Il giudizio di compatibilità astratta della struttura di vendita con il territorio nel quale è destinata a sorgere non può che basarsi sull'area omogenea del piano regolatore e quindi sulla verifica degli standard urbanistici ivi esistenti.


  LE LIMITAZIONI URBANISTICHE AL COMMERCIO SONO GIUSTIFICATE DA INTERESSI AMBIENTALI DI PARI RILEVANZA
15/01/2015
La previsione di prescrizioni, purché ragionevoli e proporzionate, alle politiche di liberalizzazione deve rispondere ad esigenze di tutela di interessi urbanistici ed ambientali di pari rilevanza costituzionale.


  GLI ENTI INFRA REGIONALI NON POSSONO DETTARE PRESCRIZIONI CHE AZZERINO IL POTERE PIANIFICATORIO DEI COMUNI
09/01/2015
Non è possibile, per gli enti infra regionali, dettare prescrizioni che azzerino il potere pianificatorio dei comuni, prevedendo procedimenti che non assicurino la partecipazione degli enti il cui assetto territoriale venga coinvolto.


  IL CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA HA CARATTERE DICHIRATIVO E NON COSTITUTIVO DEGLI EFFETTI DA ESSO DERIVANTI
06/01/2015
Il certificato di destinazione urbanistica ha carattere meramente dichiarativo e non costitutivo degli effetti giuridici che dallo stesso risultano atteso che la situazione giuridica attestata nel certificato è la conseguenza di altri precedenti provvedimenti che hanno provveduto a determinarla.


  LA COERENZA DI UNA ZONA URBANISTICA NON PRESUPPONE EDIFICI SIMILI O COEVI MA DERIVA DALLA COMUNE DESTINAZIONE PIANIFICATORIA
22/12/2014
La coerenza di una zona urbanistica non è data a priori, altrimenti si dovrebbe ravvisare una zona omogenea di piano soltanto là dove gli edifici in essa ricompresi sono tutti simili o coevi, ma essa ha, invece, origine dalla comune destinazione che la pianificazione vi imprime, con il solo limite dell'irrazionalità e dell'illogicità.


  L’INDICAZIONE DEI PROFILI E CRITERI GENERALI A SOSTEGNO DELLE SCELTE URBANISTICHE ASSOLVE L’ONERE DI MOTIVAZIONE
03/12/2014
In sede di adozione di uno strumento urbanistico l'onere di motivazione gravante sull'amministrazione è di portata generale e risulta soddisfatto tramite l'indicazione dei profili generali e dei criteri che sorreggono le scelte urbanistiche, senza necessità di una motivazione puntuale.


  LA PROVINCIA CONCORRE NELLA DETERMINAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO SOLO PER LE PREVISIONI CON RILIEVO SOVRACOMUNALE
21/11/2014
La provincia concorre a determinare direttamente il contenuto del piano di governo del territorio solo attraverso alcune tipologie di previsioni aventi un effetto prevalente.


  LA PRECEDENTE MIGLIOR QUALIFICAZIONE URBANISTICA DI UN FONDO NON FA SORGERE UN'ASPETTATIVA MERITEVOLE DI TUTELA
12/11/2014
La precedente miglior qualificazione urbanistica di un fondo non fa maturare in capo al proprietario dello stesso specifiche aspettative di conservare vantaggi che gli derivano da precedenti scelte programmatorie operate dall'amministrazione.


  LE SCELTE DI PIANIFICAZIONE IN SEDE DI ADOZIONE DI UNO STRUMENTO URBANISTICO NON LEGITTIMANO ASPETTATIVE EDIFICATORIE
11/11/2014
Le scelte di pianificazione effettuate dall'ente locale in sede di adozione di uno strumento urbanistico non possono ex sé far sorgere aspettative in ordine alla destinazione edificatoria di un terreno.


  DISTANZE MINIME EX D.M. 1444/1969: I LIMITI SONO TASSATIVI E INDEROGABILI DALLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA LOCALE
13/10/2014
Il parametro urbanistico-edilizio di cui all'art. 9 comma 2 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, che per tutte le zone omogenee diverse dalla zona A, stabilisce per i nuovi edifici la distanza minima assoluta di ml. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, è tassativo e inderogabile, anche da strumenti di pianificazione urbanistica - che ove contrastanti sono integrati ex lege dal suddetto limite di distanza - afferendo a interessi pubblici di natura igienico-sanitaria e quindi sottratti a qualsiasi valutazione o apprezzamento discrezionale e alla disponibilità dei privati interessati.


  PIANIFICAZIONE URBANISTICA: LA MOTIVAZIONE DEVE ESSERE PUNTUALE SE INCIDE SU AREE SPECIFICHE
11/09/2014
Le scelte urbanistiche richiedono una motivazione più o meno puntuale a seconda che si tratti di previsioni interessanti la pianificazione in generale ovvero un'area determinata, ovvero qualora incidano su aree specifiche, ledendo legittime aspettative; così come mentre richiede una motivazione specifica una variante che interessi aree determinate del PRG., per le quali quest'ultimo prevedeva diversa destinazione (a maggior ragione in presenza di legittime aspettative dei privati), non altrettanto può dirsi allorchè la destinazione di un'area muta per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale.


  
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